La Melagranata

 

Tagliatelle di farina multicereali, con gamberi di Santa Margherita, asparagini, pistacchi.

 

 

 

Ecco la seconda ricetta preparata per il contest di Molino Grassi e le sue ottime farine. Questa volta ho usato la multicereali, con cui ho preparato delle tagliatelle ai gamberi.
Non sono molto certa che venga accettata una ricetta di primo piatto, ma ho letto e riletto il regolamento e mi pare non ci sia nulla di esplicitamente contrario. I giudici decideranno!
(La pasta era ottima, detto tra noi!)
Vi do la buonanotte e ancora gli auguri di Buona Pasqua!

Tagliatelle di farina multicereali, gamberi di Santa Margherita, asparagini, pistacchi.

 

farina multicereali qb Molino Grassi, g 200
semola rimacinata di grano duro, g 100
acqua, qb

gamberi rossi di Santa Margherita, 8-12
aglio, uno spicchio
asparagini, un mazzetto
vino bianco secco, 1/2 bicchiere
pistacchi di Bronte, due cucchiai
arancia, la buccia gratuggiata qb
maggiorana, le foglioline di due rametti
sale affumicato, qb
olio evo

Sulla spianatoia, riunire le due farine e formare la fontana. Impastare con l’acqua necessaria a ottenere una pasta morbida e liscia. Formare una palla e lasciarla riposare coperta per circa 30 minuti.  Riprendere ora l’impasto, stenderlo in una sfoglia sottile e tagliarlo in sottili tagliatelle (se volete, potete passare l’impasto nella macchinetta apposita e poi pasare la sfoglia nella trafila per le tagliatelle ). Coprite le tagliatelle con un canovaccio pulito fino al momento di utilizzarle.
Pestate in un mortaio i pistacchi, fino a ridurli in briciole grossolane.
In una larga adella versare qualche cucchiaio d’olio evo, fate scaldare e unite l’aglio, che lascerete imbiondire appena, perché non rilasci odore troppo intenso.
Pulite gli asparagi, tagliate a tocchetti i gambi sottili e mantenete integre le punte. Versateli in padella e fateli rosolare dolcemente per qualche minuto. Scolateli e teneteli da parte. Nella stessa padella, fate saltare i gamberi  un minuto per lato, sfumate con il vino e unite nuovamente gli asparagi. Salate moderatamente con sale affumicato, cospargete  con le foglioline di maggiorana fresca. Scolate le tagliatelle e unitele al condimento, fate saltare un minuto e ritirate dal fuoco.
Impiattate le tagliatelle nei piatti individuali, unite  uno o più gamberi, le punte degli asparagi, un pizzico di buccia d’arancia grattugiata e un po’ di pistacchi pestati. Spolverate il piatto con un poco di sale affumicato.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi

 

Scritto da Patrizia il 20 aprile 2014 alle 10:04 / 3 Commenti / Link permanente

Cavagnetti di Pasqua.

 

 

Questo post avrebbe dovuto essere pubblicato venerdì, ma la connessione è sparita, così d’un tratto.
E allora ci leggiamo ora, a Pasqua ormai praticamente finita.

Tanti auguri, di tutto cuore!

Niente uova di cioccolato, ma un dolce ve lo lascio!
Un dolce ligure, semplice e “brusco” come siamo noi. Cavagnetti, che son cestini, in italiano. Cestini che racchiudono uno o più uova, da donare ai bimbi o all’amato bene. Si narra che il dolce sia stato creato da un’innamorata che voleva far dono al fidanzato di uova augurali e che da quel giorno si sia diffusa l’usanza di scambiarsi, tra innamorati,  cavagnetti la mattina di Pasqua. Per molti molti anni questo rito e questo dolce, ritenuto troppo semplice e antico per essere “di moda”, sono stati dimenticati, ma oggi son ritornati in auge e se siete fortunati potete trovarne, di fogge e intrecci diversi, nelle vetrine di qualche pasticceria o di qualche fornaio.
Le uova possono essere colorate, per far felici i bimbi.

Cavagnetti di Pasqua

 

700 grammi di farina einkorn qb molino grassi
8 uova
3 albumi
200 grammi di zucchero
200 grammi di burro
2 bustine di lievito in polvere
1 limone non trattato
latte, qb
semensetta (piccoli confettini colorati ), qb.

 

Fate rassodare 4 uova  badando che i gusci rimangano intatti, lasciatele raffreddare e tenete da parte.
Setacciate la farina col lievito e disponetela a fontana sul tagliere.
Montate bene il burro con lo zucchero, poi aggiungete, piano piano, uno alla volta, le 4 uova.
Versate il tutto al centro della fontana e impastate. Unite due albumi battuti a neve ferma e mescolate con delicatezza, fino a formare una pasta uniforme, morbida e liscia, aggiungendo, se necessario, un poco di latte appena tiepido.

Per formare i cavagnetti:  prendere g 70-80 di pasta, fare un rotolino, chiuderlo ad anello, o intrecciarlo come più vi piace. Schiacciare la parte inferiore e adagiarvi un uovo sodo,  fermandolo con due rotolini di pasta messi a croce. Spennellare di albume, cospargere di confettini colorati (che qui si chiamano semensetta). Formare gli altri cavagnetti come il primo.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti circa.

“Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi

 

Scritto da Patrizia il 20 aprile 2014 alle 09:22 / 4 Commenti / Link permanente

Crema di zucca con mousse di pastrami e grissini. E l’orgasmo di Sally.

 

 

Fino a poco tempo fa, ne sapevo poco o più di niente.
Pastrami, per me, era parola evocativa di atmosfere lontane: ne avevo sentito il profumo tra le pagine dei romanzi di Isaac B. Singer e di Saul Bellow,  l’avevo visto deposto sulla tomba del padre del Barney, di M. Richter, e aveva provocato l’indimenticabile orgasmo di Meg Ryan da Katz, in Harry ti presento Sally. Era nell’aria newyorchese dei film di Woody Allen, tra gli avvocati eleganti del centro, frettolosi accanto a furgoni di hamburgher e tazze di caffè,  sulla panchina sulle rive dell’Hudson, ma anche nel bianco e nero dei lunghi cappotti scuri degli ebrei Ashkenaziti, tra payot e tefillin, fughe dall’Europa in fiamme e occhi scuri pieni di orrore, tra i fumi di una New York che è salvezza e dolore, nostalgia e solitudine, rimpianto e perdita.

 

Voi sapete, non faccio mai pubblicità, su queste pagine. Vi parlo, questo si, in barba a sponsor e sponsorizzazioni, di ciò che mi piace, che credo buono, pulito e giusto. Tanto per dirla con parole conosciute.
Quando mi è stato proposto, però, di assaggiare il Pastrami, ora prodotto in Italia dalla Furlotti,  ho detto subito si. Si, perché a New York io ancora non ci sono stata e non volevo perdermi questa opportunità.
E l’abbiamo assaggiato subito, appena è arrivato, sfilando la fetta dalla confezione, aperta sul tavolo di cucina: e il profumo e il sapore sono parole di romanzi e luci di film. L’abbiamo preparato e gustato in vari modi, poi, ma quello che più mi piaceva mostrarvi è questo, un po’ diverso da quello che vi potreste aspettare. Non il classico, fedele bagel o il panino di segale, farcito con formaggio, sottaceti e yogurt (buono, eh! accipicchia!!) ma una versione “pastramosa”(!) della mousse di mortadella tradizionale, di cui ho reinterpretato la ricetta depositata, accostata a una crema di zucca morbida e dolce: il contrasto è piacevolissimo! A dare croccantezza, dei grissini senza lievito, fatti con farine di mais e grano saraceno. Un ciuffo di aneto, o erbetta di finocchio, a profumare ancora.
Non è una ricetta kosher, temo, per la presenza contemporanea di latticini e carne: ma nella tradizione ci sono formaggi e yogurt, quindi forse è possibile.
Senz’altro una ricetta diversa, un po’ eretica. Al solito.

 

Crema di zucca con mousse di pastrami e grissini al grano saraceno e mais.

 

 

per la crema di zucca:
750 gr di zucca
2 porri
1 cipollotto
zenero fresco
brodo vegetale, qb
olio evo, burro

per la mousse di Pastrami:
gr. 200 di Pastrami Furlotti
gr. 70 di ricotta freschissima
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
1 o 2 cucchiai di panna fresca (e/o yoghurt)

per i grissini:
350 gr di farina fine di mais
300 g di farina di grano saraceno
300 ml di acqua
1 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiai di olio
sale marino

per la crema:
In una pentola fate sciogliere una bella noce di burro con un cucchiaio di olio evo. Unite il cipollotto tritato e i porri puliti e affettati. Aggiungete poi la zucca pulita e tagliata  pezzetti e lo zenzero a pezzettini. Rosolate piano per 5 minuti, poi coprite con il brodo vegetale e lasciate cuocere fino a che la zucca sarà morbida. Frullare con il frullino a immersione, regolare di sale e pepe e tenere in caldo.

per la mousse di Pastrami:
Frullate il Pastrami con la ricotta e il parmigiano, mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo e non grumoso. Aggiungere la panna liquida (e/o lo yogurt)  e frullate bene,  per ottenere un composto liscio e spumoso.

per i grissini:
Setacciate in una ciotola le due farine e il sale. Aggiungete il bicarbonato e l’olio. Impastate, prima con una forchetta e poi con le mani,aggiungendo l’acqua secondo necessità; dividete l’impasto ottenuto in più parti e stendetelo fino a ricavare dei bastoncini lunghi e sottili. Spolverate i grissini con della farina di mais, spennellateli con poco olio e cospargerli, se vi piace con i semi preferiti: sesamo bianco, nero, lino, ecc.. Disponeteli quindi su una teglia rivestita di carta forno e cuoceteli per circa 20 minuti a  200°C.

Versate la crema di zucca nelle ciotole, disponete al centro una quenelle di mousse di Pastrami e guarnite con un ciuffo di aneto o di barbetta di finocchio. Servite con i grissini croccanti.

Scritto da Patrizia il 15 aprile 2014 alle 09:33 / 2 Commenti / Link permanente

Insalata di pomodori Igp Pachino, pescatrice, piselli e fave.

 

 

Ci si riprende, pian piano. E si ricomincia a cucinare. Cose buone e leggere, fresche, primaverili. Alla ricerca sempre di prodotti davvero genuini, di verdure bio, quando possibile, di frutta profumata e di stagione, di pesci pescati in acque non inquinate, di carni, poche, sempre meno, di animali non sfruttati e tormentati.
Ricevere una cassetta di pomodori Igp Pachino direttamente dal Consorzio è stato un regalo grande, una bellissima opportunità.
Tre qualità diverse di pomodori: ciliegino, tondo liscio e costoluto . Una gran voglia di sperimentare con quello che è stato definito il pomodoro più buono del mondo!
Ecco il primo dei piatti che ho preparato. Ma che banalità, (direte voi, miei affezionati venticinque lettori!) un’insalata di pomodoro!

Il profumo intenso e aromatico, il sapore aspro e dolcissimo insieme, la consistenza soda e carnosa del pomodoro liscio tondo, il suo colore rosso scuro e verde intenso non potevano essere coperti da nessuna cottura. Volevo mantenere integre le qualità di questo pomodorino davvero fantastico. Mi piaceva poi accostarlo ad altre consistenze e al calore lieve del pesce. La nota più aspra del pomodoro contrasta con il tenero sapore della rana pescatrice, lo scontro di consistenze è estremamente piacevole, il tocco fresco dei baccelli si accorda al piatto sottolineandone il profumo di campagna.
Insomma, a noi è piaciuto tantissimo, proprio per la sua semplicità e purezza, tanto che lo rifaremo come antipasto nel nostro menù di Pasqua!
Provatelo e fatemi sapere!

Insalata di pomodori Igp Pachino,
pescatrice, piselli e fave.

 

12 pomodori di Pachino Igp della varietà tondo liscio
4 tranci di pescatrice
una tazza di piselli sgranati
una tazza di fave sgranate e sbucciate
foglie di origano fresco (o maggiorana)
foglioline di timo
uno spicchio d’aglio
olio extra vergine di olive taggiasche
sale, pepe,
vino bianco secco,1/2 bicchiere (facoltativo)
buccia di limone grattugiata (facoltativo)

Lavare e tagliare a tocchetti i pomodori. Condirli con un filo d’olio e qualche fogliolina di origano fresco.
Sbollentare (sbianchire) per un minuto i piselli in acqua bollente salata, scolarli e poi gettarli immediatamente in acqua ghiacciata. Fare lo stesso con le fave, dopo averle private della pellicina (lo so, è un lavoraccio! Però dopo è tutto un altro sapore!) . Tenere da parte.
Tagliare a cubetti la pescatrice, dopo averla ben pulita e aver eliminato i filamenti.
In una larga padella, far scaldare due cucchiai di olio evo, rosolare due minuti i cubetti di pescatrice con lo spicchio d’aglio e le foglioline di timo. Sfumare, eventualmente, con vino bianco secco.  Salare e pepare, unire pisolini e fave, mescolare per un minuto e ritirare dal fuoco. Eliminare l’aglio.
Impiattare, suddividendo i pomodori nei piatti individuali, coprendo poi con i dadi di pescatrice e decorando con pisellini e fave e qualche foglia di origano fresco. Grattugiare poca buccia di limone (bio!) se piace.

Nota: Il vino bianco, che ben sposa il pesce in tante preparazioni, qui è solo proposto come eventuale, perché la sua acidità potrebbe contrastare con quella dei pomodori. Io ne ho fatto a meno e ho trovato il piatto davvero buonissimo.

Scritto da Patrizia il 08 aprile 2014 alle 08:18 / 1 Commento / Link permanente