La Melagranata

 

Gelato al latte di mandorla (senza gelatiera).

 

 

Un’estate un po’ così: di corsa, su e giù in autostrada tra qui e là, tra un temporale e un acquazzone, tra notizie terribili che il mondo sembra ignorare ed episodi mediatici a cui diamo peso sproporzionato. Senza sosta, senza sole, senza senso, senza equilibrio.
Un’estate strana, una vacanza che sta per iniziare, forse un po’ di sole, di mare, di pace.

 

Intanto mi faccio un gelato, ma sono pigra. Ho l’accessorio gelatiera per il mio KW, ma è lassù, in alto sulla mensola dell’armadio delle caccavelle. Proprio tanto in alto: dovrei uscire in terrazzo, prendere la scala alta, arrampicarmi, spostare le centocinquanta cose ammonticchiate, che provvederebbero immediatamente a cadere ovunque, estrarre il pezzo, scendere la scala, raccogliere tutto, risalire e riporre… son già stanca solo a pensarlo.
Ho visto nel web decine di gelati senza gelatiera, con il miele o lo zucchero invertito, con il latte e le uova, senza uova, senza latte, senza zucchero, al cocco, alla vaniglia, al caffè.
Io l’ho fatto così.

 

Gelato al latte di mandorla (senza gelatiera)

 

 

500 ml latte di mandorla
350 ml panna fresca (quella da montare)
150 g. zucchero di canna chiaro (oppure 100ml di fruttosio liquido)

 

Radunate latte, panna e zucchero in un pentolino,mettete su fuoco basso, mescolando, per pochi minuti, fino a che lo zucchero si è ben sciolto nel liquido.
Lasciate raffreddare. Suddividete il composto in sacchetti per alimenti e riponete in congelatore.
Al momento dell’uso, prelevate il contenuto di uno o più sacchetti e  frullatelo rapidamente.
Ho decorato con mandorle a lamelle.

Note:

- Io ho usato lo zucchero di canna liquido, venduto in bottiglia. Se lo trovate, oppure usate il fruttosio liquido, basterà mescolare e non occorrerà scaldare il prodotto.

- Provate il gelato alla mandorla con un filo di caffè caldo versato sopra, è una meraviglia!

 

Scritto da Patrizia il 29 luglio 2014 alle 12:13 / 1 Commento / Link permanente

Torta rovesciata di albicocche: questa è la vita, cocca!

 

 

Una figlia è là, felice e soddisfatta, impegnata a costruire la sua vita, a imparare cose nuove, a conoscere spazi immensi e nuove prospettive.
L’altra figlia è qui, ma quasi un po’ già lì, finita la maturità, pronta per un viaggio nel blu, libera di pensare al dopo, a spazi nuovi e nuove prospettive.
Ci pare strana e stranamente leggera questa nuova libertà da vincoli, da orari, da impegni. E’ vacanza, ma vacanza speciale.

Con un gatto piccino in equilibrio su una gamba, l’altra gatta che mi gira intorno, la cagnina che mi guarda con occhi dolci, in attesa di pappa e uscita mattutina,  la coniglia che attende inquieta che la si liberi dalla gabbia per la passeggiata quotidiana, mi rendo conto che vacanza sarebbe spedire tutti, ma proprio tutti lì o là.
Invece si continua a fare, a correre, a guidare nella notte (a fari accesi, eh!), a sfamare cuccioli e ragazzi: perché gli esami sono terminati, ma le merende no!
E per merenda, o per colazione, questa torta rovesciata, profumata di vaniglia (ma provatela anche aggiungendo un cucchiaio di fiori di lavanda in infusione nel latte )

 

 

Torta rovesciata di albicocche

 

 

Una dozzina di  albicocche

per il caramello:
4 cucchiaiate di zucchero di canna,
2 cucchiai d’acqua
20 g di burro

per la pasta :
3 uova
150 gr di zucchero
160 gr di burro morbido
300 gr di farina
1 bicchiere di latte, 250 ml.
1 bustina di lievito
estratto naturale di vaniglia, un cucchiaino

Ho acceso il forno a 180°.
Ho preparato il caramello, cuocendo zucchero e acqua in un pentolino. Ho fermato la cottura appena è diventato biondo, ho unito una noce di burro e ho mescolato bene. Ho lasciato intiepidire e nel frattempo ho unto di burro la tortiera. Ho versato il caramello e ho distribuito bene sul fondo. Ho disposto con ordine le albicocche, dopo averle divise a metà e private dei noccioli, con la parte tonda verso il fondo.
Ho preparato l’impasto: ho sbattuto nel mixer uova e zucchero finché non sono diventati gonfi, spumosi e chiarissimi. Ho aggiunto la vaniglia, poi il burro, morbidissimo, la farina setacciata col lievito, poca per volta, e il latte. L’impasto deve diventare morbido e cremoso: io ho dosato il latte a occhio, aggiungendone fino a necessità. Me ne è servito un bel bicchiere colmo (250 ml).  Ho versato l’impasto sulle albicocche, nella teglia.
Ho infornato per 30-40 minuti.
Ho sformato subito la torta, finché il caramello era ancora caldo: altrimenti non si sarebbe più staccata dal fondo.
L’ho girata sul piatto, l’ho lasciata intiepidire e quindi generosamente spolverata di zucchero a velo .

Note:
Se nel capovolgere la torta vi si staccasse qualche albicocca, nessun problema: raccoglietela e rimettetela in posizione. Con un po’ di caramello potrete “re-incollarla”.

Se desiderate provarla al profumo di lavanda, potete fare così: mettete a scaldare il latte, fin quasi (quasi!) a ebollizione. Unite un cucchiaio di fiori di lavanda e spegnete. Fate raffreddare, filtrate e continuate come da ricetta

 

 

Scritto da Patrizia il 14 luglio 2014 alle 09:52 / 0 Commenti / Link permanente

Clafoutis rabarbaro e fragole.

 

Sono successe tante cose e, come sempre accade, sono successe tutte insieme, lasciandomi esausta e felice. Molto esausta. E molto felice!
Mentre la fotografa era concentrata sulla preparazione del suo esame, con tutto il corollario di tensione e stress, la Perla riceveva una bellissima proposta di lavoro e formazione negli Stati Uniti, che sarebbe durata qualche mese.  Certo la vita spalanca porte all’improvviso, ma tu devi essere pronta ad afferrare l’occasione. Così, in pochissimi giorni, otto ne avevamo a disposizione, organizziamo una trasferta intercontinentale: abiti adatti, scarpe e bagagli, chiusura della sua casetta sui tetti, disbrigo rapidissimo di pratiche burocratiche che richiederebbero mesi, ecc… poi, a tre giorni dalla partenza, una visita inaspettata e un nuovo cambio di scenario: richiedono la Perla a Washington, nell’ambito di un progetto bellissimo, voluto e sostenuto dal Presidente Obama. Due giorni ancora, per rivoluzionare programmi e bagagli.
Ora lei dorme quando noi siamo sveglie, apre gli occhi quando qui è pomeriggio inoltrato: si sta abituando a cibo e ritmi differenti, a distanze incredibili, a usanze e profumi nuovi. E’ elettrizzata, felice e forse un tantino sgomenta, ma questo non lo ammetterà certo!

Un altro dolce, oggi. Un dessert che unisce l’aspro leggero del rabarbaro e la dolcezza intensa delle fragole.  Aspro e dolce, sorprendente come la vita.

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Scritto da Patrizia il 07 luglio 2014 alle 09:33 / 1 Commento / Link permanente

Un contest bellissimo e tante ricette profumate.

 

 

Eccomi qui ad un’ora insolita per riuscire a postare le ricette per il contest della mia dolcissima amica Sabrina, un contest che è come lei:  raffinato, elegante e seducente.
Ricette che profumano di rose e di vaniglia, perché queste ho nel blog.  Avrei voluto creare una ricetta ad hoc, ma troppe cose sono successe in questi giorni (poi vi racconterò) e non sono proprio riuscita.
Così ecco, Sabrina, le mie ricette “ripescate” per te e per la tua bellissima iniziativa! Intanto ecco il racconto di Sabrina a proposito di Volubilis e del contest:

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Scritto da Patrizia il 25 giugno 2014 alle 10:28 / 1 Commento / Link permanente