La Melagranata

 

Solstizio.

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Tutti noi stiamo attendendo il Natale, chi come altissimo momento religioso, chi in chiave più mondana, nell’aspettativa di doni e cene luculliane.

Pochi ricordano come in questi giorni accada qualcosa di straordinario e di magico: un evento cosmico che ha assunto un alto valore simbolico, quello che è comunemente conosciuto come il Solstizio d’Inverno.

E’ la celebrazione delle nozze della notte più corta con il giorno più lungo: la rinascita del mondo ed appartiene, in forme giustamente diverse, alla spiritualità di tutte le religioni del mondo.

Già in epoca preistorica e protostorica venne celebrato  presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia,.

Ne parlò  Eraclito di Efeso, fu  cantato da Omero, nell’Odissea   e da Virgilio nell’Eneide.

 I Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”.

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Scritto da Patrizia il 21 dicembre 2010 alle 10:11 / 0 Commenti / Link permanente