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La Melagranata

 

Non cucino piu’!

topo_rodriguez

 

Basta! Non cucino più, almeno fino….a Pasqua!

Ieri mi son presa una giornata sabbatica. Mi sono trasformata in una gelatina, spalmata sul divano, piombata in un torpore profondo, arresa ad un far niente assoluto. Tre giorni in cucina. Non ho più l’età. O il fisico. O entrambe le cose.

Prima il Pranzo di Natale, cucinato qui e poi trasportato, in grandi scatole, a casa di mia mamma.  Poi la Cena del Ventisei. Che è una tradizione, un rito, un ritrovarsi con gli amici. Ognuna di noi ha l’invito libero: le ragazze ed io invitiamo i nostri rispettivi amici a passare la serata tutti insieme, giovani ed adulti. Massimo 20 amici ognuno. Poi qualche defezione, qualche influenza, qualche partenza anticipata…ma restiamo sempre su bei numeri!

Bellissima serata, con amici vecchi e nuovi, un po’ di musica e qualche imprevisto. In un angolo della sala da pranzo allestisco un tavolo di formaggi (si, io non ne mangio, ma non sono così integralista da non permettere ai miei ospiti di farlo!):grande tagliere con molte varietà, marmellate e gelatine, chicchi d’uva, canditi…il distinto avvocato, in una mano piatto e bicchiere colmo, cerca di tagliarsi una fetta di cacio stagionato, molto, e resistente, parecchio. Insiste, si appoggia con tutto il suo peso al formaggio…e al tavolino antico che lo sostiene…e che si spatascia con un gemito! Volo carpiato del tagliere, dell’avvocato e di formaggi, gelatine, panini alle noci. 

Ma dicevamo del cucinare. Troppo. Ancora oggi l’idea di accendere il gas, solo per farmi un caffè, mi trasforma immediatamente nel Topo Rodriguez: Slowpoke, el ratòn màs lento de Mexico,  il cugino lento di Speedy Gonzales, quello alto, magro (beato lui!), con il sombrero calato.

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Scritto da Patrizia il 28 dicembre 2010 alle 08:43 / 0 Commenti / Link permanente