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La Melagranata

 

Famose due risate!

 

tre_grani

Segnora, mira che questo muro marcisce.

Melvin è lì dritto e fermo, l’onnipresente cappellino da baseball blu, negli occhi un’aria imbarazzata e mortificata, sulla soglia della sala da pranzo. Anzi, del luogo dove ho riunito tutto: fornelli elettrici su un largo tagliere, stoviglie di carta, due pentole e padelle, il sale e la pasta, il compurter, il lavoro a maglia, il collirio. La stanza della sopravvivenza. O della resistenza, vedete voi.

Alzo lo sguardo, dietro gli occhiali scuri. Lui fa segno di si, mestamente, con il capo.

Come marcisce? Un muro? Non solo la frutta, che di solito mi si riempie di moschini, o lo zucchino dmenticato nel fondo del frigo, marroncino e depresso, o tutt’al più il vaso di begonie, prima assetate da lunga trascuratezza e poi annegate per troppi sensi di colpa…no, qui mi marcisce il muro!

Si, segnora,esto muro marcisce…bisogna poner remedio..

E il remedio è un altra mattinata di lavoro: scalpellare, grattare, strato di cementite, poi tinta, poi smalto antiacqua…

Non se ne vanno più, i due bravissimi, disponibilissimi imbianchini. Hanno trovato magagne ovunque: hanno aggiustato prese elettriche sul punto di andare in corto, sistemato lampade molto periglose, tinteggiato pareti recalcitranti, imbiancato un terrazzino che aveva bisogno di grande accudimento, ora, in lavanderia, si sono scatenati. Non c’è nulla che vada bene.Tagliano, segano, avvitano, scalpellano, sgorgano, crteggiano…avrò presto una cucina tutta nuova! presto…presto è un po’ avventato, mi sa…diciamo che avrà tempi più brevi di quelli serviti per edificare il Taj Mahal..

Lasciamo poi stare il fatto che sembro una rana…anzi un rospo che ha passato la notte davanti al computer…(ho una congiuntivite che lèvati! anzi lieviti…dato che è l’intolleranza ai lieviti la responsabile principale…oltre alla legge di Murphy, ovviamente!)

Ma voi, invece di star lì a ridere,  li state facendo i compiti? State pensando ad un finger food natalizio? Ma molto natalizio, eh!!!

Intanto vi stuzzico un po’ la fantasia con questa cosina qui, che ho preparato recentemente per una cena, dove ho utilizzato dello splendido petto affumicato d’anatra, che mi ha donato Sandra, amica generosissima, elegante e splendida cuoca.

L’idea l’ho presa dal libro Bicchieri golosi, di J. Maréchal. Poi, al solito, ho fatto un po’ come piaceva a me. Ed è piaciuto, ma tanto tanto, anche agli altri.

Hasta la vista! si, la vista, spiritosa… insomma…a presto!

 

Pentolini ai tre grani, con frutta secca e petto d’anatra affumicato.

 

per 16 persone

200g tra riso, orzo e farro (io ho utilizzato la miscela già pronta)

1 petto d’anatra affumicato affettato

una manciata di albicocche secche

una manciata di prugne secche

una manciata di uvetta

un buon pizzico di :cannella. cumino, zafferano, curcuma, cardamomo, noce moscata.

1 scalogno

sale

olio evo

un bicchiere abbondante di rum

 

Riempire tre ciotole con acqua e un cucchiaio di rum per ciascuna e mettere in ammollo in ognuna un tipo di frutta secca.

In una capiente casseruola, offriggere appena lo scalogno tritato in olio evo. Unire il mix di cereali, far tostare e sfumare con il rum rimasto (almeno mezzo bicchiere). Coprite di acqua, o brodo vegetale, unite le spezie e il sale e fate cuocere a fuoco medio. Sgocciolate la frutta secca, strizzatela un poco e tagliuzzatela grossolanamente, poi unitela ai cereali.

Appena giunto a cottura, versate il composto nelle pentoline monoporzioni, guarnite con una fettina di petto d’anatra affumicato e servire.

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