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La Melagranata

 

Risotto della Luna. Le erbe del passato

Strigoli, bubbolini, stridoli, erba del cuoco, erba del cucco, pan cucco, carletti, carlini, schioppettini,sjopetini
Selene, erba della Luna.
In realtà Selene( o Silene) Vulgaris, della famiglia delle Cariofillacee.
E’ una pianta perenne, alta tra i 30 e gli 80 centimetri: le foglie sono lanceolate ed opposte, i fiori bianchi con calice gonfio e molti semi presenti nella capsula ovoidale del frutto
Ne parla Teofrasto e dal greco antico viene il nome scientifico, poi mutuato dal latino, lasciandoci il dubbio se provenga da “sialon”, saliva (alcune varietà presentano una “bava” all’interno della infiorescenza) o dal mitico dio Sileno e la sua grossa pancia rotonda che ci rimanda alla forma del frutto.
Seri studi hanno confermato che si tratta di un vero cibo-farmaco, dalle notevoli proprietà rimineralizzanti ed immunomodulatorie, ricco di silenosidi, polisaccaridi pectinici e saponine.

La silene è conosciutissima in tutta Italia ed ogni luogo ha il suo nome e relativi aneddoti. Stridolo, da stridere, ricorda il suono della pianta stropicciata tra le mani; strigolo rimanda alle onnipresenti streghe (era compito delle donne la raccolta e gli usi vari delle erbe…); erba schioppettina perché nessuno, bambino o no, resiste a scoppiarne i frutti. L’avete mai fatto voi? Io si, da bambina e anche dopo…
Divertente è l’appellativo cavoli della comare, che ricorda il brusio delle pettegole comari impiccione e quello di ammazzamogli, che rimanda al fenomeno del “restringimento” degli strigoli nella padella di cottura, che darebbero prova al marito tradito, che “l’amante” della moglie si sia servito per primo…

La fioritura notturna associa invece il nome della pianta a Selene, la dea-Luna greca: i fiori profumati vengono impollinati da farfalle notturne. Se trovate qualche bruco sappiate trattarsi della bella farfalla Hadena confusa, che vive in simbiosi con la silene.


Amo moltissimo la cucina fatta con ingredienti poveri, adoro il prebuggiun, le insalatine con il tarassaco, le frittate con le ortiche.
E quando sabato, qui, una gentile contadina mi ha offerto dell’Erba di Luna, non me la sono fatta sfuggire.


E ne ho fatto un risottino semplice e delizioso, dal sapore di primavera.

Risotto della Luna, con erba Selene.

300g riso Carnaroli
1 mazzo di erba selene
1 cipollotto
1 bicchiere di Pigato della Riviera di Ponente (o altro vino bianco secco)
brodo, q.b.
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1 ciuffo di maggiorana fresca
olio, burro, sale

Pulire l’erba selene, staccando le foglioline dai gambi e lavandole bene. Sgrondatele.
Tritare il cipollotto e farlo appassire in olio e poco burro. Unire il riso, farlo tostare e poi sfumare con il Pigato. Proseguire la cottura del riso, unendo brodo q.b.
A metà cottura, unire le foglioline di Selene, mescolare bene e terminare la cottura. Unire il parmigiano e, se piace, le foglioline di maggiorana.

1 Commento

1 Barbara 03 giugno 2012 alle 22:27

Buonasera,

dove è possibile acquistare tale erba?
Grazie
Barbara

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