Filetto d’orata alla ligure

Elogio della semplicita’. Filetto d’orata alla ligure

Sarà che è primavera, anche se la luce è bigia e le nubi sono gonfie e pesanti. Sarà che sono rallentata nei pensieri e nei movimenti da una torpida e piacevole sonnolente pigrizia. Sarà che ogni tanto c’è bisogno di cibi semplici e poco calorici.
Sarà che stamani al mercato c’erano queste due piccole orate freschissime e mi pareva brutto far finta di niente.
Così, arrivata a casa, ho tagliato qualche rametto profumato al timo che trionfa in terrazzo, ho preso qualche oliva taggiasca dal vaso in frigo, mi sono versata un bicchiere di buonissimo vino bianco della Riviera di Ponente, un Pigato d.o.c. e ho messo su un vecchio disco (sì sì, proprio un disco, non un cd) di Bessie Smith .
Il blues è perfetto in primavera.

Ho scaldato dell’olio in padella, ho fatto saltellare pigramente ( tutto pigro oggi!) uno spicchio d’aglio, ho unito le olive e una cucchiaiata di pinoli. Ho posato delicatamente i filetti d’orata dal lato della pelle, ho salato, ma non pepato. Voglio star leggera!
Ho bagnato con un poco di Pigato, ho cosparso con una pioggerella di foglioline di timo. Pochi minuti e il piatto è pronto.

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