La Melagranata

 

La storia di una pentola.

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C’era una volta…una pentola e una bambina.

Non si sono mai conosciute, le protagoniste della nostra storia di oggi, ma entrambe sono nate in un paese lontano, di Sierra e isole, di turisti e fame, di antiche culture e moderne rivoluzioni. Forse hanno anche la stessa età. Lei, la bambina si chiama Maria, la pentola semplicemente Pignata. La bimba ha un babbo, tre fratelli, ma non più la mamma. La mamma è lei, nella sua casa di fango e paglia; schiaccia le patate per cucinare i llapingachos, affetta la manioca per gli yuquitos. Cuce e sogna.

Sogna di andare a scuola, come i bambini bianchi delle città sulla costa. Glielo ha detto Papa, che esistono le scuole, giù sulla costa. Forse un giorno potrà andarci anche lei. Forse. Sorride e cuce. Una gonna scura, una camicia bianca. Forse domani aprirà la scuola al villaggio. E forse la sua vita sarà migliore.

Pignata è sulla mensola. Accanto alle sue sorelle. Accanto a cestini che vengono da altre Indie. E te. E tazze decorate. E spezie profumate. A teli stampati con motivi d’ Africa. Una signora la sfiora con la mano. Pignata pensa:  forse scenderò da questa mensola. Ho fatto un viaggio lungo, dal piccolo villaggio sulla Sierra a qui. Forse queste mani mi porteranno a una casa, e potrò borbottare su un fuoco. Forse non di legna profumata, ma pur sempre un fuoco. Che io possa fare quello per cui sono nata.

Forse Maria è a scuola, ora. Al pomeriggio affetta ancora le patate e cucina profumati llapingachos, ma al mattino forse indossa la gonna scura e si avvolge nelloscialle caldo, all’alba di un giorno freddo. E prende i quaderni e le matite e va a scuola, come i bimbi bianchi delle città sulla costa.

Nella Pignata, oggi, ho cotto una zuppa antica.

Zuppa di riso e cavolo nero.

 

4 cavoli neri

150 g di riso

1 cipolla

1 patata grande

1 ciuffo di maggiorana

1 spicchio d’aglio

olio evo

sale, pepe

 

Pulite i cavoli: staccate le foglie dal torso, poi eliminate la costola centrale di ogni foglia, tenendo solo la parte verde. Lavate bene, poi tagliate le foglie, come per una julienne, ma più larga del solito.

Mettete in una casseruola un filo d’olio, fate appassire la cipolla, pulita e tritata, unite il cavolo e mescolate. Aggiungete la patata ridotta a cubetti, coprite con l’acqua sufficiente per una zuppa e cuocete per circa 40 minuti. Unite il riso. Portate a cottura poi spegnete il fuoco. Unite un pesto fatto con maggiorana e aglio, dell’olio evo crudo. Salate e pepate.

2 commenti

1 ivana canevarollo 14 febbraio 2013 alle 15:17

Copio subito la tua ricetta…sento già il sapore antico!!! Grazie.

2 Patrizia 17 febbraio 2013 alle 15:48

@Ivana: poi dimmi com’è venuta! Baci!

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