La Melagranata

gennaio 2011

Un lunedi’ senza.

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Ci sono cose che osserviamo, distrattamente, riponiamo in un cassetto e le lasciamo lì. Ci sono notizie che ascoltiamo, commentiamo con favore e poi dimentichiamo, o meglio accantoniamo, in un angolo un po’ polveroso e confusionario della nostra mente. Poi un giorno, dal cassetto o dalla soffitta delle informazioni salta fuori l’oggetto, il fatto e ci pare una scoperta. Un po’ come ritrovare, in un cappotto o in una giacca, riposti in fretta nell’armadio, due banconote frettolosamente intascate e chissà come dimenticate.

L’altro giorno ho scoperto, in quel cassetto della memoria il MFM. Ma certo, non l’avevo dimenticato, solo spinto un po’ più in là. Mi piace, quest’idea non certo risolutiva, ma potente e simbolicamente molto forte: una giornata alla settimana senza consumare carne.

Che il nostro mondo sia profondamente ammalato, lo sappiamo, ma pare siamo insensibili, pare che la cosa sia liquidabile facendo spallucce: non è un nostro problema, se ne occuperanno altri. Ed invece, sostiene Sir Paul McCartney, si, proprio lui, l’ex Beatle in persona, e con lui scienziati ed esperti. La campagna è stata lanciata nel 2009, e solo nel 2010 ha preso piede, prima attraverso il web, quasi timidamente, poi è stata raccolta da grandi chef londinesi, quali Jamie Oliver, Pierre Gagnaire, Bryn Williams,  Anthony Demetre, Adam Byatt e Giorgio Locatelli, che nei loro frequentatissimi ristoranti propongono, il lunedi, menù vegetariani.

Aderire all’MFM è semplicissimo: al lunedi, non mangiamo carni. Ma pasta, verdura, frutta, legumi, cereali, quiches e mille altri piatti deliziosi. Senza carni!

In fondo, come in tutte le cose, ci vuole poco!

Nei prossimi lunedi, vi proporrò ricette senza carne: farà bene a noi e all’ambiente, senza perdere in gusto, colore e profumi. Oggi comincio con un dolce. Bella forza! E’ evidente che nel dolce non ci siano carni!

E’ vero, è vero! Ma sono giorni in cui mi nutrirei soltanto di dolci, vi capita mai?Alla faccia della dieta, ma chi se ne importa! E poi a me questo dolcino velocissimo piace da matti. Ci si mette davvero poco a prepararlo, è gustoso e di stagione, salva il dessert in cene dell’ultimo momento, è un attimo prepararlo per un languore improvviso. Potete decorarlo in vario modo (vedi ricetta). Io l’ho servito, in fretta, al naturale e l’ho fotografato, ahimé altrettanto in fretta.

 

Mini tatin alle pere.

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2 pere

2 cucchiai di zucchero

1 cucchiaino di cannella

1/2 bicchiere di rhum

pasta sfoglia

4 stampini monoporzione

 

Accendere il forno a 200°.

Stendere la pastasfoglia sottile (meglio se fatta in casa, ma anche quella comprata al super va benissimo!) e ricavarne quattro cerchi di dimensioni appena superiori agli stampini che vogliamo utilizzare.

Sbucciare e ridurre in dadini le pere.

In una padella antiaderente sciogliere lo zucchero e saltare le pere pochi secondi, spolverizzare con la cannella e fiammeggiare con il rhum. Togliere dal fuoco e lasciar freddare. Trasferire le pere negli stampini monoporzione , chiudere ogni stampino con un cerchietto di pasta sfoglia bucherellata e infornare fino a che la sfoglia sarà ben dorata.       

Potete finire con una spolverata di zucchero a velo o di cacao, una cucchiaiata di panna montata o una pallina di gelato alla vaniglia e un filo di  topping al cioccolato .       

Scritto da Patrizia il 31 gennaio 2011 alle 09:12 / 0 Commenti / Link permanente

Un dolcissimo pomeriggio di quiete.

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E’ il primo pomeriggio di quiete, dall’inizio dell’anno. Mia mamma, meno dolorante del solito, riposa tranquilla. Meg, la figlia grande, senza praticamente un segno della devastante varicella che l’ha colpita, studia, in attesa dell’arrivo del fidanzato. La fotografa è uscita con l’amica del cuore:hanno doni di compleanno da cercare, e mise adatte ad una festa da provare. La cagnolina dorme ai miei piedi, stanca della lunghissima passeggiata mattutina con il suo dog-sitter preferito. Mi guardo intorno perplessa: nessun panno da lavare, niente da stirare, la lavastoviglie ronza sommessa. La casa è quieta e ordinata. Possibile? Ho il pomeriggio tutto per me! Fuori c’è un tempo da neve, bigio e freddo. Mi accoccolo sul divano, un cd di Brahms nello stereo, avvicino il plaid rosso, appoggio sul bracciolo la tazza del caffé e sfioro il nuovo libro che mi attende da giorni. E poi, chi se ne importa della dieta senza leviti, mangio un muffin. Un muffin squisito e soffice. 

La ricetta è di Laurel Evans. E LEI sarà qui a Genova, sabato prossimo! Con due lezioni di cucina. Ci sono ancora pochissimi posti liberi! Affrettatevi.

Voi. Io, oggi pomeriggio, resto qui, spaparanzata sul mio divano, a godermi un dolcissimo muffin e…un dolcissimo far niente!  Sonnecchio. E sorrido!

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Scritto da Patrizia il 29 gennaio 2011 alle 03:31 / 0 Commenti / Link permanente

La corona dell’imperatore.

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Su un noto social network, in questa settimana, le utenti stanno modificando le loro immagini profilo, sostituendole con quella di donne che hanno saputo lottare per la dignità delle altre donne, per il riconoscimento del loro ruolo nella società, che si sono distinte nel lavoro, nella missione, nell’impegno. Le donne italiane, senza distinzione di parte politica, rivendicano oggi il diritto al rispetto, in un momento in cui, sommersa da una becera cultura da bar sport, questa società urlante e ghignante relega la figura femminile nel ruolo squallido e turpe di ancella, di gheisha, di sollazzo del potente.

Noi che quotidianamente ci incontriamo su queste pagine virtuali, scambiandoci ricette e sogni, emozioni e ricordi, progetti e sentimenti, non viviamo certo nelle nostre cucine, sigillandole come acquari quieti e sordi al mondo che ci circonda: siamo donne che lavorano, amano, vivono, combattono, curano, ridono, accudiscono, si indignano. Nelle nostre cucine, noi pensiamo.

E siamo francamente stanche di sentirci oltraggiate, di vedere le conquiste di secoli spazzate via da chi ci considera a peso, di chi ci giudica in base alle misure e all’età, dalla soglia disgustosamente sempre più bassa. Da troppo tempo, ormai, si propone di noi un’immagine mediatica di bambine seminude, sculettanti e sgambettanti, automi ridenti, dai seni procaci e il cervello in apnea, pronte a soddisfare i desideri bassi e squallidi di anziani che hanno perso dignità e rigore morale. E questa oscena realtà viene proposta come normale passatempo del potente, come ambita meta per giovani donne di talento .

Abbiamo figlie sedicenni, per cui abbiamo sognato e cercato di costruire una società diversa. Abbiamo figli, a cui abbiamo insegnato il rispetto e l’ammirazione per le sorelle, le amiche, le colleghe, le compagne. Vogliamo per loro un mondo di dignità e rispetto. Vogliamo per noi una società migliore, perché ce la meritiamo.

Aderisco volentieri all’iniziativa di Norma e Kemikonti

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Oggi la ricetta non è mia, ma di Maria. Lei non ha blog, ma ha forza, dignità ed enorme coraggio. Ha un ruolo attivo nella società, è moglie, madre, amica. E’ ironica, divertente, saggia. Cuoca eccellente e persona bellissima. Ed è indignata. E da toscana, è indignata con fervore e furore.  E partecipa con determinazione all’iniziativa.

 

(Vi ricordo che ci sono ancora pochissimi posti per le Lezioni di Cucina Americana di Laurel Evans qui a Genova!

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Informazioni QUI)

Corona di maiale con patate arrosto (ricetta di Maria T.)

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Fatevi preparare dal vostro macellaio un pezzo di carrè di maiale (almeno 10 costole) lasciando le costole abbastanza lunghe e ben pulite, e facendo incidere le coste alla base.

Preparare un trito di aglio e rosmarino, metterlo in una ciotola, aggiungervi sale e pepe q.b. e, con questo composto massaggiare bene la carne,  inserendone un pochino fra le incisioni alla base delle coste.

A questo punto, girare la carne a corona e legare ben stretto in modo che rimanga in forma.

In una teglia da forno mettere la corona di maiale, condire con olio d’oliva e mettere in forno caldo (200°) per 40 minuti, aggiungere le patate tagliate a tocchi e portare a cottura

Scritto da Patrizia il 27 gennaio 2011 alle 06:42 / 0 Commenti / Link permanente

Ieri, oggi e domani…

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Avrei voluto scrivere ieri questo post. Poi la notizia dei corsi di cucina di Laurel Evans, qui a Genova, ha prevalso.

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 E quindi eccolo qui, oggi, senza, ovviamente, tutta la storia per cui è nato, o meglio a cui era legato. Si trattava di una ricetta che avevo preparato per il MFM, il Meat Free Monday.Mi piaceva molto questo, non nuovissimo, progetto di un lunedì pulito, non ne avevamo ancora parlato qui alla Melagranata, ed avrei voluto sapere da voi che ne pensate in proposito. Chi non sa cos’è se lo può andare a leggere qui. Io ne parlerò, spero, lunedi prossimo.

Oggi, quindi, solo la ricetta, semplicissima e gustosa.

E un invito: quello di andare sul bellissimo blog di Norma, dove è partita un’iniziativa forte e intelligente: la protesta, ferma e determinata, delle tante, tantissime donne che in cucina, oltre a sfornare delizie, pensano, e si indignano per la gravissima mancanza di rispetto con cui vengono considerate da parte di chi ci governa. Non se ne può davvero più di questa cultura da bar sport che offende e fa strame della nostra dignità.

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Scritto da Patrizia il 25 gennaio 2011 alle 07:04 / 1 Commento / Link permanente