La Melagranata

 

Autunno.

 

E’ arrivato. Improvviso e brutale.
Si è abbattuto violento, impietoso e cruento. Ha ucciso vite, sottratto speranze, travolto sogni.  Ha distrutto case, divelto alberi, allagato borghi bellissimi, invaso strade, coperto binari. E’ stato frana, acqua, fango, terrore.
Per parte della mia amata regione, l’autunno quest’anno è stato nemico, assassino crudele. La Liguria orientale e la costa Toscana del nord sono state flagellate per due giorni da una pioggia brutale e violenta, che ha messo in ginocchio paesi e borgate, alcune ancora isolate. Una pioggia che sempre meno spesso trova argini pronti a contenerla; letti di torrenti puliti, pronti ad accoglierla e farla defluire senza danni; radici forti di alberi sani, capaci di trattenere la terra, senza smottamenti e frane; foci di fiumi sgombre da immondizia, che rendano agevole l’afflusso di masse d’acqua in mare. Responsabilità collettive, di chi amministra e di chi pensa che ciò che è pubblico sia responsabilità di altri. Dolori privati, di chi ha perso i propri cari, la propria casa, i ricordi del proprio passato e le speranze per il proprio futuro.
Lo aspettavamo, invece, questo autunno ritardatario,  per coccole al calduccio, soffici plaid e fuoco nel camino, pioggia dolce, nebbioline all’alba, brumose domeniche nei boschi, a raccogliere castagne e funghi.
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Scritto da Patrizia il 27 ottobre 2011 alle 10:51 / 7 Commenti / Link permanente