dicembre 2011
Colori. Il viola e il giallo. Gateaux di vitellotte, crema di zucca e germogli.
Il cielo pare sbiancato: strisce di luce chiara sgocciolano sull’inchiostro di un mare infuriato, gonfio e nervoso. Le colline, là in fondo, ritagliano il loro profilo scuro contro i raggi pallidi e stanchi di un sole sbiadito. Grigio d’ardesia, grigio d’asfalto, grigio d’inverno.
Ho bisogno di colore. Lo trovo nel cuore caldo della mia casa, negli occhi castani del mio cane, nei sorrisi degli amici.
Lo trovo in questi piccoli gateaux di patate viola, la cui ricetta è nata per suggestione. Ho visto qualcosa di molto simile sull’ultimo numero di Cucina Italiana: stessi ingredienti, più o meno, e stessi colori.
Poi ho perso la rivista. Non la trovavo più neppure a pregare: come i calzini in lavatrice, che entrano a coppie ed escon vedovi! Spariti! Non c’è stato più verso di capire dove fosse finita e provare a rispettare, per una volta, la ricetta. Niente.
Ricordavo l’uso delle patate viole, ma, ho poi scoperto, là non sono ridotte a puré, sono tortini; della zucca, in crema, ma là va dentro al tortino, qui a far da fondo profumato. C’è la bottarga, che mi piace moltissimo; io ho aggiunto anche un ciuffo di germogli , che donano una nota croccante e piccantina, niente male. L’olio alla nocciola è poi un must. Io lo uso anche per condire certi tipi di pasta, le zuppe e dei tortini di cavolfiore, di cui magari un giorno vi parlerò! Quindi ricette piuttosto diverse, anche se l’ispirazione è derivata, certo, da là.
Piccoli gateaux di patate viola su crema di zucca, con bottarga e olio alla nocciola.
Ingredienti per 20 piccoli gateaux (io ho moltiplicato poi x 3. Voi moltiplicate o dividete, alla bisogna!)
1 kg e e mezzo di patate viola
latte, due bicchieri circa
3 uova
parmigiano, 80 g
650g di zucca (già pulita)
2 scalogni
burro, q.b.
olio evo
nocciole, ca. 100 g
bottarga di muggine, 1
noce moscata
pane grattugiato
germogli di sango ( ma vanno bene anche quelli di cavolo rosso, o anche di ravanello)
Frullate le nocciole, poi travasatele in una bottiglia. coprite con l’olio e lasciate a riposare almeno 24 ore. (l’olio alla nocciola si trova anche in commercio, nei negozi di specialità bio)
Passato questo tempo, lessate le patate viola con la buccia, passatele al passapatate, senza sbucciarle ( la buccia resterà all’interno dell’attrezzo) e poi conditele con il latte bollente, una noce di burro, il parmigiano, le uova e la noce moscata.
Imburrate e cospargete di pane grattugiato dei piccoli stampi (anche usa e getta), riempiteli con l’impasto di patate , livellate e mettete in forno caldo (180°) per circa 25 minuti.
Riducete la zucca a piccoli pezzi. Tritate gli scalogni e fateli appassire in una larga padella con poco olio evo e una noce di burro. Unite la zucca a pezzettini e fate rosolare. Unite un mestolo d’acqua calda se necessario. Appena morbida, frullate la zucca, unite sale, pepe e lasciate in caldo.
Sfornate i gateaux. Disponete un cucchiaio di crema di zucca in ogni piattino individuale, posate al centro il gateau, decorate con i germogli, condite con un filo d’olio alla nocciola. Con il tagliatartufi o la mandolina, affettate sottilmente un poco di bottarga, con cui cospargerete il tortino.
Scritto da Patrizia il 20 dicembre 2011 alle 09:20 / 16 Commenti / Link permanente
Un buon non-matrimonio a te.
Una serata bellissima, che ha riunito intorno alla Perla e Yurick tutti gli amici più cari e i parenti più affettuosi e sinceri.
Una festa allegra, gioiosa, piena di fiori, di musica e di tenerezza.
Nel cuore un’infinita gamma di sentimenti, immagini della memoria, voci del passato, luci del presente. La gioia di vedere lei piena di gioia, gli occhi scintillanti, il sorriso splendente.
La cena è riuscita bene, ne sono davvero contenta. Grazie ad Antonia, instacabile generosa amica, che mi è sempre stata al fianco, ho potuto offrire un buffet ricco e variato, con i piatti più amati dai due giovani non-sposi. Questo il menù, in cui riconoscerete alcuni piatti già visti qui sul blog ed altri nuovi, le cui ricette comincio a postare oggi. Potranno essere forse gradevoli suggerimenti per il vostro Pranzo di Natale .
Aperitivi:
Negroni, Mimosa, Cocktail alla frutta
Olive al Martini, di Rossanina, Coquinaria
Frutta secca speziata, di Sigrid
Miniquiche mela e cipolla, di Knamm
Miniquiches trevisana e noci
Tavolo di formaggi, con confetture speziate,
gelatine e chutney fatti in casa e datteri freschi.
Cena:
Gravlax con crostini e salsa all’aneto, burro fresco fatto in casa
Cocktail dei Fjordi
Bicchierini di lenticchie speziate con petto d’anatra
Mini gattò di patate viola su crema di zucca, con bottarga,olio alla nocciola e germogli
Pan di spezie alle albicocche e prugne con pera al Sauternes e foie gras,
servito con accompagnamento di Sauternes Chateau Haute Monteils
Bicchierini di crema di topinambur con uovo di quaglia e asparago
Pescatrice mango mango
Piccoli flan di cardo gobbo, con bagna cauda
Consommé a l’Impériale
Cannelloni al forno con carciofi
Filet mignon al chinotto di Savona
con marmellata di chinotto e puré al sedano rapa
Semifreddo di marrron glacé con crema al rhum e cialdine.
Casetta di meringa ripiena di panna e cioccolato
Tra gli invitati, che ringrazio tutti di cuore per la loro calda partecipazione, un sorriso grande a Francesca, deliziosa fan di questo piccolo blog: grazie per l’affetto e la simpatia.
Grazie, infine, all’instancabile, meravigliosa Michela e alla sua squadra (Elisa e Daniel) per la preziosa, irrinunciabile collaborazione.
Questo piccolo antipasto profumato e gustoso è rapido nell’esecuzione e davvero molto gradevole. I grani porte-bonheur lo rendono piacevole sia sulla tavola del Natale che sul buffet di Capodanno.
Lenticchie speziate con speck d’anatra affumicato e chicchi di melagrana.
Ingredienti per 20 piccole monoporzioni
400g di lenticchie
1/2 petto d’anatra affumicato (speck)
1 melagrana
olio evo
senape gialla in grani
senape nera in grani
masala (anche home made, il mio: coriandolo, cumino, zenzero, pepe, curcuma, fieno greco, cardamomo)
Mettere a bagno con anticipo le lenticchie: basta qualche ora.
Lessarle in acqua fredda, non salata.
In una larga padella far scaldare qualche cucchiaiata di olio; aggiungere i semi di senape e far profumare, unire il masala e poi le lenticchie. Mescolare e salare.
Suddividere le lenticchie nelle ciotoline individuali, disporre qualche fettina di petto d’anatra affumicato tagliato sottile e i semi della melagrana.
Volendo, potete decorare con una fogliolina di coriandolo.
Scritto da Patrizia il 19 dicembre 2011 alle 10:11 / 12 Commenti / Link permanente
Perle.
Il gran giorno è arrivato. Stasera festeggiamo la Perla e il suo amore, ci uniamo alla gioia e all’ emozione per l’inizio della loro vita insieme! E’ un grande traguardo e sono fiera della mia bambina, che sa essere fragile e determinata, sempre generosa e un po’ folle.
In quanto a follia, temo che la fanciulla abbia preso dalla sua mamma: stasera siamo in 65, qui a casa. E indovinate chi ha preparato la cena? Esatto, bravi vi vedo preparati!!
Forse, in effetti, è meglio che io scappi. Vi lascio, però, questa ricettina veloce e tanto buona.
L’altro giorno, al Mercato , sempre quello, certo, al banco dove ho comprato le piccole mele selvatiche di cui vi ho parlato, ho trovato queste minuscole pere, selvatiche pure loro, che hanno un sapore e un profumo incredibili! La signora al banco non me ne ha saputo dire il nome. Pare sia un’antichissima specie ligure, ora recuperata dal solito giovane di cui vi parlavo ieri. Hanno un sapore delicato, appena accennato, di limone e immediatamente mi è venuta la curiosità di provarle abbinate al pesce.
Matrimonio spettacolare, con queste altrettanto minuscole seppie, piccole perle bianche e tenerissime.
Pennucce con seppioline e pere selvatiche, in zimino di borragini e maggiorana.
300g di pennucce Benedetto Cavalieri
450g di seppioline
2 mazzi di boraggine
1 ciuffo di maggiorana
1 cestino di pere selvatiche
olio evo
Far cuocere la pasta in abbondante acqua salata.
Pulire le seppioline e conservare le vescichette del nero (sono talmente piccoline che ci vuole estrema attenzione)
Pulire la boraggine, eliminare i gambi duri e scottarla per 3 secondi in acqua bollente salata. Tritarla a coltello, insieme ad una manciata di foglioline di maggiorana.
Scaldare l’olio in una larga padella, rosolare appena lo spicchio d’aglio ed eliminarlo. Unire le perine e le seppioline, mescolare ed aggiungere il trito grossolano di boraggine e maggiorana.
Scolare la pasta al dente, riversarla in padella, mescolare e servire nei piatti individuali, dopo averli sporcati con una pennellata di nero di seppia sciolto in pochissima acqua calda, e guarnendo con un ciuffetto di maggiorana fresca.
Scritto da Patrizia il 17 dicembre 2011 alle 09:05 / 8 Commenti / Link permanente
Tagliatelle pugliesi e sugo a km o.
Un banco al Mercato, il famoso Mercato Orientale di cui così spesso vi parlo, e che così spesso visito. Un banco di prodotti semplici, un banco poco affollato. Niente spezie esotiche o carambole o litchi, qui. Ma piccoli mazzi di borragini, ciuffi di ortica, in primavera, prebouggiun, salvia rigogliosa. Erbe delle nostre colline, frutta di alberi contorti dalla salsedine. E queste piccole mele selvatiche, curate con amore da un agricoltore paziente, che ha saputo vedere al di là delle lucide superfici cerate di frutta perfetta e insapore: ha fatto rinascere un frutto dimenticato, bellissimo, dal sapore delicato e lievemente aspro, pastoso e profumato. Piccole perle corallo, che hanno incontrato due gamberi di Santa Margherita, rossi e carnosi e delle tagliatelle dalla consistenza perfetta. Un connubio da urlo, vi giuro! Qualche petalo di bocciolo di rosa, sparso per burla, ha conferito un profumo e un sapore da non credersi!
Tagliatelle con gamberi e mele selvatiche.
300 g di Tagliatelle Benedetto Cavalieri
1 cipolla rossa
mele selvatiche
1 piccolo bicchiere di sidro
4 boccioli di rosa essicati (facoltativo)
Portare a bollore l’acqua per la pasta, buttare le tagliatelle : il tempo di cottura è di 7 minuti. Prepariamo il sugo.
In una padella capace far stufare leggermente la cipolla tritata, unire le meline e far cuocere 3-4 minuti. Unire i gamberi di Santa Margherita, dopo averli sgusciati, mantenendo le teste, e privati del filamento nero. Farli scottare un minuto per parte, bagnarli appena con qualche goccia di sidro, unire i petali di rosa (se piacciono). Scolare la pasta al dente, riversarla in padella e fare insaporire solo un minuto.
Una roba da favola!
Scritto da Patrizia il 16 dicembre 2011 alle 07:39 / 8 Commenti / Link permanente





















