La Melagranata

 

Bacchetti.

 

 

Si parte. Lo zaino scout pesa sulle mie spalle, su quelle di mamma il sacco più grande e il paiolo di ghisa. La mano piccola di mia sorella stringe forte la mia. Si parte. Il cielo è limpido e puro, in quest’ora breve del mattino. Chiudiamo la porta piano, scendiamo la scala antica e ci inoltriamo nel bosco. La ghiaia scricchiola sotto le suole spesse degli scarponcini, la lana dei calzettoni punge la pelle.  Il sentiero ora è soffice, i rami degli alberi lasciano filtrare cristalli di luce. Un’ape, una farfalla, una libellula…il bosco vive, tra piccoli funghi, ciuffi di felci, foglie grandi di castagni che diventano presto copricapi indiani, sui nostri riccioli di bambine. Si respira forte il profumo fresco e pungente del bosco.Una canzone e un gioco. Il sentiero si fa più stretto, la salita più erta. Il lago appare d’improvviso, un lampo blu e una luce d’oro. Sul prato dolce stendiamo la coperta rossa che mamma ha avvolto, all’alba, e stipato nel suo sacco profondo.
Cerchiamo grandi pietre e le posiamo vicine, a formare un cerchio e poi sopra ancora. Raduniamo piccoli rami secchi che si accendono subito, con un crepitìo gioioso. Rientriamo nel bosco e stacchiamo con rispetto, dalle fronde basse dei castagni, piccoli rami verdi, dritti, sottili e robusti. Ecco i bacchetti, mamma. Mamma mi affida il coltellino rosso, dalle lame taglienti. Con circospezione, sfrondo i piccoli rami, li scorteccio, li appuntisco, piccole armi lucide e pronte, li affianco l’un l’altro, vicino a me, sul rosso quadrettato della coperta. Un paio di formiche mi osservano, in attesa. Nel paiolo, sul fuoco, l’acqua bolle e l’oro soffice della farina di mais scende a pioggia….si gira il grande mestolo di legno, mentre il fumo soffia sbuffi di profumo sull’acqua calma e antica del piccolo lago. Noi bimbe infilziamo i pezzetti di carne sui bastoncini acuminati, alternandoli con verdure e salsiccia, un paio di fogliette d’alloro. Mamma toglie con fatica il paiolo dal fuoco, gli spiedi vengono posati tra le pietre e di nuovo sbuffa un aroma intenso. Il profumo di una gita al lago.

Spiedini di tacchino, ananas e cipollotto.

 

350 g di tacchino, tagliato a cubetti
2 cipollotti piccoli e freschi
2-3 fette di ananas fresco
2 peperoncini rossi piccanti
riso (basmati o altro), 200g
olio evo
rum, 1 bicchierino.
spiedini in legno

Infilzate sugli spiedi, altenandoli a piacere, i dadi di tacchino, ananas, i cipollotti ridotti a rondelle, qualche fettina di peperoncino rosso. 
Rosolateli in una padella di ghisa caldissima, con poco olio, sigillando velocemente. Rosolate per pochi minuti, poi spruzzateli con un bicchierino di rum. Terminate la cottura e salate.
Servite con una cupoletta di riso (basmati se vi piace) pilaf e decorate con un peperoncino.

( consiglio : Utillizzate spiedi piccoli e mettete poca carne per volta, cosicché rimarrà tenera, cuocendo in breve tempo)

6 commenti

1 Veru 25 maggio 2011 alle 12:39

Wow, semplici, deliziosi, unici! :)

2 Patrizia 25 maggio 2011 alle 20:48

Veru: Grazie, cara! :)

3 Symposion 25 maggio 2011 alle 22:17

che bel descrizione familiare :)
immagino la gioia nel mangiare questi semplici e ottimi spiedini all’aria aperta!

4 elifla 28 maggio 2011 alle 11:24

….vi vedo..sai?!??!…Vedo tua mamma, la sua forza i suoi occhi attenti, senza perdere nulla di vista, e vedo te… impegnata, disponibile…. bella come sei…tua sorella non la conosco….quindi la vedo poco in questo quadretto, ma so che c’è…e che fa esattamente quello che farei io se fossi lì…afferra i bacchetti al volo…e li fa fuori!!! Buon weekend, baci, Flavia

5 Patrizia 28 maggio 2011 alle 22:28

Grazie, è bello sapere che sono riuscita a trasmettervi l’emozione di un ricordo…

6 emanuela 29 maggio 2011 alle 20:23

i dolci ricordi famigliari sono la nostra forza. grazie per averci fatto partecipare ai tuoi.

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