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Madri clandestine

Madri clandestine.

 

 

Io stasera vado a teatro.
Che di per sé non sarebbe una gran notizia. Ma io stasera vado a teatro, perché c’è Madri Clandestine. Ed è bellissimo.

Scritto da Emilia Marasco, con la sua parola scarna e preziosa, la sua sensibilità vibrante, la sua capacità di cogliere la voce sottile e fragile della femminilità del mondo,  Madri clandestine vede come protagonista Carla Peirolero, anima del Festival del Suq, l’evento che ogni anno fa di Genova il centro di una grande esperienza di accoglienza e di arricchimento culturale ed umano.
Madri clandestine racconta, attraverso la storia di alcune donne, italiane e straniere, una femminilità compressa, negata, offesa, violata, sacrificata e grandissima.
C’è Nunzia, italiana di mezza età, senza compagno e figli, che lavora in un Centro di Prima Accoglienza in Sicilia e ci sono le tante donne che lei incontra, accoglie, ascolta, le cui storie di violenza, di sacrificio, di maternità negata o lacerata gradualmente pervadono il suo animo, penetrano dentro di lei e diventano la sua storia, la sua esperienza, il suo dolore.
La coperta che per una bimba Nunzia cuce, fatta di tanti pezzetti di stoffa colorata,  è la sorgente, il soffio vitale da cui prende vita e calore il racconto delle donne, a cui Nunzia stessa dà voce e respiro.  E’ di volta in volta Danya l’albanese, la donna che nonostante il regolare permesso di soggiorno, non può ricongiungersi con la figlia, salvo scoprire che la bimba che aveva lasciato in Albania è entrata in Italia clandestinamente attraverso il racket della prostituzione; è Lin, che espatria in Europa dalla Cina dopo essere stata costretta all’aborto perché portava in grembo una figlia femmina, orgogliosa della sua pancia e fragile come un albero di pesco; è Anna, una sua collega alla ricerca di una figlia adottiva,  che si scontrerà con un vero e proprio mercato di bambini; è Zora,  la mamma di Fatma, una donna algerina – questa la  versione romanzata di una storia vera – che diventa modella per gli studenti dell’Accademia e perciò viene rapita e seviziata da studenti integralisti e poi abbandonata dal marito.

Nunzia è la Madre, ha in sé la storia e le storie delle donne, lo spirito della maternità,  fonte d’acqua sorgiva.
Accanto a Nunzia-Carla, un coro multietnico al femminile:  donne che con le loro voci fondono esperienze ricchissime e composite.
 Joy Akhoyanta, Aicha Bounuar, Yukari Kobayashi, Adesyma Constance Ogiamien, Faith Osigbeme, Laura Parodi e Tatiana Zakharova, tre nigeriane, una giapponese, una russa, una italiana e una marocchina, legano con le loro voci, le storie cui Nunzia dà vita, cantando pezzi della loro tradizione  ma anche quelli della tradizione ligure, come i trallallero.
Una storia di donne, per le donne, con le donne: perché le donne sanno portare avanti la parte migliore del mondo. Danno la vita, sono madri, sempre. Come Nunzia è madre delle storie delle altre.

Io vado a teatro, stasera. Voi andateci presto!

 

Comments 7

  1. fiordisale

    un articolo meraviglioso, grazie! Io stasera non sarò a Genova purtroppo, altrimenti mi sarebbe piaciuto farti compagnia, perchè amo il teatro e mi piace la Marasco e mi sono perdutamente innamorata di tutte quelle mamme clandestine

  2. ettore

    Sigh..! hiii.. mi viene da piangere ..non posso esserci..sono bloccato con la schiena per colpa mia e del giardino. Simonetta ci sarà ed altri amici con cui abbiamo passato insieme il 1° maggio ( che tradizionalmente facciamo nel nostro giardino), poi..taglia l’erba…sposta i vasi.. aggiungi terra e fiori….eccomi quà. Bloccato. Pensa che ancora oggi quando mi capita regalo il primo libro di Emilia Marasco ( Memorie Impossibili) talmente lo trovo bello ed emozionante. Così perchè trovo che debba essere letto e così anche oggi, dopo le ultime cinque copie, sono rimasto senza. Tutto però nel giardino e sul terrazzo è quasi di nuovo pronto e prestissimo (spero) faremo festa con Emilia, Renato, Carla Peirolero ed altri. Tu e le tue bellime figlie siete invitate

  3. ettore

    Certo che per quel giorno ..mica posso copiare..e allora ..adesso mi riblocco pensando al menù….no..no…tranquilli .. ho la schiena bloccata mica le mani..he..he.he..! Ciao a presto

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  5. Patrizia Post
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    Patrizia

    Fiordisale: Se riesci a tornare in tempo, non perderlo! Uno spettacolo splendido, con Carla che è fantastica, “diventa” letteralmente le tante donne a cui dà voce!
    Ettore: Simonetta ti avrà raccontato…uno spettacolo emozionante! Grazie dell’invito, non mancheremo!! Ma tu stai attento e curati! Quando hai deciso i menù…facci sapere!! E poi copia copia…perché no??

  6. laura parodi

    Grazie per la bella recensione; per noi del coro multietnico di Madri Clandestine é stata un’esperienza bellissima, gratificante; e quando i riscontri sono positivi é come avere la conferma di avere lavorato bene, di avere costruito qualcosa di duraturo, che il messaggio che volevi inviare é stato percepito! All’incontro con gli studenti della facotà di medicina in cui si é parlato con Emilia Marasco e carla peirolero, zavatteri e con la presenza di due coriste fra cui io un ragazzo ha detto “siamo usciti dal Teatro Duse con gli occhi lucidi ma cantando bon bon bon!!! ”
    Noi tutti ci siamo guardati contenti ed abbiamo fissato nella mente questa frase magnifica che ha reso il senso di quanto siamo riusciti a comunicare. Vi invierò la foro della torta che ho fatto per ‘ultima recita! un abbraccio a tutti. Laura Parodi

  7. Patrizia Post
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    Patrizia

    Laura: Grazie a voi! E’ stato uno spettacolo emozionante, coinvolgente ed intenso. Sono davvero felice che mia figlia più giovane fosse con me: durante tutto lo spettacolo la sua mano nella mia, i suoi occhi pieni di lacrime come i miei, l’emozione che condividevamo… Grazie, le vostre voci, l’intensità dei vostri canti hanno reso davvero speciale una serata meravigliosa. Il soggetto e il testo di Emilia ti entrano nel cuore e nell’anima! Il mio grazie di cuore a te e alle splendide cantanti (conosco da tempo Tatiana, che ha cantato per i bambini bielorussi della mia associazione)
    Aspetto la foto (e magari la ricetta…)
    Un forte abbraccio a te

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