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Rodi – primo giorno

 

Rodi – primo giorno.

Partiamo presto, al mattino, mentre l’alba colora di rosa il cielo di Genova.  Le nostre valigie sono ovviamente sovrappeso, il bagaglio a mano ha dimensioni inquietanti: ma perché ogni volta che dobbiam partire ci diciamo che porteremo lo stretto indispensabile e questo poi risulta essere sufficiente per un soggiorno variabile tra i tre e gli otto mesi?
Facciamo scalo a Roma: voliamo con due compagnie differenti, così dobbiamo recuperare i bagagli, rifare il check-in, ma io, previdente, ho acquistato on line un pass di transito veloce. Peccato che la coda per transitare dal varco apposito sia più lunga di quella per passare normalmente i controlli!
Trascorriamo il tempo che ci rimane prima dell’imbarco a cercare nelle varie librerie una Guida alle Isole Greche: la nostra è là, sulla consolle in ingresso…l’ingresso di casa, ovviamente! C’è la Namibia, la Costa del Sol, il Nicaragua, ma col cavolo che riusciamo a trovare quel che cerchiamo! Arraffiamo una piccola Mondadori, che si rivelerà assolutamente inutile, oltre che pesantissima!
L’aeroporto di Rodi è piccolo, caldissimo e pieno di gente: al cicaleccio continuo dei turisti che sciamano per ogni dove, si contrappone la flemmatica indifferenza del personale locale. Usciamo  nel sole bruciante, trascinando i nostri trolley monumentali.
Un cartello bilingue ci informa che i taxisti dell’isola sono in sciopero: απεργια! Siamo solidali con i lavoratori greci che vivono una crisi economica durissima, ovviamente, ma ammetto che ho avuto un attimo di scoramento!

 Carichiamo noi stesse e gli allegati sull’autobus che ci porterà nei pressi dell’hotel: camminiamo un quarto d’ora prima di trovare la direzione giusta, ma poi riusciamo ad arrivare, a registrarci, a raggiungere la nostra camera.

Relax, piuttosto breve: è tardi, vogliamo cenare in centro città ( noi siamo sul mare, a Ixià) e, ovviamente, si va ancora col bus: c’è lo strike, che diamine!

Rodi vecchia, il centro antico chiuso dalle mura massicce dei Cavalieri Ospitalieri, è circondato dalla Città Nuova, trafficata, allegra, rumorosa. Tutti i negozi ( da Gucci a Levi’s, da Bulgari a Gap) sono aperti e riforniscono i passanti, volenti o nolenti, di violenti rigurgiti di musica, luce, colori. I motorini sfrecciano veloci, zigzagando tra le auto incolonnate.

Raggiungiamo il centro antico, attraversando un viale pieno di bancarelle.


Seguiamo il fiume di persone che entra dalla porta medioevale, attraverso le mura massicce illuminate. 


Plateia Ippocratous è il centro della  movida, turistica e non: ragazzi di ogni nazionalità si radunano qui dalle nove di sera fino all’alba.


Dalla piazza si diramano stradine affollatissime, costellate di botteghe per turisti. La bella struttura medioevale degli edifici è nascosta da chilometri di camicie, cappelli, collanine, patacche di ogni genere, paccottiglia varia. Centinaia di turisti entrano ed escono dalle botteghe, comprano, soddisfatti, le stesse magliette, gli stessi ciondoli, le stesse statuette; contrattano e vincono – credono – battaglie all’ultimo sconto. E’ un delirio di acquisti, un’orgia di shopping compulsivo che contagia tutti.
O  quasi.


Taverne e caffé, piccoli ristoranti e terribili pizzerie si offrono senza soluzione di continuità: i buttadentro ti invitano ad ogni angolo, decantando le qualità eccezionali del loro locale rispetto agli altri.
Scegliamo un ristorante accogliente, fresco, dal giardino profumato e siamo fortunate: mangiamo molto bene.


Dolmades, melitzanosalatti ( ben diversa da quella che in Italia spacciano per greca!), soutzoukakia (polpette di carne al sugo), pitaroudia, moussakà, pesce con fagioli.  


Divertenti da fotografare, questi gelati,  ma non siamo sicure sulla opportunità dell’assaggio!

Una passeggiata sul lungomare, poi torniamo in hotel. Ci sono 32 gradi e sono le due del mattino. La prima giornata in Grecia finisce qui.

A presto con la seconda parte.

Comments 6

  1. Giovanna Cresci

    Le sarei grata se potesse aggiungere ai menù anche il locale dove sono stati serviti i cibi, cordialmente, G.Cresci

  2. maria

    Belle foto, bel racconto, Rodi invita, prima Cate poi te poi……..io ah ah ah 🙂 devi raccontarci ancora di più.. Resiamo in attesa!!

  3. Patrizia Post
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    Patrizia

    Antonia: Ho ancora tempi lenti, pigri, vacanzieri! Ma ora mi sveglio e torno nevrotica…e più efficiente. Almeno spero 😀

    Giovanna Cresci: Ma certo, volentieri! Il ristorante di cui parlo è il Golden Olympiade, in Evdimou 8-10.

    Maria: E ora vai tu..e poi metti letue foto, ok??? Ma certo, ci saranno ancora molte puntate!! 😀

  4. Patrizia Post
    Author

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