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Rodi – terzo giorno

 

Rodi – terzo giorno

Noleggiamo un’auto per esplorare l’isola. Un po’ perchè le auto piccole  paiono essere esaurite, un po’ perchè ci va di fare le matte… scegliamo una cabriolet. Giù il tettuccio e si parte: la radio che spara sirtaki a palla, le ragazze che cantano! A volte accade di fermare quell’attimo e cristallizzarlo, così, come un piccolo grumo di perfezione e felicità.

La Grande, detta La Perla, accanto a me e la Fotografa spaparanzata dietro, ad immortalare ogni singolo istante (ho dovuto farmi largo tra più di 12.000 foto di queste vacanze!)
Percorriamo la costa orientale, scendendo lungo un mare perfetto, in una giornata di sole e profumi. Visitiamo il monastero di Tsambika, dove un’icona del XI secolo è meta da secoli di pellegrinaggi femminili, da parte di tutte le spose che chiedono la grazia di un bimbo.
Deviamo poi, per un’improvvisa, felice intuizione, verso Charaki: seguiamo una vecchia indicazione che ci attira: spiaggia di Agathi, la spiaggia bella.


E bellissima è davvero! Sabbia bianca e vellutata come seta, mare incantevole, una barchetta blu, che sembra messa lì dalla pro-loco, ombrellone e 3 lettini a 35 cm dall’acqua (e per 5 euro in totale! per una genovese anche questo ha un suo valore!).

 Ci crogioliamo al sole , poi risaliamo quei 5 metri che ci separano dalla tettoia in legno, fresca ed ombrosa, dove pranziamo: la sottoscritta con un’insalatina (un po’ cipolluta, ma mica devo baciare qualcuno, no?)- perchè qui si mangia verdura in abbondanza, ma si ingrassa come le oche – le fanciulle con un cibo che gli scaricatori del porto gradirebbero assai, dopo una mattinata di lavoro: Gyros, cioè una grande pita che racchiude fettine di arrosto di maiale, patate, verdura! Belle stelle, è meno caro vestirle che sfamarle, si dice da noi!


Un po’ di riposo sotto l’ombrellone, qualche bagno ancora nell’acqua limpida e poi si riparte, destinazione Lindos.

E la bella Lindos appare a tradimento, dietro un dosso e una curva, abbagliante nel bianco delle sue case seicentesche, affacciata su due splendide baie, dominata dall’elegante Acropoli.

Scendiamo nella piazza fiorita, imbocchiamo il vicolo bianco quando la Perla viene avvolta da un abbraccio ridente: ci credete? Un’amica d’infanzia, genovese, che non vedeva da non so più quanti anni (ma che abita ancora due strade più in là). Facciamo due chiacchiere, con un bicchiere di fresca spremuta: ve l’ho già detto, qui si beve di continuo…del resto ci sono 39°!


Passeggiamo all’ombra dei vicoli bianchi, fioriti, scendendo e salendo da ripide scale, fermandoci al canto liturgico nella piccola chiesa, incantate dal mare che sbuca tra muri bianchi e ciuffi di bouganvillee, scansandoci rapide, al passaggio di passanti ingombranti.

Per salire all’Acropoli ci sono due possibilità: o ve la fate a piedi, sotto il sole , o vi arrendete ad un tenero, tradizionale mezzo di trasporto.
La fotografa è sempre in azione!

Saliamo per le vie acciotolate, costeggiando alti muri bianchi, che racchiudono giardini segreti, e case bellissime, piene di storia, di luce, di calore.


Una carezza, per ringraziare chi non può dire di no a salite e faticacce …

e saliamo l’ampia scalinata che ci porta all’Acropoli, suggestiva ed imponente: da quassù si domina davvero il mare e ci si sente inespugnabili!

Nella piazza, una volta entrati, si trova una trireme, scolpita nella roccia da Pitocrito: sul ponte, una volta, si trovava una statua di Agesandro, sacerdote di Poseidone.

Una ulteriore scalinata (comincio a sbuffare davvero! Ma quanto scarpinavano nell’antichità?) ci porta all’Acropoli vera e propria:accanto alle rovine di una stoà ellenistica, troviamo i magazzini dei Cavalieri Ospitalieri, una Chiesa bizantina e poi, con un’ulteriore scalinata (!!) raggiungiamo il tempio di Atena, del IV secolo a.C, in gran parte ricostruito.


Il panorama è fantastico, ça va sans dire!
Torniamo in paese a piedi, giù per una discesa vertiginosa, salutando asinelli e conduttori, che rimangono a godersi fresco e riposo.

Una sosta anche per noi, dopo il caldo furibondo dell’Acropoli: un bar che sembra uscito da un racconto di Somerset Maugham, qualcosa di fresco da bere…indovinate chi ha ordinato il frappè al cioccolato? (no, io no, lo giuro!)

Un po’ di shopping- tour, per le viuzze strette,

 sapete che cosa è questo? Un fish-pedicure! Sissignori, voi immergete i vostri…piedini nell’acquario e i pesciolini provvederanno a mangiucchiarvi le callosità (bleah!!!)… tiriamo oltre, mi dispiace ma di questo NON vi farò la cronaca diretta! 

ci godiamo invece una cena su una terrazza, con tramonto struggente e poi una falce di luna.

Torniamo a casa, la Fotografa che si addormenta, canticchiando una canzone, la Perla che combatte la stanchezza, per tenermi compagnia, mentre guido verso l’hotel: domani si va ad esplorare la Costa Occidentale!

Comments 1

  1. maria

    beh! devo dire che, ancora una volta, sai trasmettere sensazioni notevoli, poi mi darai tutti i consigli e gi indirizzi utili, bacio! 🙂

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