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Marmellata di mandarini

Di pomi dorati, nozze regali e tradimenti. La marmellata di mandarini .

 


Quando la bellissima bionda dalle forme opulente (giunoniche, oserei dire!) andò sposa al giovane spavaldo rubacuori (principe regnante, dopo aver sistemato padre, zii e vari altri prepotenti), gli portò in dono delle piantine dalle foglie lucide e verdi, colme di pomi dorati (ce l’avevano con i pomi, da quelle parti!) profumati e succosi.
Povera fanciulla! E’ ben vero che si era appena sposata il più bello e potente giovane principe, ma forse ancora non sapeva quante e quali tradimenti le avrebbe orchestrato! Una vita intera a combattere con amanti, ex-mogli e mogli morganatiche, con un marito che le sgusciava via in continuazione e le riempiva la casa di figli di altre, che usciva di notte e le tornava il mattino dopo irriconoscibile, che inventava trucchi e mascherate, con la complicità di tutta la corte!
Ma insomma, a quel tempo lei non lo sapeva ancora, o forse fingeva di non saperlo -come a volte le donne fanno, pensando di soffrire meno.
Così lo sposò e gli portò in dono gli alberelli dai frutti d’oro. E lui, geloso e possessivo (come tutti i traditori) li piantò, quegli alberelli, in un giardino segreto, bellissimo e profumato e chiamò ad occuparsene un gruppetto di giardiniere giovanissime e affascinanti (mica si smentiva, il fedifrago!!) .
Nessuno poteva entrare nel giardino segreto e godere del profumo e del sapore dei pomi dorati, ma fu proprio uno dei più prestanti figli del potente dongiovanni (un giovane erculeo (!) grande e grosso e forse un po’…, ma questa è un’altra storia) , dopo uno scontro violento con i guardiani del giardino,  a trafugare le piantine che da quel giorno tutti poterono contemplare, gustando i frutti un tempo proibiti.
Per quel che ne sappiamo, la sposa tradita e furiosa e il consorte dongiovanni impenitente sono ancora là, che litigano furiosamente, facendo tremare le pareti della reggia.
Le piantine dai frutti dorati, invece, portate da carovane arabe verso le coste del Mediterraneo, hanno trovato quieti luoghi di luce e di calore dove fiorire rigogliose.
Gli esperidi (che hanno conservato nel nome botanico il ricordo delle loro giardiniere di un tempo) vengono coltivati ovunque al clima mite e dolce del Salento: grandi e piccole coltivazioni, orti urbani e giardini segreti.

E non c’è casa salentina dove non si prepari una marmellata d’agrumi, profumata e dolcissima, come questa, la cui ricetta, scritta in fretta su un foglietto e ritrovata per caso in una borsa da mare in paglia chiara, tra due conchiglie e un soffio di sabbia, mi è stata regalata da Maria, regina di una masseria tra gli ulivi,  antica signora  dai capelli bianchi e lingua affilata (lei, un marito così, l’avrebbe coperto di mazzate subito! Altro che !!)

 

Per l’Abbecedario Culinario Italiano, guidato con somma maestria dalla nostra Aiuolik

Marmellata di mandarini.

 

1 kg di mandarini non trattati
600g di zucchero
1 limone

Pelare i mandarini, eliminare i semi e tagliare i frutti a fettine sottili. Eliminare metà delle bucce, sbollentare l’altra metà, dopo averla privata della parte bianca, per 5 minuti. Scolarla e tritarla grossolanamente.
Riunire i frutti affettati e le bucce con lo zucchero e il succo del limone in una ciotola di terraglia e lasciate macerare per 12 ore.
Mettere la preparazione in una pentola dal fondo spesso, meglio di rame, e cuocere piano, mescolando spesso con un cucchiaio di legno, fino a consistenza desiderata (circa 20-30 min)
Invasare a caldo, chiudendo bene i coperchi e rovesciando sottosopra i vasetti: lasciare così per un’ora e poi raddrizzare nuovamente i vasetti. Coprite con un panno e lasciate raffreddare.

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Nello stesso modo potete preparare marmellate con altri agrumi (arance, clementini o anche miste).

Questa marmellata è usata anche per farcire dolci e dolcetti tradizionali.

Comments 2

  1. emanuela

    che bello questo racconto Patrizia, questa ricetta la salvo(il mio quaderno è ricco di tue ricette) in modo da prepararla quando sarà stagione. ancora una volta grazie di deliziarci di ricette, sapere e dolci ricordi.

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