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Zuppa di pesce

La zuppa di pesce della mia mamma.

 

Lei detesta la banalità. E disprezza un tantino il quotidiano affannarsi a ripetere all’infinito gesti e azioni inutili. Come rifare il letto e cucinare, ad esempio. Non che la sua casa sia meno che perfettamente in ordine, ma non trova nulla di gratificante, ecco, nell’esserne fiera: si deve fare e si fa, punto.
Lei, giovanissima sposa e poi subito mamma, ha attraversato la consapevolezza degli anni di lotte femminili, mantenendo in equilibri sempre più acrobatici università e amore, lavoro e famiglia,  impegni e affetti.
Una quotidianità fatta di fettine al burro e insalata, di prosciutto e caffelatte. E domeniche di incredibili fettuccine tirate a mano e sughi di funghi dal profumo inebriante, di polli alla cacciatora succulenti e lasagne al forno insuperabili.
Ancora oggi, mia mamma preferisce sbrigare l’incombenza del pranzo con uno yogurt o al massimo un tomino di capra e due pomodori: ma sa accogliere gli amici con pranzi indimenticabili.
L’estate erano i pesci: e la sua mitica zuppa. Questa.
Semplicissima nell’esecuzione, ha bisogno di pesce freschissimo: non barate, niente surgelati. O il risultato sarà altro.
Di seguito, indico il pesce che ho usato per questa preparazione, ma ogni volta può cambiare, a seconda delle disponibilità: l’importante è utilizzare vari tipi di pesce: di scoglio, ben carnosi, cozze e/o vongole, molluschi vari, crostacei, ecc…

 

Zuppa di pesce della mia mamma.

 

circa 2 kg di pesce, tra cui:

1 gallinella
moscardini
1 totano
1 rana pescatrice (coda di rospo)
1 scorfano
gamberi
cicale di mare
cozze e vongole
1 kg di pomodori da sugo
prezzemolo
aglio
vino bianco secco, 1 bicchiere
olio evo
pane da bruschette

 

Pulire le cozze e le vongole, dopo averle fatte spurgare in acqua e sale. Pulire e squamare molto bene i pesci. Lavare e tagliare a pezzi i molluschi
Scottare in acqua bollente i pomodori e levare la pelle. Tagliarli a pezzi e passarli al passaverdura. Raccogliere il sugo in una ciotola e tenere da parte.
Preparare un trito di abbondante prezzemolo e aglio, riunirlo in una grande pentola, meglio se di coccio, unire il sugo dei pomodori, e aggiungere i moscardini e il totano a pezzetti. bagnare con il vino bianco.
Unire gli altri pesci, gradualmente, prima quelli che necessitano di più cottura, poi, mao a mano, gli altri,senza mescolare per non spappolarli.
Far aprire cozze e vongole in una larga padella, senza alcun condimento. Unire alla zuppa le conchiglie e la loro acqua filtrata. Unire per ultimo gamberi e cicale di mare, far cuocere ancora pochi minuti, spolverare con prezzemolo tritato fresco e aggiustare di sale e pepe.
Servire con fette di pane tostato, a piacere strofinate con un po’ d’aglio.

……………………..

Se non vi piace vedere le teste del pesce nella zuppa e avete paura delle lische, procedete così:
pulite il pesce, eliminando le teste (che terrete da parte) e le lische, pulite i crostacei dai carapace.
In una pentola riunite tutte le teste, le lische, gli scarti: fateli cuocere con olio, aglio, prezzemolo e pomodori, sale e pepe, per circa 45 minuti, poi passate tutto al passaverdura. Tenete da parte il brodetto ricavato.
In un’altra pentola, preparate la base come detto nella precedente ricetta (aglio, olio, prezzemolo, polpa di pomodoro) unite i pesci puliti,  bagnate con poco vino bianco, quindi unite il brodetto di pesce. Aggiungete via via le varie specie, procedendo come detto sopra, ma  cuocendo i pesci per non più di 10 15 minuti.

Comments 2

  1. emanuela

    per chi una mamma non ha più questi sono i ricordi di una vita offuscati dal dolore che lascia l’alzaimer (non sono neache capace di scriverlo il male). anche io facc
    io così la zuppa pesce più pesce meno dipende dalla generosità del mercato ittico, e tutte le volte è una festa. non la conosco la tua mamma ma è una benedizione che ci sia a darci le sue perle di sapienza. ti abbraccio

  2. Patrizia Post
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    Patrizia

    @Emanuela: Hai ragione Emanuela! E’ una benedizione e una gioia, per me e le mie figlie! Il mio papà, invece, mi manca moltissimo, ma lo sentiamo qui con noi, ancor più, ogni volta che prepariamo un piatto che amava, che ridiamo al ricordo di una sua battuta, che ripetiamo una sua parola, che ci sentiamo, ancora, guidate dalla sua mano. Immagino che sia così anche per voi, ogni volta che pensate alla tua mamma: la lotta contro quel male è durissima, lo so! Ma i tuoi ricordi sono senz’altro quelli ricchi e gioiosi di quando eri piccola, e quelli puoi trasmettere a tua figlia, perché senta accanto a sé la nonna! Un abbraccio affettuoso-

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