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Petto d’anatra laccato al miele, con gelatina di birra al timo e porri fondenti

… e un’anatra sbronza.

 

 

Casa mia è uno zoo, lo sapete! Un po’ per la quantità di gente che va e viene, amici delle figlie, miei, delle lezioni di cucina, operai stanchi e parenti trafelati; un po’ per la quantità di animali che vi soggiorna più o meno stabilmente: una cagnolina, ormai agée, una gattina tricolore un tantino egocentrica, recuperata anni fa al gattile, una coniglia che abita un castello imperiale, viste le dimensioni della gabbia, due tortore che visitano regolarmente, con insistenza variabile, il terrazzo di casa, una famiglia di gechi, che fa capolino nei momenti felici, tra le piante del suddetto terrazzino (lo sapevate che i gechi portano fortuna alla famiglia con cui vivono?)
L’equilibrio, sovente, non è facile: la gatta crede di essere una gazza. Ladra. E se dimentichi un paio di orecchini luccicanti su un tavolo, ti troverai a pancia a terra, a cercarli sotto i divani, dietro le tende, sotto l’angolo di un tappeto…
La coniglia è  un tantino instabile: se gira libera per una stanza, sorvegliata a vista, per via degli altri quadrupedi, ogni tanto spicca salti che neanche la Simeoni e adora sgranocchiarsi le tende, se di seta meglio!
Le tortore sono pazienti, ma fino a un certo punto, eh! O trovano i semini di loro gradimento,  o bussano alle finestre: intendiamoci, prima delicatamente, poi, se voi non sentite, o siete al telefono o, metti caso, vi state commuovendo su un film romantico che sta per finire, con più energica insistenza!
La cagnolina, beh guardatela voi:

Ieri si è divertita come una matta, immagino, sventrando e poi trascinando per tutta casa due sacchetti di farina: quella buona, ovviamente, macinata a pietra ecc.ecc…
C’è voluta mezz’ora per ripulire e si è pure intasato l’aspirapolvere, tanto per gradire.
Meglio i gechi, per ora!
Oppure mi decido e metto su una fattoria, tanto che ci vuole? Un paio di galline in sala, una mucca sul balcone della cucina e il gioco è fatto!

Il gusto dolce dell’anatra si sposa sorprendentemente bene con la birra, chiara o ambrata, in cui cuoce e con il fresco e profumato insieme di gelatina e timo.
La morbida consistenza del porro di Cervere e la delicatezza del puré di carota, speziato o meno, accompagnano gradevolmente il piatto.
Se preferite, potete sostituire i petti d’anatra con del filetto di maiale, che ben si abbina con miele e birra.


Petto d’anatra laccato al miele, con gelatina di birra al timo e porri fondenti.

 

1 petto intero d’anatra (due parti)
miele di timo
birra chiara o ambrata, ca. 1 l
miele di timo, due cucchiai
gelatina in fogli, 8 g
porri di Cervere, 2
Carote, 500g
Radicchio di Treviso, 4 foglie
burro
timo
olio evo
sale di Maldon (o sale grosso)
sale, pepe

 

Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda. Scaldate in un pentolino 2 dl circa di birra. Sciogliete la gelatina, ben strizzata, nella birra calda. Unite, piano piano, poco per volta, altri 2 dl di birra. Distribuite sulla gelatina tiepida le foglioline di timo e lasciate raffreddare. Mettete in frigorifero per almeno un’ora.
Pulite le carote, tagliatele a tocchetti e cuocetele al vapore, finché saranno morbide. Frullatele, unendo una noce di burro, sale, pepe (volendo, un pizzico di cardamomo) e tenete in caldo.
Pulite i porri, tagliateli a rondelle sottili, fateli stufare in una larga padella con una noce di burro e un cucchiaio d’ olio, unendo poca acqua se necessario. Condite con sale e pepe e tenete in caldo.
Rosolate i petti d’anatra in una padella con pochissimo olio e burro, posandoli dalla parte della pelle. Girate i petti e spennellate generosamente con il miele al timo.
Bagnate con la birra rimasta e fate cuocere per dieci minuti circa. Spegnete e fate riposare i petti d’anatra cinque minuti al caldo. Affettateli, quindi, in diagonale.
Disponete sui piatti i porri fondenti, adagiate sopra qualche fettina di anatra e cospargete con qualche grano di sale di Maldon (o sale marino grosso).
Accostate una foglia di radicchio di Treviso, riempitela con una cucchiaiata di puré di carote.
Distribuite la gelatina, tagliata a dadini, sul piatto.
Nappate  con il fondo di cottura

 

Comments 5

  1. cinzia

    ma lo sai che anche io stasera ho fatto il magret de canard? (scusa il francesismo ma … llvato e comprato proprio là 🙂
    era la mia prima volta, un pochino timorosa, ma tutto è filato liscio ed è venuto buonissimo!
    semplice, con arancia e alloro e sfumato al cognac, una rivelazione perchè è vloce da fare e fa un figurone!
    prossimo giro, prossimo acquisto, e proverò il tuo abbinamento 😉
    baciiii e buonissimo w.e.! … e al prox ci si vede .-)

  2. Chiara

    mi sembra una proposta raffinatissima che può trovar posto sulla tavola delle feste e fare un figurone! buona domenica cara, un abbraccio !

  3. Patrizia Post
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    Patrizia

    @Alex di Food4tought: Ale, te lo presto per un po’? 😀 Ma tutto tutto, compreso di ragazze, amici vaganti, ecc 😀
    @Loredana: Animata è la parola giusta! Fossero di peluche!!
    @Cinzia: Adoro il petto d’anatra e concordo pienamente con te: rapido, veloce, elegante e semplicissimo. E ormai lo trovi al super!
    @Chiara: Grazie, cara! Buona settimana a te!

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