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Gnocchetti rossi con farina di Teff in guazzetto di moscardini.

gnocchetti teff

Gnocchetti rossi con farina di Teff in guazzetto di moscardini.

La bimba indossa un grembiuino a quadretti piccini, con il colletto in piquet bianco, un po’ rigido e i polsini che la stringono ai polsi. I capelli sono stretti in trecce sottili, brune, fermate da fiocchetti di raso giallo.
Seduta al grande tavolo della cucina ascolta la nonna cantare

Yvonne, mio dolce amor

mentre schiaccia le patate calde e fumanti in lunghi serpenti chiari, sulla spianatoia infarinata.

Yvonne ricordi tu
Yvonne l’amor laggiù…

La bimba solleva il setaccio, versa due cucchiaiate di farina e lo agita sul mucchio di serpentelli fumanti. La nonna affonda le belle mani nel morbido impasto e forma velocemente una palla soffice. Il canovaccio di lino a coprire.

….fiumi di champagne
dove è più semplice vivere e amar

Ora i lunghi salsicciotti vengono tagliati in piccoli gnocchi.
Il nonno fa capolino dalla porta, gli occhiali alti sulla fronte, sorride e strizza l’occhio. Di là è pronta senz’altro una sorpresa, una monelleria da fare insieme: forse i cappellini buffi della nonna da indossare, insieme ai grandi colli di pelliccia, per giocare alle signore.

Se infuria già l’uragano
se l’orso resta lontano
Yvonne torna torna ancor

A lei ora il compito di raccogliere gli gnocchi morbidi e tiepidi e passarli veloce sul retro della grande grattugia. Presto, presto, che il nonno aspetta. Di là!

Gnocchetti rossi con farina di Teff in guazzetto di moscardini

 

700 g di patate vecchie
200 g ca di farina di Teff
1 cucchiaio di polvere di pomodoro
1 uovo
400 g di moscardini piccolissimi puliti
pomodori, 4
1/2 bicchiere di vino bianco secco (Pigato della Riviera di Ponente)
prezzemolo
aglio fresco, uno spicchio
sale marino integrale
olio evo di olive taggiasche

 

Preparare gli gnocchi. Lessare le patate al vapore o in pentola a pressione con la buccia. Pelarle, passarle allo schiacciapatate ancora calde. Unire la farina, la polvere di pomodoro e l’uovo e impastare, non a lungo. Dividere l’impasto in pezzi. Lavorarli uno a uno, tenendo coperti gli altri con una salvietta. Formare dei lunghi salsicciotti, tagliarli poi a tocchetti. Passare gli gnocchi sull’apposito rigagnocchi o dietro una grattugia o sui rebbi di una forchetta per rigarli.
Gettarli in acqua bollente e scolarli non appena riemergono.
Sbollentare i pomodori freschi in acqua bollente, pelarli, eliminare semi e liquido di vegetazione e tagliarli a pezzetti piccolissimi.
In una larga padella scaldare qualche cucchiaio di olio evo con l’aglio e il prezzemolo tritati finemente. Unire i moscardini, ben puliti e privati degli occhi, tagliati a pezzettini, bagnare con il vino, unire la polpa dei pomodori, salare e cuocere per pochi minuti.
Condire gli gnocchi direttamente nella padella calda, spolverare di prezzemolo tritato e servire.

Note:

– Polvere di pomodoro: qui si usa frequentemente per colorare la pasta o, appunto, gli gnocchi e io la trovo facilmente , sia dal mio solito pusher che in drogheria. Se non la trovate, o non avete voglia di cercarla, potete sostituirla con un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, ricalibrando eventualmente la quantità di farina necessaria, per compensare l’umidità.

– Pomodori freschi: se non avete voglia di sbollentare, pelare e tagliuzzare, o semplicemente non li avete in casa, sostituiteli con pomodori pelati di ottima qualità, sgocciolati e ridotti a cubetti.

Per saperne di più:

Il teff (eragrostis tef) è un cereale originario dell’Africa nord-orientale e del sud-ovest dell’Arabia. La sua storia risale al lontano 4000 a.C., e la parola, ‘teff’, trae le sue origini dall’amarico ‘teffa’ che significa ‘perduto’, aggettivo dovuto al suo piccolissimo chicco, oppure dalla parola araba ‘tahf’, usata dai semiti nel Sud dell’Arabia.
E’ il granello più piccolo al mondo, con un diametro che misura appena 0,8 mm: ci vogliono ben 150 granelli di teff per l’equivalente di un ciccho di grano.
La coltivazione del teff è concentrata quasi esclusivamente in Etiopia – dove costituisce circa un quarto della produzione totale di cereali – e in Eritrea; tuttavia modeste quantità di teff vengono coltivate anche in India, in Australia e negli Stati Uniti.
Il teff e’ un cereale integrale: infatti, dato il seme cosi’ piccolo, non è fattibile separare il germe della buccia, e quindi l’intero seme viene mantenuto nella macinatura della farina. Ciò si traduce in valori nutrizionali molto più ricchi.
Alti apporti di fibre, calcio, potassio e ferro ben assorbibili, carboidrati complessi (amidi digeribili lentamente) confersicono al teff un basso indice glicemico, rendondolo appropriato per diabetici, coloro che vogliono perdere peso, nonché atleti che cercano maggiore resistenza. Difatti, molti ritengono che le prestazioni superiori degli atleti etiopi in corse di lunga distanza possono essere attribuite al teff, consumato come parte della loro dieta quotidiana, in particolare sotto forma di injera – tipico pane-focaccia etiope.
Il teff è privo di glutine, il che lo rende un alimento molto appetibile e interessante per persone celiache o con altre intolleranze al glutine, e non solo.
Insieme ad altri cereali alternativi come miglio e quinoa, il teff sta rapidamente diventando noto tra chi vuole praticare un dieta salutista, a causa del suo grande valore nutritivo. Il granello ha un delicato gusto di noce e un sapore leggermente dolce. Più scuro è il seme, più il suo sapore è accentuato. I granelli crudi possono servire come aggiunto per sostituire una parte dei semi o noci nelle ricette (pinoli, arachidi, ecc.) e come addensante per zuppe, stufati e casseruole. Nelle pietanze vegetariane, i granelli cotti possono essere utilizzati con altri ingredienti come fagioli o tofù nelle preparazioni di polpette. Il teff può essere servito come budino caldo per una sostanziosa colazione, resa sfiziosa con l’aggiunta di miele e frutta fresca affettata. In altre ricette, come biscotti, torte, pasta brisée e pancakes, il teff sostituisce la farina di grano ordinaria con ottimi risultati.

Comments 3

  1. Paola

    Ciao Patrizia. Fra qualche giorno sarò in Liguria e mi sguinzaglierò alla ricerca dei polipetti (io li chiamo spunci .. sono gli stessi? Comunque è la loro stagione). Posso fare gli gnocchi con la farina di grano tradizionale, visto che non abbiamo intolleranze in famiglia? Grazie, un abbraccio.

  2. Patrizia Post
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    Patrizia

    @Paola: Ciao Paola! Confesso, mai sentito il termine spunci :( Senz’altro va benissimo la farina tradizionale, io uso la 0 oppure integrale al 50%. La farina di teff è interessante: ha un leggero profumo mandorlato. Trovo interessante e utile variare l’uso di diverse farine, anche perché i grani ” sono maggiormente digeribili e molto meno trattati. Un abbraccio a te!

  3. anna

    che meraviglie! avevo gia letto qualcosa sulla farina di teff e mi sembra dunque giunto il momento di provarla. E poi i novellini.. grazie complimenti, sempre.
    Anna

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