La Melagranata

Fingerfood

Crema di cardo con uova di quaglia e tartufo.

 

 

 

Notizia bella, notizia brutta, notizia così così.
Cominciamo dalla bella: questa sarà l’ultima foto postata alla come viene viene. Oggi questo computer andrà finalmente dal dottore, uno bravo, eh, un professore! Sarà curato e rimesso a posto e potrà essere di nuovo utilizzato in tutta la sua potenzialità. Per intenderci: riuscirò nuovamente a sistemare le foto in post produzione e salvarle pure, in modo da poterle pubblicare senza che sembrino uscite da un tuffo nella candeggina e una frullata di centrifuga.
Notizia così così: non so se il computer mi verrà consegnato in tempo per il post di lunedì; spero di poterlo pubblicare comunque, ma non ne sono sicura. Sopravviverete senza di me! Ne ho piena certezza!
Notizia brutta: vi beccate anche oggi la foto spenta e moscia, scattata come quella precedente con cinquanta persone intorno, pietanze in cottura da seguire, piatti e vassoi che andavano e tornavano dalla sala alla cucina, un menù troppo ricco, una cuoca un po’ stanca. Voi come fate quando avete la casa piena di ospiti? Riuscite a organizzare tutto? Riuscite a partecipare alla vostra festa o vi trovate in cucina a spignattare mentre i vostri ospiti cicalecciano in salotto? Riuscite a tener tutto sotto controllo?
Parliamone!

La ricetta dunque: avevo promesso solennemente di pubblicarla perché, nella sua estrema semplicità, è piaciuta molto: certo, gli ingredienti devono essere freschi e ottimi, ma è davvero molto molto facile.

Bicchierini con crema di cardo, uova di quaglia e tartufo

per 10 persone circa:

cardi, 2
panna, 250 g
latte, un bicchiere
burro, 50 g
uova di quaglia, 10
tartufo nero (o bianco), qb

Pulite bene i cardi, eliminando più filamenti possibile, senza utilizzare lame in metallo (io uso un coltello in ceramica o le mani, piegando le coste fino a spezzarle e poi “tirando” le due parti della costa per eliminare i filamenti più duri).  Riduceteli a pezzi e poi bolliteli in abbondante acqua bollente a cui avrete aggiunto il bicchiere di latte e un poco di sale. Dopo una decina di minuti assaggiateli: se fossero molto amari, scolateli e fateli bollire in nuova acqua e latte, bollenti e poco salati, per altri 10 minuti.
Quando i cardi saranno cotti, ma ancora al dente scolateli.
Fateli saltare in padella con 20 g circa di  burro e poi passate tutto al mixer, aggiungendo  la panna fresca  ed eventualmente anche 1/2 bicchiere di acqua calda, fino ad ottenere una crema densa, fluida e vellutata.
Aggiustate di sale e pepe.
Fate sciogliere in una larga padella i rimanenti 30 g di burro. Sgusciate in una terrina le uova di quaglia, quindi versatele in padella e fatele cuocere “all’occhio di bue” per un minuto.
Disponete nei bicchierini la crema di cardi, decorateli con un uovo di quaglia ciascuno e coprite con tartufo affettato al momento.

 

Note: Se non volete usare il tartufo potete sostituirlo con pancetta croccante, carciofi fritti, briciolone di pane integrale tostate in padella e speziate, pezzettini di taleggio, o altro formaggio,  chips di patate viola…..ecc. ecc.

 

Scritto da Patrizia il 23 gennaio 2014 alle 09:12 / 0 Commenti / Link permanente

Barchette vikinghe.

 

Sparita da decine di giorni, mea culpa. Non solo mia, in effetti.
Prendete una cagnolina simpatica e oggi un po’ vecchiotta. Una cagnolina che non ha mai imparato ad accontentarsi del cibo – abbondante – che le viene messo a disposizione ogni giorno dalle sue padroncine.

Cucciola di 50 giorni, si divorò una torta di mandorle e carote, ancora calda. Fu poi la volta di una ciotola intera di cioccolatini ripieni al caffè (due giorni ad arrampicarsi sui divani e a correre come pazza per ogni dove e altri due stramazzata sul tappeto dell’ingresso, senza riuscire a risvegliarsi), si passò poi a furti di caramelle, di arrosti direttamente dal tavolo di cucina, a una indigestione di olio fritto, rubato dalla padella, a un musetto che fruga tra i sacchetti della spesa, che grufola ovunque durante le passeggiate. Le padroncine sempre sul chivalà, a coprire i dolci con la campana, a spostare in alto, ma molto molto in alto, ogni briciola, ogni rimasuglio. Eppure, la settimana scorsa, è riuscita ad arrivare al sacchetto della spazzatura, chiuso, si pensava, sul terrazzo della cucina, E invece no. E invece uno stecchino, ingurgitato in fretta, per divorare il buon cibo che lo nascondeva, le ha perforato lo stomaco ed è arrivato al pancreas, dove ha fatto tutti i danni che ha potuto.
Non vi racconto la corsa al Pronto soccorso veterinario, gli esami, l’operazione lunga e disperata, i pianti e la paura, il volto serio del chirurgo che diceva poche speranze.
Eppure Tilly ci ha sorpreso ancora: forte e combattiva ha resistito all’operazione, alle medicazioni e alle flebo, al dolore e allo stordimento, a una settimana chiusa in una grande gabbia che abbiamo spesso condiviso con lei, per dirle che c’eravamo, che lottavamo al suo fianco.
Ieri sera l’abbiamo riportata a casa, stanca e molto acciaccata, una lunga cicatrice sul ventre, ma gli occhi svegli, dolci e grati.
Tosta, come le donne della famiglia!

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Scritto da Patrizia il 11 novembre 2013 alle 02:30 / 6 Commenti / Link permanente

Un istante appena e frittatine primavera.

 

Teniamo tra le dita la coda di un aquilone, fermiamo in un’immagine il lampo di uno sguardo, chiudiamo tra le parole sonanti di un libro il fiore di campo, avvitiamo il tappo di un barattolo sui profumi dell’estate, custodiamo il ricciolo setoso di una ciocca bruna tra due fogli di carta velina, riponiamo in una scatola alta babbucce e bavette del bimbo che era: lo zucchero e la frutta, la foto in bianco e nero, la prima bambola, il quaderno di scuola.
Merlino che afferra il braccio armato di Artù e gli sussurra: fissa questo istante nel tuo cuore.
Istantanee di vita, di emozioni, di sentimenti profondi. Lampi di gioia del passato. Fermare il tempo, cristallizzarlo in quell’attimo e in quello sguardo, per poterlo poi rivivere mille volte, per ritrovare, accarezzando col dito il petalo di un fiore, la seta di una scarpetta di danza, il viso caro nella foto antica, il sapore dell’incanto.

 

Frittatine Primavera

 

Per 12 frittatine

4 uova
parmigiano reggiano grattugiato, 3 cucchiai
sale, pepe, noce moscata
1/2 carota, 1/2 cipollotto, 1/2 gambo di sedano
pisellini sgranati, 1 tazza
asparagi selvatici, 1 mazzetto
maggiorana, fiori di rosmarino
olio evo

 

In una ciotola capiente sbattete le uova con il parmigiano, il sale e pepe, una grattugiata di noce moscata.
In una larga padella fate saldare un cucchiaio d’olio e rosolate carota, sedano e cipollotto tagliati a dadini. Unite i pisellini freschi, i gambi degli asparagi selvatici tagliati a rondelle e le punte intere. Fate rosolare appena e bagnate con mezzo bicchiere d’acqua. Salate e portate a cottura molto al dente.
Aggiungete la verdura alle uova, unite la maggiorana tritata (o altra erba aromatica: timo, origano, ecc)
Suddividete la preparazione in uno stampo da muffin, oliato se non antiaderente,  e infornate a forno già caldo (180°) per circa 20/25 minuti.
Sfornare e decorare con fiori di rosmarino

 

Note:

Potete cuocere queste frittatine negli stampini da muffin, come qui, senza riempirli troppo, o in quelli di silicone dalle forme più varie.

Il barbatrucco: per riempire gli stampi senza sporcare per ogni dove io uso il porzionatore da gelati!

Potete servirle come finger in un buffet, chiuderli nel cestino del primo pic nic, offrirli come leggeri antipasti, contornati da un’insalata  fresca di stagione.

Altri abbinamenti: patate e piselli; zucchini e speck; agretti e primo sale; fave e cubetti di salame…

Scritto da Patrizia il 22 marzo 2013 alle 10:33 / 5 Commenti / Link permanente

Paccheri mediorentali.

 

Su tutti i foodblog che si rispettano, in questi giorni, è uno sbocciare di ricette natalizie, un fiorire di pandori e arrosti, un’esplosione di dessert sublimi e coreografici. Qui non so.
Non so se e cosa pubblicherò, non so se ci sarà qualcosa di prettamente natalizio, festaiolo, capodanniero.
No, mica sono tra i fan della fine-del-mondo-in arrivo-l’han-detto-i-Maya.
Tra l’influenza, la salute ballerina della Fotografa, i vari appuntamenti cucinieri (ma ve l’ho detto che lunedì prossimo faccio una cosa bellissima alla Locanda Spinola?Nooo? Bè domani ve lo racconto, stay tuned!) insomma ho poco tempo. E ho una casa da far paura  (oggi pomeriggio, Ikea! Si vanno a prendere scaffali nuovi e si spera di far ordine!) e una quantità di panni da stirare e libri da riporre. Poi, volendo, ci sarebbero pure garage e cantina che, beh! E ho una lista così di amiche da andare a trovare e…insomma, ho reso l’idea?

Intanto, beccatevi questi paccheri, che di mediorientale han solo l’intenzione.
Nessuna ricetta segreta di amiche esotiche, qui, nessun antico manoscritto di un avo viaggiatore, nessun food book sfogliato a tarda notte… semplicemente una piccola ricetta con la melagrana, che ho preparato l’altra settimana per il Festival.
Paccheri, molto molto latini!, farciti di carne d’agnello speziata e cotta nel succo di melagrana, che conferisce un sapore e un profumo ineguagliabile,  e  salsa profumata di zafferano.
Un finger natalizio, un piccolo piatto per capodanno, o no? Fate voi!
A domani!

 

Paccheri Mediorientali

 

Per un finger food per 8 persone
8 paccheri
1 scalogno
100gr di tritata di agnello
spezie a piacere, 1 cucchiaino colmo (chiodo di garofano, cardamomo, cumino, curcuma, summaq …)
olio evo,qb-
sale, pepe
1 bicchiere di succo di melagrana
per la salsa allo zafferano:
brodo, 200ml
burro, 15g
farina, 15 g
zafferano, 1bustina
noce moscata
per decorare: chicchi di melagrana, coriandolo fresco

Lessare i paccheri molto al dente. Raffreddarli e tenerli da parte, posati in verticale, su un piatto o una piccola teglia.
In una casseruola rosolare in un filo d’olio lo scalogno tritato, unire la carne e far cuocere a fuoco vivace. Spolverare con le spezie e bagnare con il succo di melagrana. Portare a cottura, aggiustare di sale e pepe e lasciare intiepidire. Preparare una salsa di media densità, con il burro, la farina e il brodo caldo; unirvi noce moscata e zafferano.
Prelevarne circa una tazza, mescolarla alla carne, farcire con questo composto i paccheri, disporli sempre in verticale su una piccola teglia, napparli con un poco di salsa allo zafferano.
Decorare con chicchi di melagrana e coriandolo fresco.

 

Scritto da Patrizia il 05 dicembre 2012 alle 09:44 / 4 Commenti / Link permanente