Conserve
Albicocche in giardino.
Quando la Grande e la Fotografa erano piccine piccine, e trascorrevamo qui gran parte dell’estate, per colazione e merenda si andava in giardino. I tre albicocchi forti e nodosi sembrava sapessero delle bimbe golose che allungavano le manine verso i loro rami e si caricavano di frutti dorati, lucenti e dolcissimi.
Ogni estate era una gara di velocità, tra noi, le vespe e gli uccellini. Si raccoglievano in fretta, in grandi ceste, i frutti succosi, che maturavano a guardarli, sotto il sole di luglio; poi si mangiavano così, in piedi all’ombra dei rami ombrosi, o si facevano marmellate o si imbottigliavano succhi profumati e rinfrescanti.
Facilissimi, superbiologici, a metri zero! Anche se non avete un albicocco sottomano, non rinunciate a preparare in casa i succhi di frutta freschi: in quelli industriali ci sono zuccheri dannosi, quando non anche conservanti ed additivi vari.
Non serve altro che frutta fresca, magari biologica, e zucchero, meglio se di canna. Niente spignattamenti di ore: pochi giri di frullatore e si imbottiglia così, crudo e fresco. La sterilizzazione delle bottiglie (40-45 minuti, ma voi intanto fate altro!) lo renderà perfetto. [Leggi tutto]
Scritto da Patrizia il 13 luglio 2011 alle 10:05 / 7 Commenti / Link permanente
Royal details.
Ebbene si, lo confesso! Io c’ ero a Buckingham Palace!
Ho attraversato il Grande Ingresso, son salita su per la Grande Scalinata che porta al piano nobile (e dove altro, se no?), ho ammirato con discrezione la Sala Verde, sono entrata con emozione e rispetto nella Sala del Trono; nella lunga, raffinata Galleria ho contemplato le opere di Rubens, di Vermeer, di Van Dyck… Sono rimasta senza fiato nella Sala da Ballo, incantata nella Sala della Musica: sono scesa leggiadra (?) nel grande giardino e sotto candide tende ho sorseggiato un profumato tea con deliziosi, piccoli cucumber sandwiches… una splendida giornata di sole, a Buckingham Palace!
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Scritto da Patrizia il 03 maggio 2011 alle 07:53 / 5 Commenti / Link permanente
Fresh mango chutney.
Le cose sono due. O ve ne andate al 181 di Piccadilly Street, Londra, e ve ne fate una bella scorta, o questo chutney dovete proprio farvelo da voi.
Lo scorso luglio, da incosciente, ne avevo comprato un solo vasetto ed a settembre era già finito.
Ho cercato, confrontato e pure sperimentato varie ricette, recuperate in internet, ma non riuscivo ad avvicinarmi all’originale del Colonnello Skinner, chiunque egli fosse, depositario, reale o meno, della ricetta di Fortnum.
Poi, analizzando la lista degli ingredienti dal vasetto, ormai vuoto, (ebbene si, conservo vasetti, spaghi e nastri, scatole ecc.. per la serie maniman, ricordate?)documentandomi su alcuni libri di cucina indiana e facendo un po’ di esperimenti, sono arrivata a questa ricetta. Che mi piace molto di più di quella industriale. Modestia a parte, ovviamente.
Scritto da Patrizia il 29 dicembre 2010 alle 12:11 / 2 Commenti / Link permanente
Profumi di Natale

Cannella, chiodo di garofano, biscotti fragranti che escono dal forno, zucchero e vaniglia che fondono in glasse lucide e golose, vino bollente e speziato, soffici pandoro, noci e mandorle croccanti.
Profumi di Natale che riempiono le nostre case di allegria. Come l’aroma speziato e dolcissimo che ha profumato la mia casa quando ho preparato questa conserva strepitosa. L’idea è di Sabrina, un’amica specialissima. Vi ho già detto quanto sono grata alla passione per la cucina, e poi al Forum della Cucina Italiana, e poi a tutti i corsi, gli incontri tra food blogger, allo scambio (quasi) giornaliero di saluti, commenti e visite tra blog e blog? Ho avuto modo di conoscere persone bellissime, interessanti, curiose e piacevoli, e tra queste di intrecciare amicizie preziose, di restare folgorata da persone speciali.
Sabrina è una di queste perle, conosciuta l’anno scorso, al Raduno del Forum, a Bordighera, mentre se ne entrava in albergo, affannata per un lungo viaggio, con un caminetto in valigia. Si, avete proprio capito bene. Un camino in valigia. Novella Mary Poppins? No, andate da lei e capirete.
Scritto da Patrizia il 03 dicembre 2010 alle 08:10 / 0 Commenti / Link permanente



















