La Melagranata

Marmellate

Confettura di ciliegie e menta fresca.

 

Buongiorno a tutti e scusate il ritardo. Più di un mese, dall’ultima ricetta: ma che modi sono questi!
Avete ragione, ma la colpa è sua. Del virus malefico che mi ha acchiappata e non mi ha mollata più. Un virus tenace, che non lo stronchi neppure con l’antibiotico. Neppure con tanti antibiotici. Per due mesi ho messo in tavola, per me, solo brodo di carote, patate e zenzero; nei giorni di maggior festa, un po’ di pollo: lesso ovviamente. Tanto limone, tanta acqua, mele.
E che pubblicavo su queste pagine? La ricetta dell‘infuso di zenzero? C’è già! Mi piace, eh, ma alla lunga….
Di buono c’è che sono dimagrita moltissimo: una dieta pre-spiaggia che non se ne trovano di migliori; sono rientrata in jeans di vent’anni fa (confesso, butto gli abiti con difficoltà!Per la serie, maniman servissero!).  Ora va meglio, grazie! Il pollo lo mangio anche ai ferri.
Già, ancora poco si cucina a casa Melagranata. La Fotografa è paziente, dieta pre-spiaggia un po’ anche lei. A volte viene premiata con qualche coccola, ma semplice! un involtino, una scaloppina, roba di tutti i giorni. Non c’era davvero nulla, nulla in queste lunghe settimane, che io potessi condividere con voi.

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Scritto da Patrizia il 27 maggio 2014 alle 08:16 / 7 Commenti / Link permanente

Una confettura di fichi e cacao.

 

Stiamo provando. Da qualche giorno tentiamo cautamente di invogliarla a tornare….”Tra poco inizia la stagione dei concerti...”, “Ma il cane dal veterinario quando lo porti?” “Hai fatto fare il controllo della caldaia, che ora è obbligatorio?” “Andiamo domenica alla mostra…”. “Ha aperto quel novo ristorante…”
Non c’è niente da fare. Non ci pensa nemmeno a tornare in città. E’ così tutti gli anni: al primo sole d’Aprile comincia a fare su e giù da qui alla casa in Riviera: cinque giorni qui e due là. A Maggio i tempi si rovesciano: torna qui un giorno alla settimana, ma chi la vede? Viene sono il lunedì, per il concerto, e il martedì mattina è di nuovo là: a bordo della sua macchinina blu, con cane nero e gigante al seguito, percorre l’autostrada veloce e sicura. La nonna volante.
Dalla fine di Maggio se ne perdono le tracce: o meglio, la si trova solo in riva al mare, dal mattino presto, dopo che è scesa dalla collina, a piedi ovviamente, cappello a larghe tese in testa e lunghi abiti di lino colorati, e poi al pomeriggio a giocare a carte sotto la fresca tettoia, con le amiche. La sera torna in collina, all’incanto affacciato sul mare, al giardino di rose che cura con amore, ai prati che rastrella impietosa, ai fuochi di erbe grame che brucia decisa.
E settembre è bello là, come parte di ottobre. Fino a che diveniamo così moleste, noi preoccupate che da sola possa non sentirsi bene, che insomma, mamma, ci vuole un’ora a raggiungerti, se hai bisogno… Lei ti guarda infastidita, ma che bisogno, ma andate, andate, io sto benissimo. Passa la bella mano sui capelli cortissimi, bianchi da abbagliare sulla pelle così scura da essere quasi esotica, poi la agita, come a scacciare un fastidio. Ho fatto un bagno bellissimo, stamattina, ci dice, mentre noi rabbrividiamo nei golfini già autunnali. E raccoglie i fichi, arrampicandosi su rami instabili, precaria e libera negli assurdi zoccoli.
Poi me ne mette tra le braccia una cesta colma Non ho mica tempo di fare marmellate, io… vado a cena fuori! e ride, abbracciando la nipote che le assomiglia tanto. Una carezza, e ci spinge subito un poco, tanto perché non sembri tutto l’amore che dà.
La marmellata la faccio io. Con i fichi dolcissimi e un pizzico di cacao amaro. Intrigante e forte, come lei.

Confettura di fichi e cacao.

 

1 kg di fichi, puliti e sbucciati
650 gr di zucchero (io di canna chiaro)
1 stecca di vaniglia
1 cucchiaio colmo di cacao amaro

Il primo giorno: Sbucciare i fichi, raccogliendo la polpa in una casseruola di rame non stagnato (o di acciaio dal fondo spesso). Unire lo zucchero, il baccello di vaniglia aperto a metà e il cacao. Mescolare bene e far cuocere lentamente, fino a che compariranno le prime bollicine. Schiumare, se necessario, radunare il composto in una ciotola, far raffreddare e lasciare in frigorifero per 12 ore.
Il secondo giorno: rimettere sul fuoco il composto, far cuocere qualche minuto, poi nuovamente lasciar riposare al fresco per un’altra notte.
Il terzo giorno: Riportare la confettura su fuoco dolce, far cuocere mescolando ogni tanto fino a consistenza desiderata. Ci vorranno 15 minuti circa. Eliminare il baccello di vaniglia.
Invasare a caldo, in vasetti puliti e sterilizzati, e chiudere immediatamente utilizzando tappi nuovi. Rovesciare i vasetti e lasciar raffreddare lentamente, meglio sotto una coperta, poi applicare le etichette e riporre al fresco.

Per come pulire e sterilizzare i vasetti, leggete QUI

Scritto da Patrizia il 17 settembre 2013 alle 08:32 / 5 Commenti / Link permanente

Di pomi dorati, nozze regali e tradimenti. La marmellata di mandarini .

 


Quando la bellissima bionda dalle forme opulente (giunoniche, oserei dire!) andò sposa al giovane spavaldo rubacuori (principe regnante, dopo aver sistemato padre, zii e vari altri prepotenti), gli portò in dono delle piantine dalle foglie lucide e verdi, colme di pomi dorati (ce l’avevano con i pomi, da quelle parti!) profumati e succosi.
Povera fanciulla! E’ ben vero che si era appena sposata il più bello e potente giovane principe, ma forse ancora non sapeva quante e quali tradimenti le avrebbe orchestrato! Una vita intera a combattere con amanti, ex-mogli e mogli morganatiche, con un marito che le sgusciava via in continuazione e le riempiva la casa di figli di altre, che usciva di notte e le tornava il mattino dopo irriconoscibile, che inventava trucchi e mascherate, con la complicità di tutta la corte!
Ma insomma, a quel tempo lei non lo sapeva ancora, o forse fingeva di non saperlo -come a volte le donne fanno, pensando di soffrire meno.
Così lo sposò e gli portò in dono gli alberelli dai frutti d’oro. E lui, geloso e possessivo (come tutti i traditori) li piantò, quegli alberelli, in un giardino segreto, bellissimo e profumato e chiamò ad occuparsene un gruppetto di giardiniere giovanissime e affascinanti (mica si smentiva, il fedifrago!!) . [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 25 luglio 2012 alle 10:24 / 2 Commenti / Link permanente

Rosso come ….confettura di fragole e rabarbaro.

 

Certo non è facile riprendere un tono leggero dopo un week end come quello appena passato. Il mio pensiero va a Brindisi e vola in Emilia; due tragedie diverse e terribili: perfidi disegni criminali, da un lato, una natura incontenibile e spietata, dall’altro. Nulla colmerà il dolore per la perdita di vite umane, una ragazzina, in Puglia, lavoratori e donne adulte, in Emilia: solo la speranza di una giustizia rapida e inflessibile e che la terra si calmi, e abbia pietà dell’uomo, potrà almeno in parte lenire la disperazione e la rabbia.

 

E’ di nuovo lunedì, e piove.
Abbiamo voglia di colore e di dolcezza.  Di parlare di frivolezze e sorridere.
Una fetta di ciambella leggera, una confettura che coccola e consola. Frivolezze. Lussi piccoli, che servono anche a farci sentire bene. Nonostante tutto.

Questa confettura è un delirio di bontà: l’ho preparata in quantità industriali, per rifornirne la Perla e il parentado vario!
Non è buona, è da urlo! Attenzione, dà assuefazione: non riuscirete a fermarvi ai primi cucchiaini!

Confettura di fragole e rabarbaro.

 

 

 

1 k di fragole
800 g di zucchero
succo i mezzo limone

1 k di rabarbaro
800 g di zucchero
succo di mezzo limone

Si procede in parallelo: due preparazioni in contemporanea.
Pulite bene le coste del rabarbaro, pelatele, togliendo i filamenti e riducetele a tocchetti. Radunatele in una pentola (di rame o di coccio) unite il succo di limone e lo zucchero. Ponete su fuoco basso, portate a calore, ma non a bollitura: deve appena muoversi il liquido che si formerà. Spegnete, fate raffreddare, coprite e tenete in frigo per 24 ore.
Pulite le fragole, unite il limone e lo zucchero. Procedete come per il rabarbaro: portate la preparazione a fremere appena su fuoco basso, poi spegnete, fate raffreddare e ponete in frigo 24 ore.
Scolate la frutta con una schiumarola, rimettete le due pentole sul fuoco, portate a bollore, lasciate ridurre un poco i due sciroppi, poi rimettete la frutta nei rispettivi sciroppi, lasciate raffreddare e riponete nuovamente in frigo per 12 ore.
A questo punto, scolate nuovamente la frutta, riunite gli sciroppi in un’unica pentola, fate ridurre il liquido, mantenendo in cottura per 10-15 minuti, poi unite allo sciroppo le due preparazioni di frutta. Mescolate bene e fate addensare la confettura, cuocendo ancora per pochi minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Invasare caldo, in vasetti ben puliti. Chiudere e sterilizzare.

 

Scritto da Patrizia il 21 maggio 2012 alle 08:04 / 10 Commenti / Link permanente