La Melagranata

Dolcetti e brioches

La brioche di Felder alle mandorle e cardamomo.

 

Risponde la segreteria telefonica di casa Melagranata. In questo momento non possiamo rispondere, ma se lascerete un messaggio, sarete richiamati non appena possibile“….beeep.
La famiglia Melagranata è stroncata da un virus malefico: ci trasciniamo dal letto al divano, travolte dalla nausea e dal mal di pancia. Sui fornelli non cuoce nulla di più di brodo vegetale e petto di pollo lesso. Non aspettatevi, quindi, nessuna novità su queste pagine. Ci diciamo che passerà. Portiamo pazienza e inghiottiamo semolino di riso. Portate pazienza anche voi, staremo meglio e si riproverà ad infornare qualcosa di buono.

Sono stata parecchio latitante, in questi giorni e mi dispiaceva non salutarvi almeno prima del week end.
Con i miei saluti affettuosi, una ricetta fatta “a tante mani” nel novembre scorso. E’ una ricetta che Teresa ha postato sul forum di Gennarino, invitandoci ad eseguirla in contemporanea. La brioche che ne è uscita è davvero buonissima, soffice e profumata (nell’originale con noci e cannella, io o preferito usare – quelle avevo in casa! – mandorle e cardamomo).
L’esecuzione non è facile e il risultato che io ne ho conseguito, anche se il prodotto finale era molto buono, non è certo perfetto. L’alveolatura è ancora lontana da quella che dovrebbe essere.
La ricetta e le fasi di esecuzione sono invece quelle giuste, ritarate sull’esperienza di Teresa. Provatela, sarete molto soddisfatti!
Strumento importantissimo, che io in quel momento non avevo in casa, il termometro digitale, per controllare la temperatura dell’impasto!

 

La brioche di Felder

 

250 gr di farina 0
30 gr di zucchero
2 cucchiai di latte
10 gr di lievito di birra fresco
150 gr di uova
165 gr di burro morbido
1 cucchiaino di sale
Un uovo ed altro burro per spennellare prima di infornare
mandorle tritate finissime e cardamomo in polvere.

 

Setacciando la farina e metterla nella ciotola dell’impastatrice insieme a 10 gr di lievito di birra fresco. Pesare 150 gr di uova, senza guscio e aggiungere (dopo averne messo da parte un cucchiaio ca.) i 30 gr di zucchero, mescolando bene in modo da farlo sciogliere.
Unire piano piano, a filo la metà delle uova alla farina, mescolando con un cucchiaio di legno . Quando questa prima parte dell’impasto si è amalgamata,  azionare  l’impastatrice a bassa velocità e  aggiungere il resto delle uova, sempre  un po’ per volta.
Quando l’impasto inzia a prendere corda, rovesciarlo  su un piano di lavoro e  sbatterlo con forza più volte  sul piano e poi serrare l’impasto, richiudendolo su se stesso, (tecnica dello slap and fold) alternando battute e serratura dell’impasto.
Rimettere quindi nella ciotola e aggiungere  il burro, dopo averlo ammorbidito tra le dita,  un po’ per volta e il sale. Unire le mandorle tritate fini e il cardamomo in polvere (la punta di un cucchiaino).
Azionare l’impastatrice con il gancio, fermandola ogni tanto per raccogliere con un leccapentola l’impasto attaccato sul fondo e sulle pareti, controllando ad intervalli regolari  con un termometro che la temperatura non superi i 24 gradi. (io non avevo il termometro e quindi andavo “a naso”, ma è davvero utilissimo!!) Quando questo accade, fermare la macchina  e riporre tutto in frigo per una decina di minuti.
Sistemare ora l’impasto in una ciotola abbastanza capiente, serrarlo bene, ripiegandone i bordi esterni verso il centro, (folding) e lasciarlo  lievitare (coprendo con pellicola traparente) per 90 minuti a temperatura ambiente (20 gradi ca.).
Passato questo tempo, altro giro di folding e riposo in frigo per 2 ore (sempre con pellicola).

Dividere ora l’impasto in  pezzi uguali, formarli -  ungendo sia mani che piano di lavoro con burro-  e sistemarli in uno stampo imburrato. Inciderli leggermente al centro con le lame di una forbice. (io li ho poi cosparsi con la rimanenza di mandorle e cardamomo)
Coprirli quindi con pellicola trasparente e farli lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Spennellare con uovo sbattuto e infornare, sulla parte bassa del forno e su pietra refrattaria a 180 gradi per una 30 di minuti.

 

Scritto da Patrizia il 04 aprile 2014 alle 08:32 / 0 Commenti / Link permanente

Sfogliette di mele al profumo di rosmarino. Facciamo finta che…

 

 

La bimba si guardava la punta delle pantofoline rosse, le gambe tese davanti a sé, seduta sul basso sgabello; cantava piano, una filastrocca di galli e pignatte, di tavole e re. Scuoteva i codini, stretti in due elastici verdi, ad ogni strofa e stringeva una bambola svestita, avvolgendola in panni e fettucce. Ogni tanto interrompeva il canto, alzava lo sguardo e cantilenava: Hai finito i compiti?
La sorellina, arrampicata sulla seggiola alta, intingeva il pennino nel calamaio e chinando il capo dai capelli cortissimi mormorava, quasi, quasi.
Asciugò infine il pennino, stringendolo tra le falde del nettapenne di pannolenci. Posò il foglio di carta assorbente sul quaderno. Chiuse il calamaio e con un salto piccino si chinò accanto alla sorella.
Eccomi, giochiamo?
Si, dai. gli occhi della piccola splendevano, di gioia e di attesa.
Allora facciamo finta che eravamo…
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Scritto da Patrizia il 24 febbraio 2014 alle 02:57 / 12 Commenti / Link permanente

I brownies.

 

Sono in ritardo, lo so. Vi avevo promesso una ricetta festaiola ogni lunedì..e invece lunedì ero stanca morta. La fotografa è partita per Praga alle 5 del mattino e la giornata è cominciata molto prima, tra chiudi valigia, mi son dimenticata di infilarci una cosa, riapri- aggiungi-richiudi valigia, pesa la valigia che poi non me la fanno passare, e i documenti, e porta giù la Tilly, e la Tilly fa pipì nel portone e risali a prendere stracci e riscendi a pulire, e riporta su Tilly e riscendi e parti, e non c’è più gasolio e arriva all’appuntamento per un pelo, e saluti e… insomma il post è qui, ora.
Son biscottini, dolcetti morbidi e piccini. Si preparano in mezz’ora e si spazzolano in due minuti. Sono fantastici per accompagnare il caffè, il tè del pomeriggio, perché son piccini, appunto: non spaventano, ma coccolano.
La ricetta è una garanzia: ormai la faccio senza quasi pesare gli ingredienti!

I brownies

150 g burro
250 g zucchero
75 g cacao amaro (in polvere)
1/4 cucchiaino sale
1/2 cucchiaino essenza di vaniglia (io uso mezza baccello di vaniglia, se non trovo l’essenza naturale)
2 uova, fredde
60 g farina
50 g noci tritate (facoltativo)

Scaldate il forno a 180 gradi.
Foderate di carta da forno una teglia quadrata di circa 20 cm.
Fondete a bagnomaria il burro, zucchero cacao, e sale, mescolando tanto in tanto finche’ il composto e liscio e caldo. Togliete dal fuoco il pentolino e lasciate  raffreddare un leggermente.
Unite l’essenza di vaniglia (oppure aggiungo al composto di burro, zucchero e cacao ancora a bagnomaria, il mezzo baccello, dopo averlo aperto ed averne raccolto la polpa, che mescolerò bene al tutto. Poi eliminerò il baccello) e mescolate con un cucchiaio di legno. Incorporate le uova, una per volta, e mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto e’ denso e omogeneo, aggiungete la farina e sbattete con forza per un paio di minuti.
Se le usate, aggiungete le noci a questo punto.
Versate ora il composto nella teglia e infornate per 20-25 minuti a 180 gradi.
Cuocete finche’ un stecchino infilzato nel dolce ne esce ancora con qualche briciola attaccata.
Tagliate in 16-25 quadratini.
Io poi spolvero appena di zucchero a velo.

 

 

 

Scritto da Patrizia il 11 dicembre 2013 alle 10:45 / 2 Commenti / Link permanente

Pane fritto (o pain perdu di casa mia). E le amiche.

 

 

Che poi uno dice le amiche. Anche da distante. Sentono le stesse cose, gli affetti. Quasi gemelle. Amiche d’infanzia? No di blog. E oltre. Di madre, intesa come pasta, e sorellanza varia.
Che lei pensa una ricetta e io la faccio. Poi la fa lei, ma non riesce a postarla. La posto io, la mia, poi lei, la sua. Con un’altra. Sua. Ma uguale a un’altra mia. E non ci siam parlate, né scambiate consigli. Va così.
Prima i miei Canneri, e i suoi Paccòli, poi. Quindi il suo pane, che finge d’essere quello che non è,  e oggi il mio, poi, che è stato colazione della domenica.
Due ricette pensate, cucinate, fotografate e postate. Senza dirselo. E ridere, a distanza di chilometri: ma va! La pasta l’hai cotta, io sì e poi fritta. Anche io, messo ricotta. E il pane? Merenda di bambina, anche per me.
Questo è il mio, pane fritto. Così lo chiamava mia Zia Renata, offrendomi una golosità che a casa mia era proibita. Il fritto? Ammala. Anche no!
Dolce il mio, da accompagnare con zucchero a velo, o semolato, che gratta un po’ l’appetito e scricchiola festoso sotto i denti.Qui il suo. Salato. Una festa.

Pane fritto

 

 

 

 

colazione per 2

2 fette di pane di Matera
latte, qb
uovo, 1
sale, qb
burro, 40 g
olio evo, un filo
zucchero a velo, o semolato, q.b.

per accompagnare: frutta fresca, confetture, sciroppo d’acero, frutti di bosco, ecc.

Versare un bicchiere circa di latte in un piatto largo. Bagnarvi le fette di pane, delicatamente e non troppo a lungo, in modo che non si inzuppino eccessivamente. Passare le fette nell’uovo, battuto leggermente e disposto in un altro piatto largo.
In un’ampia padella sciogliere il burro con un filo d’olio evo e farlo spumeggiare.
Friggere le fette di pane, lasciandole dorare da ambo i lati. Sgocciolarle asciugarle con carta assorbente, spolverizzarle di zucchero (a velo o semolato)
Servire con frutta, confetture  o sciroppi.

Questa ricetta partecipa al concorso #Mangiare Matera, organizzato da Teresa, di Scatti Golosi e da Mangiare Matera

Scritto da Patrizia il 26 novembre 2013 alle 11:17 / 3 Commenti / Link permanente