La Melagranata

Torte

Easy chocolate fruit cake

 

 

Per prima cosa, chiedo perdono per la foto. Ha tutti, tutti i difetti possibili: è stata scattata con un cellulare, durante una cena di cinquanta persone, mentre io andavo avanti e indietro dalla cucina. Le luci sono pessime e la post produzione mi impedisce poi di salvare la foto sul computer: che sia un virus, un danno o cosa, non so, ma le foto, negli ultimi tempi, sono brutte brutte, sgranate, infelici. Questa poi è terribile. Ma la torta è fantastica, ve lo assicuro!
Dopo tre post dedicati ai primi piatti avevo davvero voglia di offrirvi  una fetta di dolce.
Questp, come dicevo, è divino! Una torta buona, morbida, umida e profumatissima. Di una facilità imbarazzante, come quasi tutte le ricette della cuoca express.
Io l’ho decorata con dragées di cioccolato fondente al caffè, fogliette d’oro alimentare e palline di zucchero dorate, ma se volete, potete usare chicchi di caffè, zuccherini, pastiglie di cioccolato, confettini colorati, ecc. Anche la stessa frutta secca contenuta nella torta può essere elemento decorativo. [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 20 gennaio 2014 alle 09:00 / 0 Commenti / Link permanente

Santa Lucia e il ciambellone della mia Nonna.

 

 

Le feste di Natale, in Scandinavia, sono davvero il sogno di ogni bambino: luci scintillanti, musica, profumi di zenzero e cannella, dolci e sorrisi. Le feste di Natale, in casa mia, erano la Nonna Lucia. Di lei vi ho già raccontato molte volte, qui qui e qui , per esempio. Di lei sapete che era svedese, che si chiamava Lucia e avete capito che l’amavo immensamente.
Le Feste di Natale, con lei erano innanzi tutto luce

Erano le candele, sette, nel candelabro azzurro. Erano le ghirlande e le canzoni che ci cantava. Erano i profumi di spezie che uscivano dalla sua chiara cucina e che si diffondevano ovunque. Erano i suoi racconti dell’infanzia: le canzoni e le tradizioni, l’immenso albero illuminato, nel salone della grande casa del nonno Carl Gustav, il pranzo con la Famiglia, le corse in slitta con i fratelli, la lunga veste bianca e la corona di foglie di mirtilli rossi, che reggono le sette candele accese, sul suo capo di bimba, lei Lucia, interprete ideale, unica bimba, che offre un piccolo dolce a tutti i membri della famiglia.

 

Vi aspetterete, senz’altro, una ricetta tipica, le Lussekatter, magari.
Ecco invece un dolce di casa, semplice, da nonna. Il ciambellone, il cui profumo, per me, è la Nonna Lucia. Le mie colazioni di Santa Lucia erano il suo ciambellone profumato. Eccolo qui.

Il ciambellone della Nonna Lucia

100 g di burro
200 g di zucchero
3 uova
la buccia di un limone
500 g di farina
6 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
8 cucchiai di latte
uvetta e mandorle a piacere.
un cucchiaio di Marsala
un uovo per spennellare

Ammollate l’uvetta nel Marsala diluito con poca acqua.
Battete il burro con lo zucchero, fino a farne una massa bianca e soffice, unite i tuorli delle uova, uno per volta, senza aggiungere il successivo, fino a che il primo sia ben amalgamato.
Unire la buccia di limone grattugiata, poi la farina setacciata con il lievito e poi il sale. Aggiungere ora il latte, un po’ per volta e infine gli albumi battuti a neve. Delicatamente unire ancora l’uvetta ammollata e strizzata.
Disporre l’impasto in uno stampo a ciambella (28 cm) imburrato e infarinato. Con una lama sottilissima, praticare un taglio leggero, lungo tutta la superficie dell’impasto. Spennellare con un uovo battuto, disporre qualche mandorla e un poco di zucchero.
Infornare a 180° per circa 40 minuti.

 

Note: Una volta i cucchiai erano molto più profondi e capienti. Regolatevi di conseguenza nell’aggiungere il latte, potrebbe esserne necessaria una dose maggiore.

Scritto da Patrizia il 13 dicembre 2013 alle 11:49 / 8 Commenti / Link permanente

Una tatin golosa, su Scuola di Cucina.

 

 

 

Scusate l’autocelebrazione, ma…questa tatin è davvero buonissima, ci vogliono dieci minuti per prepararla, venti  o poco più per cuocerla.
Sono davvero contenta, perché questo dolce inaugura la mia collaborazione con Scuola di Cucina.
Troverete la ricetta nel numero di luglio, ora in edicola.
Poi a settembre…. stay tuned!

Scritto da Patrizia il 17 luglio 2013 alle 03:33 / 3 Commenti / Link permanente

Un cake di albicocche e vaniglia.

 

Spiaggia, sole, vociare di bimbi. Strida acute di gabbiani. Rumori d’estate. Onde che si frangono, sabbia e sassolini tra le dita. Sale sulla pelle che scotta, sul cesto di paglia colorato, sui sandali di cuoio, sul telo a righe corallo.
Sale sulle ciglia, sui capelli, sulla tela dura della sdraio. Sale. Sole.
Tra i ciuffi di ginestra e ligustro, arsi dal sole, piccoli pruni e nespoli selvatici, intensi profumi di lentischi, fiori di cisto, intrecci di finocchio marino, l’euforbia si aggrappa ai muri a secco, su per la china verso il castello dantesco. L’ombra chiara degli ulivi fa lieve il salire.
La casa è fresca e silenziosa. Laggiù un luccicare di mare, qui il frinire cullante delle cicale, lo stormire delle foglie, il respiro lento e fedele del cane, disteso all’ombra della rosa canina.
Tè freddo, ad appannare il bicchiere. Una fettina di dolce soffice e zuccherino, leggero e morbido.

 

Cake di albicocche e vaniglia

 

220 g di zucchero
3 uova
180 g di farina
70 g di fecola
100 g di olio evo di taggiasca (o olio di semi bio, di riso o altro leggero)
uno yogurt, meglio biologico
un baccello di vaniglia
un cucchiaio di zucchero di canna
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci
6-8 albicocche
burro per ungere (eventuale)

 

Montate lo zucchero e le uova, a mano o con il robot, fino a che saranno soffici e gonfie.
Unite la polpa del baccello di vaniglia e lo yogurt e continuate a montare. Unite ora la farina, poca per volta e la fecola, mescolata con il lievito. Unite l’olio e il sale, sempre continuando a montare.
Versare il composto in uno stampo da plum cake, imburrato o rifasciato di carta forno.
Disporre sul dolce le albicocche affettate e cospargere con zucchero di canna.
Infornare a 180° per circa 40-45 minuti (verificare con il solito stecchino)
Lasciare intiepidire bene prima di togliere dallo stampo. Splverizzare di zucchero a velo.

Scritto da Patrizia il 15 luglio 2013 alle 10:27 / 2 Commenti / Link permanente