La Melagranata

Contorni

Un filo d’olio e un ricordo goloso.

 

Quel che per Proust furono le madeleines… per me è stato un libro.
Per le sempre deliziose edizioni Sellerio, Simonetta Agnello Hornby ha pubblicato un piccolo gradevolissimo libro di memorie della sua famiglia.  Tra le pagine di ricordi di un’infazia felice e privilegiata in uno splendido baglio nella campagna agrigentina si liberano i profumi e i sapori di una cucina tradizionale e gustosa, basata sulla produzione locale di verdure e formaggi, di conserve e sciroppi, di dolci, spezie e caffè. Simonetta bambina mescola e trita, affetta e rotola polpette… ed il flash è stato immediato, potente, travolgente di intensi penetranti profumi.
Le mie mani piccine che affondano nell’impasto “prima bagnale bene con l’acqua fredda” e rotolano tra i palmi una polpetta profumata di menta “devono essere tutte uguali” poi schiacciano appena la pallina rotonda, che si appiattisca un poco “ non troppo, attenta, deve essere ancora un po’ cicciotta” poi il tuffo gioioso nella nuvola di farina bianca e poi il riposo, sulla grande guantiera. La fresca ampia cucina della nonna mi accoglie nuovamente, dopo anni, e il profumo intenso dell’olio che frigge e l’aroma voluttuoso della menta si sprigionano dai miei ricordi.
La nonna Lucia mi preparava queste polpette di melanzane in estate, quando il rifugio della sua grande cucina era un’oasi di frescura e i racconti della sua vita in Sicilia una favola continua.  
Non le avevo mai cucinate, chissà perché, fino a ieri sera.  La ricetta trascritta nel libro di Simonetta Agnello Hornby è identica a quella di nonna e nel giardino grande, affacciato sul mare di Liguria,  profumato dei gelsomini di Sicilia della mia mamma, dove la tavola accoglieva per la cena i miei cari, il mio presente e il mio futuro,  il sapore arabo delle polpette di melanzane mi ha riportato vicino la nonna, la mia infanzia, il sole caldo di un’estate lontana.

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Scritto da Patrizia il 25 luglio 2011 alle 12:06 / 13 Commenti / Link permanente

Questa volta una ricetta vera! La parmigiana di verdure.

 

 

E va bene! Ho barato, l’altro giorno! Ma solo un tantino! L’ultima ricetta…non era proprio una ricetta, ma un modo goloso di bere una buona (ottima) birra e di gustare un gelato! E il contrasto dolce amaro è davvero interessante.
Il fatto è che avevo poca voglia di cucinare, in questi giorni.
Oggi però è tornata. L’ho ripescata nelle tasche di un grembiule a righe azzurre, l’ho posata sull’ardesia del davanzale, tra geranei e basilico.
Sarà stato il tempo inaffidabile, certi urli del vento, le raffiche di pioggia fredda. Il forno, oggi, si accende volentieri: il sole illumina un panorama lavato e limpido, ma l’aria è ancora pizzichina e un tepore garbato fa piacere.
Le contadine, nella piazza del paese, vendono le verdure appena colte nei loro orti: melanzane, fagiolini, zucchine e trombette, pomodori profumati e dolcissimi, fasci di basilico e maggiorana.
Un cestino si riempe in fretta; poco lavoro, per questa ricetta. Solo affettare e grigliare le verdure, poi il forno fa da sé. Noi possamo imprigrirci beatamente, leggendo il nuovo libro al tepore di un sole ritrovato.
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Scritto da Patrizia il 20 luglio 2011 alle 08:43 / 3 Commenti / Link permanente

Gratin dauphinois aux cèpes.

gratin_1

 

La ricetta è antica. E ottima. Io ho solo aggiunto qualche fungo, porcino o champignon poco importa. O meglio. Con i porcini è più buono, ma van bene anche pioppini, prataioli, ovuli, e champignon se non avete altro sotto mano…..

Senza funghi, me li faceva la mia nonna, che li chiamava Patate alla savoiarda.

Non dimenticate la noce moscata. Senza è un sacrilegio!

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Scritto da Patrizia il 13 settembre 2010 alle 08:35 / 0 Commenti / Link permanente