La Melagranata

Insalate

U (mae) cundigiun. Il (mio) condiglione.

 

 

Eh, lo so.
Se posto la ricetta di un dolce, o di un gelato, di una torta, ho quattro/cinquecento contatti immediati. Se scelgo un salato, le visite crollano.
Siamo tendenzialmente golosi: abbiamo voglia di coccole, di tenerezza, di compensazione alla fatica e allo stress.
Oggi però voglio farvi conoscere un piatto tradizionale ligure, che era la passione del mio papà e che le mie figlie adorarno.
Ho scritto il (mio) cundigiun perché, come sempre accade per tutte le ricette della tradizione, gli ingredienti, le dosi e i tempi possono variare, seguendo una tradizione più intima, quella della famiglia. E se la vostra ricetta è un po’ diversa, va bene così, perché sicuramente proviene dalle pieghe della storia, come questa, che è la ricetta della mia bisnonna, quella Minga (Domenica) di cui vi ho già parlato qui. Nata in Riviera nel 1887 (la nonna, non la ricetta!),  preparava questo piatto al mio papà così come sua madre lo preparava a lei e ai fratelli. Non in monoporzione, ma in ampi catini di terracotta, dall’interno vetrificato color acqua di mare.
E con l’acqua di mare si bagnavano le gallette del marinaio (la cui ricetta potete trovare qui), sulle barche da pesca. Si condiva la poca verdura in un catino, con olio buono di oliva taggiasca, un poco di aceto e poco sale, che c’erano già le acciughe e il musciamme, le olive e i capperi a dare sapidità. Si tagliava insieme una patata, bollita in casa il giorno prima, qualche verdura dell’orto e si mescolava con pomodori maturi, qualche foglia di insalata, due foglie di basilico.
La cucina dei pescatori liguri vuol tanta verdura e poco pesce: il pesce andava venduto, la verdura, quella del proprio orto, costava poco. Solo la fatica di zappare e sarchiare, spesso sostenuta dalle donne, mentre gli uomini erano in mare.

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Scritto da Patrizia il 04 agosto 2014 alle 03:10 / 4 Commenti / Link permanente

Chicken salade thai style, con maionese senza uova, very light.

 

Praticamente un’insalata di pollo! Ma non fermatevi alle apparenze…
E’ ritornato il sole e quindi il caldo, le giornate luminose e serene che uno ha voglia di trascorrere pigramente, come fosse ancora vacanza. E comunque si ha pochissima voglia di piatti elaborati e complicati: succede anche a voi?
Questa è un’insalata di pollo, dicevamo, ma…con qualche trucco per renderla più leggera, saporita e piacevole. Diciamocelo in confidenza, il pollo lesso è triste e spento…questo invece è delizioso! Complice questa maionese, che non vede un uovo neppure da lontano, ma è vegetale, deliziosa e leggerissima
Quindi provatelo: fresco, saporito e …goloso, pur restando light!

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Scritto da Patrizia il 10 settembre 2012 alle 06:55 / 6 Commenti / Link permanente

Pensieri alla rinfusa. E un’insalata di pollo.

 

(foto Alinari)

 

Intendiamoci subito. Non ho nessuna intenzione di sostenere vecchi adagi del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” , non ci penso neppure!
Solo un paio di pensieri, che nascono di fronte ad un (bel)programma di documentari, Correva l’anno, che vedo, tutte le volte che posso.
Ieri sera si parlava di sport, di divertimenti (balli nelle balere, gite fuori porta, dopolavoro, piazze…), di vita del 1930: periodo di crisi economica, di povertà (vera), di fatiche e industriosità, di dittatura, di svaghi a poco prezzo, di cappotti rivoltati, di cibo semplice e casalingo, di economie in cucina come altrove.
Stavo cucendo un bordo colorato su un lenzuolo bianco, per ravvivarlo e riutilizzarlo, e riflettevo su come la crisi di oggi abbia cambiato le nostre abitudini e le nostre scelte, abbia ridimensionato i nostri bisogni, ci abbia fatto ripensare al nostro stile di vita.
Non voglio fare discorsi patetici o superficiali, ripeto, non ho nostalgie per un passato che (per fortuna) non ho vissuto, né tanto meno per un regime aborrito, che ho sempre condannato senza appello. E senza ma.
Penso solo che molto di quello a cui oggi rinuncio, non era necessario (e so invece, ahimè, che a molti è chiesto oggi di rinunciare anche al necessario!) e penso che la nostra società si è inventata per decenni bisogni e stili di vita che ci ha appiccicato addosso e che oggi, forse, riusciamo a scrollarci via.
Penso che lo spreco, l’eccesso, l’enormità della sproporzione tra chi butta e chi non ha,  la bulimia di chi tutto consuma e fagocita ha un limite e che forse l’abbiamo raggiunto.
No, i miei pensieri non sono organizzati in limpida weltanschauung , sono così, un abbozzo confuso di percezioni, che vi lascio qui, oggi, come un cestino di albicocche, aspre e dolci, nutrienti.
Mi piacerebbe sapere da voi come questo periodo abbia influito sulle vostre scelte, in cucina e in casa in generale; se avete anche voi percepito l’ansia, ma anche la novità di un cambiamento, come avete pensato di gestirlo, nelle piccole cose di ogni giorno. Avete consigli, suggerimenti, riflessioni?

 

Una non ricetta, oggi: il riciclo per eccellenza. L’abbiamo davvero mangiata in tutte le salse l’insalata di pollo! E questa di oggi ne è solo una fresca variante, adatta ai primi caldi, buona da mettere nel contenitore per il Pranzo fuori, da portare ad un picnic, in spiaggia, al lavoro. Ognuno ci schiaffa quel che vuole (povero pollo!!): qui troverete zenzero, albicocche fresche, anacardi (avevo finito le mandorle!!) e limone. Niente di più! Ma è buono!

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Scritto da Patrizia il 06 giugno 2012 alle 10:08 / 8 Commenti / Link permanente

Una giornata a … e un’insalatina light.

 

E’ vero l’ho fatto. Però ho cercato di andare scortata: ho chiesto aiuto, ho sperato fino all’ultimo di avere un accompagnatore che mi proteggesse, mi difendesse. Lo sapevo, lo sapevo che sarebbe finita così! Non dovevo andare sola. Eppure l’ho fatto!
Dovevo assolutamente prendere delle misure, fare un preventivo per risistemare un bagnetto di servizio. Speravo di farcela: mi son detta “vado, prendo due misure, due prezzi..non guardo niente, non prendo nulla, non mi faccio tentare! E che diamine! Non son mica una bambina!
Peggio! Molto peggio! I bambini mica girano soli! E non hanno la carta di credito! E non vanno all’ Ikea a far spese, accidempolina!
Fin che si è trattato del piano superiore, mi son controllata, anzi ostentavo un’indifferenza adulta e responsabile: uno sguardo algido, sereno, imperturbabile, tutto (o quasi) concentrato alla bisogna.
“oh, che organizzazione, eh si, scaffali, sanitari, tutto ben sistemato, ci starà tutto nel mio bagnetto – però guarda che bel vaso color…no,no, non mi serve - ah ecco, questo sistema di lavabo e specchio, interessante - belli questi piatti color pastello! No, caspita! Non mi servono! - ah ecco,  la doccia posizionata così, ci potrebbe stare - uh, il copriletto a fiori! Sembra quello che avevo da bambina… eh, no! Non mi serve…pero’… e questo servizio all’americana…e i tovagliolini… oh i bicchieri! si, si , mi servono, mi servono!”
Niente da fare! Carrello pieno zeppo! Mi è spuntata fuori una voglia di fiori che non vi dico: fiori sulle tovagliette, sui grembiuli da cucina, su tovaglioli e federe, su cache pot e innaffiatoi… fiori fiori…son tornata a casa con l’auto piena zeppa di cose fiorite, ho scaricato tonnellate di fiori, ho riposto chilometri di stoffe fiorate.
Ora apparecchiamo su tovaglie fiorite,  beviamo in bicchieri mauve, pranziamo su piatti bianchi e rosa, dormiamo tra petunie e peonie,  ci asciughiamo le mani con mughetti e violette…
E li mangiamo pure, i fiori!
Mi verrà un’allergia?

Insalatina nel pane, con dressing al pompelmo rosa e geranio.
(da A Tavola)

1 pagnotta rotonda – 300 g  insalatina di campo mista – 200 g  formaggio fresco di capra –8 fette  pancetta affumicata – 2 cucchiai semi di sesamo – olio evo – fiori eduli
Asportate la calotta superiore della pagnotta e svuotatela della mollica: tagliate quest’ultima a dadini e tostateli in una padellina antiaderente. Tenete da parte.
Nella stessa padella, tostate i semi di sesamo per 1’ e spargeteli a raffreddare su un tagliere.
Sempre nella stessa padella, senza condimenti, rosolate le fette di pancetta su entrambi i lati, finché  saranno croccanti.
Con le mani inumidite, formate delle palline con il formaggio di capra, quindi passatele nei semi di sesamo.
Lavate e asciugate l’insalatina, distribuitela nella pagnotta, con qualche cubetto di pane e le palline di formaggio.
Completate con le fettine di pancetta
Condite con la salsina al pompelmo

Salsina al pompelmo:
4 cucchiai di olio evo – 2 cucchiai di succo di pompelmo rosa –succo di ½ limone – 1 cucchiaio di aceto di vino rosso – petali di geranio (o altri fiori eduli) – sale, pepe

Unite gli ingredienti in un barattolo. Chiudete e agitate bene.

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Io ho usato i petali del geranio più antico del mio terrazzo: più bio di così! I petali del geranio sono saporiti e molto coreografici, nelle preparazioni. Ma potete usare i fiori che più vi piacciono, ovviamente se edibili, quindi NON quelli comprati normalmente dal fiorista: primule, pratoline, violette, rose…molti supermercati o verdurieri dispongono di fiori eduli. Se non li trovate, utilizzate quelli dei vostri terrazzi, balconi, davanzali, o raccoglieteli in campagna!

Questa insalata, la cui ricetta ho liberamente tratto da un “A Tavola” di qualche anno fa,  è molto decorativa: servita in piccoli panini individuali è un antipasto coreografico; portata al lavoro o a scuola, ben chiusa nella pagnotta, con il dressing a parte, è un ottimo pranzo completo!

questa ricetta partecipa al contest di Silvia

Scritto da Patrizia il 25 maggio 2012 alle 08:51 / 9 Commenti / Link permanente