Torte salate
Che ci metto nel lunch box?
Tempo di Primavera. La fotografa è stufa di pranzare alla mensa del Liceo: nell’intervallo di pranzo, con gli amici, si fa un pic nic sull’erba dei giardini.
Così, due volte a settimana mi parte lo sgomento: che ci metto nel cestino del pranzo? Chiamatelo Bento (che fa tanto food blogger che-da-quando-che-sono-stata-in-Giappone) o lunch box (che fa tanto food blogger che io-a- NewYork-son-di-casa) o pranzo al sacco (che fa tanto anni 70… ho un’età e si sente, oltre che si vede!) insomma, chiamatelo un po’ come volete, ma… che ci mettete voi? E un giorno l’insalata di riso…un altro la torta salata…e poi? Cosa portiamo in ufficio, a scuola, insomma al lavoro?
Quasi quasi ci faccio un contest…che ne dite? Si, lo so, in giro per i vari blog, ben più noti e visitati del mio, ce ne sono in quantità impressionante… giochi, giochini, raccolte, gare culinarie… a me, veramente, interesserebbe raccogliere tutte le vostre ricette e farne un bel pdf da poter poi utilizzare per organizzare picnic o preparare pranzi take away.
Cosa ne pensate, lo facciamo?
Ora cerco due giudici imparziali e simpatici, trovo tre premi come si deve e ci mettiamo al lavoro, ok?
Intanto eccovi una pietanza da cestino, semplice e buona, primaverile e gustosa. Si prepara in un battibaleno, se, come me, avete sempre un po’ di sfoglia o brisé pronta in congelatore (o se utilizzate la sfoglia pronta, ma non lo diciamo a nessuno!
)
Dentro, qualche zucchina e pisellini (sono primizie, è vero, si! mea culpa. Sono le prime che compro quest’anno, da un contadino che ha una piccola serra familiare sopra Noli, almeno sono a Km 0!).
Allora, voi cominciate a pensare a che ricetta postare, io faccio il resto!
N.B. Visto che pare vi sia piaciuta l’idea, mi prendo qualche giorno per stendere il REGOLAMENTO: perciò non inviate ancora nulla!
Prestissimo pubblicherò le regole: data di inizio, scadenza, eccetera…. restate sintonizzati!!
Torta salata di zucchine e pisellini.
Ingredienti per 4 tortini monoporzione
250g di pasta sfoglia (io uso la ricetta di E. Knam, ma va bene anche una sfoglia pronta)
3 zucchine piccole, con il fiore
200g di pisellini sgranati
2 uova
una tazza di bechamelle
foglioline di maggiorana
olio evo
aglio, uno spicchio
cipollotto, 1
uovo o latte per spennellare
In una pentola con abbondante acqua salata sbollentare i pisellini per un paio di minuti.
Pulite le zucchine e tagliatele a piccoli dadi. Mettete sul fuoco una grande padella con l’olio, lo spicchio d’aglio intero e il cipollotto tritato. Appena il tutto sarà rosolato dolcememente, unite gli zucchini e fate saltare due minuti, aggiungete i pisellini sbollentati, fate saltare ancora 5 minuti e levare dal fuoco, unire le foglioline di maggiorana e salare.
In una ciotola, battere le uova, il parmigiano e un pizzico di sale, unire la bechamelle e amalgamarla bene, poi aggiungere le verdure intiepidite.
Srotolate la pasta sfoglia pronta, o stendete la vostra a non più di 1/2 cm di spessore. Ritagliatene 4 forme, con un coppapasta leggermente più grande dei vostri stampi per torta salata monoporzione (circa 10 cm), ed altre 4 della stessa misura degli stampi(formeranno i coperchi delle tortine). Rifasciate gli stampini con le 4 forme più grandi e bucherellate il fondo.
Riempire gli stampini con il composto, chiudere con i cerchietti di sfoglia più piccoli e rimboccare i bordi, formando un cordoncino tutto intorno, pizzicandolo per sigillare bene. Spennellare la superficie con uovo battuto o con latte per dorare.
Infornare a 180° per circa 20-25 minuti.

L’ho accompagnato con un’insalata fresca, composta da lattughino, pinoli tostati, e spicchi d’arancia, condita con olio e limone. Ne volete una fettina?
Scritto da Patrizia il 22 marzo 2012 alle 11:32 / 5 Commenti / Link permanente
Avanzi.
Secondo me non ne potete più di sentirmi straparlare di Parigi. E poi era giusto l’ora che tornassi un po’ in cucina. Anche se, dopo il tour de force di dicembre, tra catering, non-matrimonio e cenone-pranzo natalizio ecc. vi assicuro che non è che muoio dalla voglia di spignattare!
Detesto buttare il cibo e cerco sempre il modo di riutilizzarlo: cambiandone l’aspetto, se posso, per non riproporre in tavola porzioni un po’ languorose o rinsecchite. Con gli avanzi del lesso, sia carne, che pollame, la fantasia si arena spesso: al di là di polpette o polpettoni è difficile andare. La quiche è spesso l’ultima spiaggia, ma ci manca solo una bella quantità di panna o bechamelle per ridurmi davvero come un pallone-sonda. Un’insalata? Troppo freddo: in inverno fa tristezza!
Così, per far fuori gli avanzi di una gallina ruspante, che era servita per un brodo fantastico, ho pensato di chiudere in una gabbia di pasta brisée una specie di insalata di riso, con l’aggiunta di mele e cipolle, che, Knam docet! , sono una sicurezza. Il riso nero rende un po’ più intrigante la pie.
P.S.Avrei ancora qualche ragguaglio parigino da spifferrarvi, tipo indirizzi di negozi, e una montagna di libri nuovi da raccontarvi: mi sa che prossimamente vi stresserò ancora! Au revoire!
Torta di pollo, mele e riso nero.
½ pollo (lesso, arrosto, ecc)
150g di riso Venere
1 cipollotto
1 mela
erbe aromatiche a piacere
olio evo
sale e pepe
400 g di pasta brisèe
poco latte per spennellare
Stendete i 2/3 della pasta brisée ad uno spessore di ½ cm e foderatene uno stampo a cerniera da 20 cm, rifasciato di carta forno. Stendete il resto della pasta allo stesso spessore e formate un cerchio, che servirà a chiudere la torta, a guisa di coperchio. Al centro, con un piccolo tagliapasta, create un foro di un cm di diametro, circa.
Spolpate il pollo e riducetene la carne a pezzettini.
Scaldate l’olio in un largo tegame, unite il cipollotto affettato e la mela sbucciata e passata su una grattugia dai fori grandi. Fate rosolare pochi minuti, poi unite il pollo, mescolate bene e togliete dal fuoco. Salate, pepate
Unite il riso Venere, dopo averlo scolato molto al dente.
Aggiungete erbe aromatiche a piacere : io preferisco il timo, ma si possono usare anche maggiorana, origano fresco o spezie.
Riempite con questo composto la teglia foderata di pasta brisée
Chiudete con il coperchio di pasta, sigillate bene i bordi, infilate un piccolo cono di carta forno nel foro, per costruire un “camino” Con i ritagli di pasta, decorate la superficie della torta. Spennellate con latte e infornate a 190° per 40 minuti ca.
Accompagnate la torta con una fresca insalata di lattughino, finocchi, spicchi d’arancia pelati a vivo.
Scritto da Patrizia il 16 gennaio 2012 alle 08:11 / 7 Commenti / Link permanente
Milonga sentimental: lavori in corso.
La casa è carina, luminosa, uno scorcio di mare, dalle finestre, alberi e giardini di fronte. Un’oasi candida e serena.
Potrebbe essere. Sarà. Perché per ora è sommersa da una nuvola di polvere di legno e coperta da teli cerati, ingombra di scatole di cartone, mobili semimontati, tubi non più o non ancora utilizzati. Avrebbe dovuto esser pronta per i primi del mese. Non si sa ancora se si riuscirà ad entrare per Natale, che poi sarebbe tra tre giorni! A vederla oggi, non si direbbe. Ma la sfida è aperta.
Gli operai sono gentili, ma non accelerano il loro lavoro neppure con le suppliche. Mi guardano placidi, annuiscono, poi ritornano a fare quello che facevano, al ritmo lento di una milonga.
La casa si ribella alle costrizioni, ma in modo gentile, lieve, musicale: i muri si incurvano appena, rendendo impossibile l’inserimento di mobili pensati per le piccole, funzionali abitazioni nordiche: spigoli netti, linee rette. I piani d’appoggio devono essere adattati ad un pavimento che pare scivolare, inclinarsi, rifuggire all’ordine.
La Perla si infuria, con gli uomini pasticcioni che vogliono domare la sua casa a spinta, senza corteggiarla, blandirla, accompagnarla, e con un architetto che complica, invece che risolvere.
Io corro di qua e di là, al ritmo di un honky tonk delle vecchie comiche, dal negozio di idraulica all’ Ik…, dal ferramenta, poi di nuovo all’ Ik..: mancano i piedini della colonna frigo, il lavello in cucina è stato montato male, la cappa scelta non sta nell’alloggiamento previsto, il falegname rifiuta di montare gli zoccoli dei mobili della sala da pranzo. Perché? Non si sa. Lui si rifiuta. Parla di sè in terza persona e M. non monta gli zoccoli!, tuona indignato, il che mi ricorda molto la pubblicità della signora che non puliva i bagni, e ci sarebbe da ridere, se non mi venissero incontrollabili impulsi omicidi.
Ma sabato la Perla sarà a casa sua, lo giuro! Portatemi arance e buoni libri, eventualmente dovessi trascorrere io il Natale…al fresco!
Mini quiches trevigiana e noci.
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
1 bel cespo di trevigiana
1 cipolla
250g di panna fresca
2 uova
50g di parmigiano reggiano grattugiato
noce moscata
30 g di noci sgusciate
olio
burro, una noce
In una larga padella scaldate l’olio con il burro. Fate stufare leggermente la cipolla tritata, poi aggiungete la trevigiana, lavata ed affettata. Mescolate e coprite. Fate stufare per circa 7-8 minuti, poi scoperchiate, unite le noci, tritate grossolanamente e fate asciugare l’eventuale acqua di vegetazione, per un paio di minuti. Lasciate raffreddare.
Con la pasta sfoglia, foderate una tortiera da crostata da 24cm, o uno stampo per miniquiches, utilizzando un coppapasta a misura (con un rotolo di pasta sfoglia pronta verranno una ventina di miniquiches, circa)
In una ciotola sbattete le uova con la panna e il parmigiano, unite una buona grattatina di noce moscata e salate. Unite la verdura stufata e riempite la tortiera, o lo stampo da miniquiches.
Infornate a 190°, per 15-20 minuti, se piccoline, 45 minuti se avete preparato una quiches singola.
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Queste piccolissime quiches, nella foto sono le più scure, sono deliziose ad accompagnare un Aperitivo delle Feste, o nel buffet di Capodanno. Le affianco, solitamente, a quelle mela-cipolla, secondo la ricetta di Knamm, o ai porri, ricetta che troverete nell’indice.
Scritto da Patrizia il 22 dicembre 2011 alle 06:32 / 9 Commenti / Link permanente
Autunno.
E’ arrivato. Improvviso e brutale.
Si è abbattuto violento, impietoso e cruento. Ha ucciso vite, sottratto speranze, travolto sogni. Ha distrutto case, divelto alberi, allagato borghi bellissimi, invaso strade, coperto binari. E’ stato frana, acqua, fango, terrore.
Per parte della mia amata regione, l’autunno quest’anno è stato nemico, assassino crudele. La Liguria orientale e la costa Toscana del nord sono state flagellate per due giorni da una pioggia brutale e violenta, che ha messo in ginocchio paesi e borgate, alcune ancora isolate. Una pioggia che sempre meno spesso trova argini pronti a contenerla; letti di torrenti puliti, pronti ad accoglierla e farla defluire senza danni; radici forti di alberi sani, capaci di trattenere la terra, senza smottamenti e frane; foci di fiumi sgombre da immondizia, che rendano agevole l’afflusso di masse d’acqua in mare. Responsabilità collettive, di chi amministra e di chi pensa che ciò che è pubblico sia responsabilità di altri. Dolori privati, di chi ha perso i propri cari, la propria casa, i ricordi del proprio passato e le speranze per il proprio futuro.
Lo aspettavamo, invece, questo autunno ritardatario, per coccole al calduccio, soffici plaid e fuoco nel camino, pioggia dolce, nebbioline all’alba, brumose domeniche nei boschi, a raccogliere castagne e funghi.
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Scritto da Patrizia il 27 ottobre 2011 alle 10:51 / 7 Commenti / Link permanente






















