Gnocchi
Gnocchetti di olive con gallinella di mare e cime di rape.
Una mattina dal parrucchiere può essere un bel vantaggio: non solo perché ti ritrovi con un taglio corto e comodo, ma anche perché la tua conoscenza del gossip internazionale è aumentata del 300%. Ora so, per fortuna, che la bella argentina ha mollato il suo fidanzato fotografo per il bello di un’altra, che una nota cantante straniera tira di coca e domino con sicurezza un sacco di altre ghiotte notizie, senza le quali non avrei saputo come continuare a vivere.
Rotocalchi colorati e decerebranti vengono contesi da insospettabili signore per bene, che aspettano tu ti distragga un attimo e voilà, ti soffiano le ultime news.: non ti resta che la rivista tristanzuola, dove potrai trovare la novella strappalacrime, i consigli su come riporre il guardaroba invernale, eliminare la macchia di caffè dalla tovaglia antica, cucinare l’agnello pasquale. No, questa volta la ricetta è di buon livello, interessante e curiosa: che faccio, strappo? Non scandalizzatevi, per favore! Vorrei sapere, non mentite, quante di voi non sono cadute in tentazione , parrucchiere o sala d’aspetto di medico o dentista, di “soffiare” un articolo interessante, una ricetta, la bustina della crema miracolosa per le rughe più profonde.
Non ho detto che lo abbiate fatto, ma almeno la tentazione, suvvia!
No, non ho strappato la pagina del rotocalco: ho copiato, pian piano, la ricetta interessante. E voi?
La ricetta “rubata” è in fase di studio e rielaborazione, poi vi dirò. Oggi invece parliamo di questa ricetta di Claudio Sadler, chef che mi piace moltissimo, anzi queste due ricette: gli gnocchetti di olive li conoscete già: con loro ho vinto il contest della Rossa, un paio di anni fa. Questa volta, li ho accompagnati con un condimento tratto da un’altra ricetta dello chef milanese. Ed è stato davvero un matrimonio felice!
A proposito di contest: ma non vi siete mica dimenticati di partecipare al nostro, vero? La data finale si avvicina! Coraggio! Che mettete nel cestino?
Gnocchetti di olive taggiasche, con gallinella di mare e cime di rapa.
( da una ricetta di Claudio Sadler)
Per gli gnocchi:
Pane grattugiato, g 150
farina biologica, 100g
paté di olive taggiasche bio, 75g
uovo bio, 1
rosmarino
aglio
Per il sugo:
gallinella di mare, ca 500g
cime di rapa da agricoltura biologica, g 250
pomodori pelati, g 150
aglio, 1 spicchio
scalogno, ¼
olive taggiasche bio snocciolate, g 30
capperi, g 25
vino bianco, q.b.
basilco, qualche foglia
peperoncino, q.b.
prezzemolo tritato, q.b.
olio bio evo .
Fare la fontana con la farina e il pane grattugiato. Mettere nel centro il paté di olive, l’ uovo, un cucchiaio d’olio evo profumato ( scaldate l’olio in un pentolino e fate rosolare pianissimo, senza friggere, un poco di rosmarino e un pezzettino d’aglio). Impastare con un poco di acqua tiepida e una macinata di pepe. Ricavate degli gnocchetti piuttosto piccoli.
Squamare, eviscerare, diliscare la gallinella di mare, tagliare la polpa a cubetti.In una casseruola fare soffriggere lo scalogno e ½ spicchio d’aglio, aggiungere i pelati, far cuocere il tutto per 20 minuti, poi passare la salsa al frullatore.In una padella antiaderente, far soffriggere ½ spicchio d’aglio tritato, aggiungere le olive, i capperi, la polpa di gallinella. Far cuocere qualche minuto, bagnare con il vino bianco e lasciar evaporare.Aggiungere il prezzemolo tritato, poi la salsa di pomodoro e far bollire il minimo indispensabile.Gettate nell’acqua bollente le cime di rapa, farle cuocere per il tempo necessario ad ammorbidirle, scolarle, conservando l’acqua, e unirle al sugo.
Lessare gli gnocchetti nell’acqua delle cime di rapa. Ripassateli appena in padella con il condimento. Spolverare con peperoncino, basilico spezzettato e servire .
questa ricetta partecipa al contest di Artù

Scritto da Patrizia il 26 aprile 2012 alle 06:30 / 5 Commenti / Link permanente
L’Alpe, il Sanon e i canederli di Maddalena.
Alto Adige per noi significa Alpe di Siusi.
Vi ho raccontato qui le tragicomiche esperienze in baita di un’estate di tanti anni fa, sola con due bimbe piccole, una addirittura di pochi mesi.
L’ Alpe di Siusi è stata la nostra meta, estiva ed invernale, di anni e anni di vacanze. Le migliori vacanze della mia vita, nonostante io adori i viaggi all’estero: sui prati immensi ho visto le mie bimbe correre, far capriole, imparare a lanciare l’aquilone, parlare con le mucche, osservare il volo delle aquile, attendere silenziose e ferme il passaggio di mamma cerbiatta con i suoi cerbiattini. Le nostre merende estive erano le fragole o i mirtilli del bosco di Jender, a pranzo si sceglieva un rifugio, ad almeno 3 ore di cammino, se no non vale! , il nostro andare era reso più dolce dalle lunghe fiabe di gnomi e folletti.
L’inverno era la neve bianca e soffice, i fuoripista nel bosco, a cercare gli gnomi, le discese vertiginose sul vecchio slittino di legno, dall’alto delle montagne più alte, il calore dolce delle antiche stübe, la favola romantica delle passeggiate nella grande slitta decorata, trainata dai cavalli Haflinger.
Estate o inverno, non ci si può esimere da una gita a Sanon, che per noi è l’Alpe di Siusi . Una baita bellissima, nel luogo più bello dell’altipiano: prati infiniti e la forza eterna di Sasso lungo e Sasso piatto, lì di fronte, il calore dell’affettuosa accoglienza di Maddalena, dei figli, Daniel, Sophia, Lucia e Luca, del marito Raffael, se non è impegnato sugli elicotteri dell’Aiut Alpin
Vi ho già parlato di Maddalena, la bella e bravissima padrona di Sanon, e della sua cucina eccezionale.
Oggi, per Abbeccedario Culinario, non potevo pensare che ad una sua ricetta, ad uno dei tanti buonissimi piatti tirolesi che si possono mangiare da lei: certo, la scelta non è facile! tra la zuppa d’orzo e gli spaetzle verdi con il prosciutto e funghi, la polenta con i finferli o con il capriolo, i dolci fantastici al cioccolato e gli strudel migliori che io abbia mai assaggiato, è difficile decidere cosa non cucinare!
Ma questi knodel morbidi e succulenti alla barbabietola, sono davvero troppo tentatori!
Per Abbecedario culinario, giunto al Trentino Alto Adige, ospitato da Brii, eccovi i
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Scritto da Patrizia il 05 marzo 2012 alle 09:53 / 9 Commenti / Link permanente
Un lunedi con…

Con il sole! E questa è già una gioia.
Poi con tantissime cose da fare! Devo trovare urgentemente una sistemazione alla “mia” ragazza Bielorussa che a giorni arriverà finalmente in Italia ed inizierà a frequentare l’Alberghiero a Salsomaggiore Terme, devo terminare di stendere il menù per una Comunione che dovrò organizzare, devo scappare a prenotare i posti a teatro per il balletto di questa settimana, assolutamente chiamare l’oculista per una visita di controllo ad entrambe le figlie…e il dentista per la grande, saltellare al supermercato perché in frigo c’è l’eco. Non son mica riuscita a far la spesa, sabato scorso, ma in compenso ho avuto un turbine di giornata-shopping con la fotografa, in fibrillazione per festa di diciottesimo di un’amica: tubino, scarpa giusta, calze e parrucchiere … quellecoselì insomma. Con buona pace della spesa, appunto! E pure della mia pazienza. Santa. La pazienza, mica io!
Ah, e poi, mica finito! Devo terminare la recensione di un libro bellissimo che vi voglio raccontare, e sto facendo le prove di un piatto, assaggiato in montagna, che mi è piaciuto un sacco, ma di cui non sono riuscita a strappare la ricetta!
E poi, un lunedi senza! Senza cosa? Senza carne, ovviamente! La ricetta di oggi è per MFM. Ha gli asparagi, anche se non sono ancora proprio di stagione! Italiani, ma di serra…si, lo so, son caduta in tentazione! Facciamo così, se vi piace, vi tenete lì la ricetta, in attesa che arrivino sul mercato quelli buoni!!
Scritto da Patrizia il 07 marzo 2011 alle 06:55 / 0 Commenti / Link permanente
Giallo come il sole…

Quando la casa si svuota, dopo una festa, quando la dozzina di amiche cuciniere salutano, sorridono, ringraziano e se ne vanno, quando l’ultimo affettuoso abbraccio si scioglie, sul pianerottolo e l’ascensore inghiotte il lampo dell’ultimo ciao, ti aggiri tra le stanze di casa, in un misto di nostalgia e abituale ritmo ritrovato. Anche il suono dei tuoi passi, i gesti consueti del riordino, il canticchiare distratto mentre carichi l’ennesima lavastoviglie paiono estranei, un po’ lontani.
C’è freddo, non sa se nevicare o no, questo cielo grigio e strinato, c’è bisogno di dolcezza, di calore e colore. Due candele, accese per gioco, due piatti su vassoi colorati e la fotografa ed io ci lasciamo avvolgere nel profumo di spezie coccole.
Scritto da Patrizia il 01 dicembre 2010 alle 10:58 / 0 Commenti / Link permanente


















