La Melagranata

Pasta Ripiena

La ricetta bastarda: pasticcio di sfoglia e batù.

 

 

 

Non me ne vogliano le amiche romagnole. Questa, come da titolo, è ricetta bastarda, bastardissima. Nata dopo un pomeriggio passato con la Fotografa a intrecciare cappelletti, con ancora del batù avanzato nella ciotola e senza più voglia di tagliare e avvolgere. Nata pensando ai racconti di Silvia sulla mnestra ‘mbutida e ai Bassotti di Sabrina, alle vecchie ricette delle donne di un tempo, che non buttavano niente, non avevano congelatori dove nascondere e dimenticare errori di dosaggio, che sapevano riciclare ogni tipo di rimanenza, facendone piatti gustosi.
Questo non è certo un capolavoro, né vuol esser  ricetta da stupire le folle: mica ho creato niente! ma è saporito, nutriente e diverso dalle solite lasagne. [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 18 gennaio 2014 alle 10:49 / 4 Commenti / Link permanente

I Caplèt, un racconto e un libro per amore.

 

 

La porta si aprì, nella nebbia dell’alba. Le donne arrivavano alla spicciolata, tirandosi sul capo gli scialli, ombre scure nel primo chiarore. Bisbigliavano, entrando nella cucina calda, per non svegliare i burdél, che dormivano nella stanza di sopra.
A’t saludi, Leonilde.
A’t saludi, Fedalma.
Entravano in fretta, battendo gli zoccoli sulla soglia e sfrullavano davanti al fuoco, scuotendo mantelle e scialli come piume di gallina. Posavano sul grande tavolo vassoi e fagotti, accettando bicchieri di vino o latte caldo. La Leonilde le richiamò all’ordine, battendo le mani. Sciamarono attorno al tavolo, le gote arrossate dal fuoco e dal vino: farina a pioggia, e zucchero bianco, pani di burro e profumo di vaniglia, ciotole d’uova e braccia robuste a impastare.
Vai di là, te, Aida, va a pensare al Vilmer e lasciaci lavorare, che te non devi mica star qui dattorno quand’is fan i zucarein ridevano le donne, scacciando la sposa con le mani appiccicose e i grembiuli infarinati. Il sole riempiva il giorno e impolverava di luce la cucina affollata: i burdél erano sciamati fuori, sospinti da baci e manarsvers. Sul tavolo si allineavano gli anelli bianchi degli zucarein appena sfornati, che le bambine cospargevano di zucchero a velo e riponevano nelle ceste di vimini, foderate di bianchi lini ricamati. [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 16 gennaio 2014 alle 10:12 / 6 Commenti / Link permanente

Leggero, leggero.

 

Sono pigra. Pigra e distratta. Sarà il caldo, o la pioggia. Fatto sta che sono pigra. Lo confesso, poltrirei volentieri: spatasciata su un divano, un libro e, se è possibile, un po’ di musica. Leggera leggera. Sono pigra e non ho voglia di far nulla, neppure di cucinare.
Cucino pesce, due o tre volte la settimana: perché è buono e fa bene. Ma poi avanza. Poco, eh! Magari un paio di bughe fritte, uno sgombro o una cucchiaiata di seppie. Le mie figlie protestano, ma gli avanzi, a casa mia non si buttano. E così le bughe finiscono all’agiadda, lo sgombro in antipasto, le seppie…poi ve lo racconto, eh…
Quando avanza il pesce arrostito o lessato, le cose sono due: o si mangia poi in insalata, come antipasto, o se ne fanno  ravioli. Lo dico sempre, e non lo faccio mai. Perché sono pigra. E tira fuori la farina, e le uova e impiastriccia la madia.
Ma poi ho ricordato la ricetta di mio nonno, con la sua pasta elastica e pulita, il profumo di vino bianco, il ripieno leggero, la morbidezza del gusto.
Sono pigra, sì,  ma molto golosa!!

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Scritto da Patrizia il 01 giugno 2011 alle 10:11 / 6 Commenti / Link permanente

Belli dentro.

 ravioli_scorfano_2

Beh, brutto è brutto. Niente da fare. Ha un aspetto da bulldog collerico, tutto irto e sgarrupato. Incontrarlo d’improvviso, magari nel buio profondo, non deve essere tanto piacevole.

Vederlo lì, ieri mattina, inerme ma ancora fiero, corrucciato e puntuto, mi ha immediatamente sedotta.. Lo avrei preso con me. Subito. 

Nonostante fosse troppo grande, sicuramente.

Nonostante l’inevitabile dispendio.

Noostante il suo aspetto minaccioso.

Nonostante la sua innegabile bruttezza.

L’importante è essere belli dentro, no?

 

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Scritto da Patrizia il 23 settembre 2010 alle 05:52 / 0 Commenti / Link permanente