Pasta Ripiena
Leggero, leggero.
Sono pigra. Pigra e distratta. Sarà il caldo, o la pioggia. Fatto sta che sono pigra. Lo confesso, poltrirei volentieri: spatasciata su un divano, un libro e, se è possibile, un po’ di musica. Leggera leggera. Sono pigra e non ho voglia di far nulla, neppure di cucinare.
Cucino pesce, due o tre volte la settimana: perché è buono e fa bene. Ma poi avanza. Poco, eh! Magari un paio di bughe fritte, uno sgombro o una cucchiaiata di seppie. Le mie figlie protestano, ma gli avanzi, a casa mia non si buttano. E così le bughe finiscono all’agiadda, lo sgombro in antipasto, le seppie…poi ve lo racconto, eh…
Quando avanza il pesce arrostito o lessato, le cose sono due: o si mangia poi in insalata, come antipasto, o se ne fanno ravioli. Lo dico sempre, e non lo faccio mai. Perché sono pigra. E tira fuori la farina, e le uova e impiastriccia la madia.
Ma poi ho ricordato la ricetta di mio nonno, con la sua pasta elastica e pulita, il profumo di vino bianco, il ripieno leggero, la morbidezza del gusto.
Sono pigra, sì, ma molto golosa!!
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Scritto da Patrizia il 01 giugno 2011 alle 10:11 / 6 Commenti / Link permanente
Belli dentro.

Beh, brutto è brutto. Niente da fare. Ha un aspetto da bulldog collerico, tutto irto e sgarrupato. Incontrarlo d’improvviso, magari nel buio profondo, non deve essere tanto piacevole.
Vederlo lì, ieri mattina, inerme ma ancora fiero, corrucciato e puntuto, mi ha immediatamente sedotta.. Lo avrei preso con me. Subito.
Nonostante fosse troppo grande, sicuramente.
Nonostante l’inevitabile dispendio.
Noostante il suo aspetto minaccioso.
Nonostante la sua innegabile bruttezza.
L’importante è essere belli dentro, no?
Scritto da Patrizia il 23 settembre 2010 alle 05:52 / 0 Commenti / Link permanente
Il mercato, un pastorello e i cannelloni

L’altro giorno ero al Mercato Orientale, che tra l’altro non è per nulla esotico, ma prende il nome dalla ormai scomparsa Porta Orientale della città, accanto alla quale venne edificato nel lontano 1893. Ero dunque al Mercato Orientale, per contattare il pusher di patate viola, per un’amica di Roma in crisi d’astinenza! (Non chiedetemi perché, ma le patate viola a Roma costano quattro volte quel che costano a Genova)
Scritto da Patrizia il 14 maggio 2009 alle 01:19 / 0 Commenti / Link permanente
















