La Melagranata

Coniglio

Costine di coniglio alle erbe su crema di carote.

 

 

Ieri sera a mezzanotte si è chiuso il contest Oggi pranzo fuori . Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, qui sul blog o via mail.
La parola, ora, ai Signori Giudici, e che Giudici: Stefania, Sarah e Gianni per Pranzo fuori e Maria per la Ricetta della tradizione rivisitata. A loro un “grazie” affettuoso e “buon lavoro”!
E mentre aspettiamo i risultati, vi offro un assaggio di un piatto semplice, fresco e piacevole: niente “famolo strano”, niente cotture a bassa temperatura, ad infusione , con l’aggiunta di ingredienti della Patagonia o di fiori artici che si aprono una volta ogni diciotto anni: questa ricetta non è stata progettata da un cuoco slavo, che prima abbia fatto l’alpinista estremo, sia stato nella Legione Straniera, abbia girato almeno due film e viaggiato per il globo su un mercantile con ciurma ubriaca.
Avete notato, si? Siamo alla ricerca dell’estremo, in tutto. Il normale non va, non si porta, non ci piace.
Ma normale, proprio normale è questo coniglio profumato, che accosta l’aroma delle erbe al delicato e cremoso passato di carote che lo accompagna. [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 11 giugno 2012 alle 07:42 / 5 Commenti / Link permanente

L’isola.

 

L’aveva notata subito, tra le tre ragazze straniere sul traghetto. L’onda bionda dei suoi capelli, la luce del suo sorriso, il modo buffo in cui arricciava appena il naso,  quando doveva parlare inglese con il personale della nave. Seduta sullo zaino, il vento che strapazzava i capelli e la camicia di garza colorata, rideva eccitata con le due amiche brune che l’accompagnavano. Non era stato difficile attaccare discorso. L’Italia, il football, un lampo bruno nello sguardo: a vent’anni è facile. 
I giorni e le notti erano diventati fiumi di magia e d’incanto: tuffarsi tra le onde, tenendola tra le braccia; scendere a precipizio al vecchio porto sulla caldera, per mangiare il pesce fresco da Kostas, un bicchiere di vino bianco e un bacio, e poi risalire lenti, il profumo di erbe e di sole; cantare a squarciagola sulla vecchia moto fracassona, su per le strade tortuose, fino ad Oia, e restare poi seduti là, mano nella mano, nel silenzio magico del tramonto, a contemplare il cielo farsi rosa e porpora; imboccarla di melanzane e formaggio, una candela sulla tovaglia a quadri, la chitarra e un bicchiere di vino rosso, abbracciarsi stretti, nel letto singolo, e guardare l’arco perfetto delle sue ciglia, il piccolo neo sul labbro. 
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Scritto da Patrizia il 14 settembre 2011 alle 09:48 / 2 Commenti / Link permanente

Veloce, con moto.

coniglio2

Un post veloce, oggi. Solo un saluto e scappo. Arriva un’amica, domani, che non vedo da tanto. Tra due giorni inizia un week end goloso, con i piatti golosi di Laurel Evans e le sue interessantissime Lezioni di Cucina Americana. Avrò qui decine di persone…AIUTO! Casa da riordinare, spesa da fare, mille cose da organizzare.

Vi lascio, in cambio, due ricette per un piatto completo e appetitoso. Ci sono profumi e sapori intensi e avvolgenti. C’è il colore e il calore, che con questo freddo non è male!

A presto!

Rotolo di coniglio con polenta grigliata, sformatini di cavolfiore e pisellini ripassati.

coniglio

1 coniglio disossato

3 cucchiai di pinoli

2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate

1 /2 cucchiaio di capperi desalati

2 cucchiai di pomodori secchi sott’olio

Timo

maggiorana

1 spicchio d’aglio

Rosmarino

Sale

Vino bianco secco, 1 bicchiere

brodo vegetale, q.b.

Per la casseruola:

olio evo, 3 cucchiai

Scalogni,2

1 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate

1 cucchiaio di pomodori secchi sott’olio

rosmarino

timo

maggiorana

salvia

Per la marinata

Aceto bianco

 

Sciacquare il coniglio, disporlo in una ciotola con abbondante acqua e un bicchiere di aceto,  ben coperto, e riporre in frigo per un paio d’ore. Questo eliminerà il sapore forte e un po’ selvatico.

Sgocciolarlo bene, sciacquarlo e asciugarlo. Distenderlo sul piano di lavoro.

Nel boccale del mixer riunire pinoli, olive, capperi pomodori erbe aromatiche e frullare grossolanamente.

Stendere l’impasto sul coniglio, arrotolare e legare bene.

Far rosolare molto bene il rotolo di  coniglio in un tegame con olio evo e due scalogni. Bagnare con il vino bianco e lasciar ridurre.

Unire i pomodori secchi sott’olio, le olive, i pinoli  e le erbe aromatiche . Coprire e portare a cottura, aggiungendo qualche mestolo di brodo vegetale se necessario.

Servire con polenta bramata,lasciata riposare in una teglia rettangolare, poi tagliata a fette e grigliata, pisellini finissimi ripassati con una noce di burro e una cipollina tritata, e sformatini di cavolfiore

 

Sformatini di cavolfiore.

Un cavolfiore piccolo o mezzo cavolfiore normale

Bechamelle

Noce moscata

Parmigiano grattugiato

Un uovo

Una noce di burro

Dividere il cavolfiore in cimette. Sciogliere il burro in una padella, unire il cavolfiore a crudo, far rosolare, salare e poi aggiungere mezzo bicchiere d’acqua. Lasciar cuocere fin quasi a cottura. Lasciar raffreddare.

Preparare una bechamelle densa, profumata di noce moscata, con 250g di latte circa .

In una ciotola unire la bechamelle , l’uovo e due cucchiaiate di parmigiano. Aggiungere le cimette di cavolfiore.

Suddividere il composto in stampini individuali imburrati. Cospargere con altro parmigiano ed infornare per circa 15 minuti a 190°.

Scritto da Patrizia il 02 febbraio 2011 alle 07:19 / 0 Commenti / Link permanente

Un piatto proustiano ai sapori del sole

A volte facciamo delle cose e poi ci accorgiamo che queste hanno delle curiose relazioni con noi, con la nostra vita, con il nostro passato.
Ci sono sapori, profumi, consistenze che ci riportano indietro nel tempo, che suscitano emozioni, che sollecitano, attraverso i sensi, i nostri ricordi; ma questa non è certo una novità, Proust l’ha detto, meglio, già qualche anno fa! E poi ci sono sapori che sembrano declinare la nostra personalità più segreta, le nostre radici più antiche.
Spigolando tra le tante pubblicazioni e i tanti volumi di cucina, che affollano e assediano la mia casa, alla ricerca di qualcosa di buono da cucinare per le Feste, e da sperimentare per voi!, ho scoperto, tra le pagine di un libro sulla cucina di Ciccio Sultano, un piatto che mi ha incuriosito.
Ciccio Sultano non mi è proprio simpaticissimo, non amo la sua cucina alla follia, ma è senz’altro un grande, e leggendo la ricetta del suo Coniglio a pattuisa ho provato un’istintiva curiosità.
Certo non penserete che io cucini una ricetta esattamente come la leggo… se volete mangiare il Coniglio di Ciccio Sultano, o ve ne andate al Duomo, o vi comprate il suo libro e ve lo cucinate!!
Quando leggo una ricetta, dicevo, ne prendo un’idea, un profumo, un’impressione, poi aggiungo qualcosa, tolgo qualcos’altro, finchè il piatto assomiglia, ma non è più, quello da cui sono partita. Assomiglia più a me, invece, ed istintualmente racconta la mia storia, che nasce così, senza premeditazioni.

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Scritto da Patrizia il 26 novembre 2009 alle 02:40 / 2 Commenti / Link permanente