Pollo
Galletti al vino.
Uso privato di blog pubblico! Oggi è il compleanno della Perla. (Che ha pure un esame importante. Che è pure nel marasma di lavori di ristrutturazione e inizi di trasloco. )
Non mi chiedete ricette per Halloween, che è una festa (è una festa?) che a me sta cordialmente antipatica. Oggi, a casa Melagranata, si festeggia la Perla. Punto.
Che poi Halloween che c’azzecca con la nostra storia e la nostra tradizione? Fantasmi, cadaveri che si levano dalle tombe, zombie e disgustosità varie…un rito gotico, trasformato in carnevale necrofilo. Non fa per me. Lo boicotto, semplicemente ignorandolo.
Oggi è la festa della mia Perla.
E domani sono i Santi.
Vi ho già raccontato qui e qui quanto sia sentita, questa ricorrenza, qui a Genova. E che la tradizione impone si consumi pollame.
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Scritto da Patrizia il 31 ottobre 2011 alle 10:50 / 5 Commenti / Link permanente
Bacchetti.
Si parte. Lo zaino scout pesa sulle mie spalle, su quelle di mamma il sacco più grande e il paiolo di ghisa. La mano piccola di mia sorella stringe forte la mia. Si parte. Il cielo è limpido e puro, in quest’ora breve del mattino. Chiudiamo la porta piano, scendiamo la scala antica e ci inoltriamo nel bosco. La ghiaia scricchiola sotto le suole spesse degli scarponcini, la lana dei calzettoni punge la pelle. Il sentiero ora è soffice, i rami degli alberi lasciano filtrare cristalli di luce. Un’ape, una farfalla, una libellula…il bosco vive, tra piccoli funghi, ciuffi di felci, foglie grandi di castagni che diventano presto copricapi indiani, sui nostri riccioli di bambine. Si respira forte il profumo fresco e pungente del bosco.Una canzone e un gioco. Il sentiero si fa più stretto, la salita più erta. Il lago appare d’improvviso, un lampo blu e una luce d’oro. Sul prato dolce stendiamo la coperta rossa che mamma ha avvolto, all’alba, e stipato nel suo sacco profondo.
Cerchiamo grandi pietre e le posiamo vicine, a formare un cerchio e poi sopra ancora. Raduniamo piccoli rami secchi che si accendono subito, con un crepitìo gioioso. Rientriamo nel bosco e stacchiamo con rispetto, dalle fronde basse dei castagni, piccoli rami verdi, dritti, sottili e robusti. Ecco i bacchetti, mamma. Mamma mi affida il coltellino rosso, dalle lame taglienti. Con circospezione, sfrondo i piccoli rami, li scorteccio, li appuntisco, piccole armi lucide e pronte, li affianco l’un l’altro, vicino a me, sul rosso quadrettato della coperta. Un paio di formiche mi osservano, in attesa. Nel paiolo, sul fuoco, l’acqua bolle e l’oro soffice della farina di mais scende a pioggia….si gira il grande mestolo di legno, mentre il fumo soffia sbuffi di profumo sull’acqua calma e antica del piccolo lago. Noi bimbe infilziamo i pezzetti di carne sui bastoncini acuminati, alternandoli con verdure e salsiccia, un paio di fogliette d’alloro. Mamma toglie con fatica il paiolo dal fuoco, gli spiedi vengono posati tra le pietre e di nuovo sbuffa un aroma intenso. Il profumo di una gita al lago.
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Scritto da Patrizia il 25 maggio 2011 alle 09:42 / 6 Commenti / Link permanente
A pranzo a casa di Maria.
Oggi non cucino. Prendo su e vado a pranzo da Maria. Venite con me?
Arrivo davanti alla sua bella casa e dal giardino Pablo abbaio festoso! Entro nella cucina luminosa, Maria è ai fornelli. “vieni vieni, è quasi pronto!” C’è un profumo inebriante nell’aria. Maria ha preparato il brodo, e il collo ripieno. E’ un gran regalo, per me. E per voi, ovviamente. E’ un’antica ricetta toscana che io amo particolarmente. E’ buonissimo, vi assicuro, e ci permette di utilizzare parti del pollo che di solito scartiamo, come il collo, appunto.
Anche se la preparazione pare complicata, in realtà ne vale davvero la pena. Provatela. Così, nel brodo di carni miste, come me lo sta scodellando ora Maria, ma anche semplicemente cotto in un leggero brodo vegetale. Potete servirlo anche tiepido o freddo, contornato da un’insalatina: ne farete un piatto delizioso ed adattissimo alla stagione.
Scusate, vado! E’ pronto in tavola!
Questa ricetta partecipa per la regione Toscana all’Abbecedario Culinario, organizzato dalla Trattoria Muvara.

Scritto da Patrizia il 19 maggio 2011 alle 07:11 / 8 Commenti / Link permanente
Grazie al Cuoco Cucco!

Questa è una ricetta reinterpretata: me l’ha data un amico ristoratore di Torino, Bruno Cucco, patron della Cascina Teitotto a Scalenghe. Qui, tra le nebbie e la pace della campagna, ha pranzato pure la Famiglia Reale Olandese! Quella di Bruno, e di sua moglie Maria, è una cucina del territorio, presentata con amore e passione, con attenzione alla qualità degli ingredienti, tutti di filiera corta, anzi cortissima, ed all’eleganza degli accostamenti e della presentazione.
Quest’estate Bruno mi ha “regalato” alcune sue splendide ricette.Quella di oggi, in realtà, è una ricetta per la coppa di maiale: un pezzo morbido e ricco di carne succulenta.
Scritto da Patrizia il 26 ottobre 2010 alle 08:17 / 0 Commenti / Link permanente


















