La Melagranata

Selvaggina

Il gioco della cucina Italiana e l’anatra all’ arancia

 

Seconda ricetta su cui giocare, nel Forum della Cucina italiana.
Il gioco, vi ricordo, è quello voluto da Rosy:  ogni mese propone sul Forum una ricetta del calendario (che potrete comprare cliccando sul bottone in alto a destra) e chi vuole può riprodurla, variandola, modificandola o semplicemente rifacendola tale e quale. Come vi ho spiegato già qui, il gioco nasce dalla volontà di ricordare a tutti, ogni mese, di comprare il nostro libro e di non dimenticare la Gulliver, poi per incentivare quella voglia di sperimentare, di partire da una ricetta per arrivare oltre, che è uno degli aspetti più interessanti della vita in un Forum.
La ricetta di questo mese è quella di Alessandro, che tutti conoscete. Il suo blog interessantissimo ci offre ricette eleganti, molto curate, dal fascino spesso esotico, sempre raffinate.
Qui trovate la ricetta originale di Alessandro, questa, invece la mia:  la zucca ha un gusto marcatamente agrodolce, con l’uvetta e i pinoli al posto dei semi di zucca. L’anatra marina solo con arance e pepe, al posto dello zucchero utilizzo il miele. Per accompagnare, un’insalata di carciofi che qui sono di stagione, e arancia, che riprende il sapore dell’intingolo, rinfrescando il palato.

Anatra all’arancia.

Per l’anatra:
2 petti d’anatra
4 arance bio
uno scalogno
timo
miele, un cucchiaio
½ bicchiere di cognac
per la zucca:
zucca, circa 300 gr pulita
uno scalogno
aceto di mele
sale
brodo vegetale
una cucchiaiata di pinoli
una cucchiaiata di uvetta
olio evo
burro
per l’insalata:
due arance a fettine
lattughino
3 carciofi puliti e tagliati a fettine sottili
sale, pepe

Incidete la pelle dei petti d’anatra con un coltello affilato, poi metteteli in una ciotola con il succo di due arance, sale e qualche grano di pepe.
Tagliate a dadini molto piccoli la zucca e tritate lo scalogno.
Rosolate in olio e burro lo scalogno, unite la zucca e fate rosolare pochi minuti. Bagnate con l’aceto di mele, salate e pepate. Continuare la cottura fino al termine, circa 10 minuti, unendo un poco di brodo vegetale.
In un padellino, fate tostare leggermente i pinoli.
Mettete a bagno l’uvetta ad ammollarsi.
Sgocciolate  la zucca e frullatela. Nella padellina dove ha cotto, fate rosolare dolcemente nel suo fondo l’uvetta e i pinoli, unite la zucca frullata, mescolate e tenete in caldo.
Scaldate bene una larga padella di ghisa (o comunque dal fondo ben spesso), sgocciolate dalla marinata i petti d’anatra  e fateli cuocere dalla parte della pelle. Lasciateli 5 minuti, scolate una parte del grasso che daranno, unite in padella lo scalogno tritato, e fate stufare un paio di minuti, unite il miele, fate caramellare,  poi girate l’anatra e sfumate con mezzo bicchiere di buon cognac.
Appena il liquore sarà evaporato, unite il succo di due arance, la buccia grattugiata di  mezza arancia, le foglioline di timo e il pepe di Sichuan.
Lasciate cuocere ancora non più di  dieci minuti: se avete il termometro da carni, controllate che al cuore arrivi ad una temperatura di 60/65° altrimenti calcolate 15 minuti di cottura complessivi.Lasciate riposare la carne, coperta, per cinque minuti, prima di affettarla.
Disponete l’anatra nei piatti, con la crema agrodolce  di zucca e l’insalatina di carciofi e arance,  a guarnire.

 

Scritto da Patrizia il 26 marzo 2012 alle 08:30 / 2 Commenti / Link permanente

Fa freddo? E io cucino la polenta!

 

 

Siamo ormai al panico puro. In tv l’emergenza neve è la notizia d’apertura: che c’importa di spread o di stragi in Siria? Noi c’abbiamo la neve, ma vi rendete conto?
Ieri sera in tv, praticamente a reti unificate, proponevano una veglia: in attesa della bufera! Giuro, era questo uno dei titoli, con tanto di punto esclamativo. Non ho idea di quale plastico sia stato poi esposto nello studio televisivo del Vespa nazionale: forse quello dell’omino di neve?
Io mi son salvata guardando un film con Meryl Streep,  accoccolandomi nel lettone accanto alla fotografa, che ha un febbrone da tre giorni.
A Genova, dove non è prevista neve, il cielo è blu da giorni e le temperature son tornate decisamente sopra lo zero, nei supermercati è caccia grossa: si spazzolano via financo le uova di quaglia, l’ultima scatoletta di conserva di lychees, la scatola di germogli di soja… hai visto mai scoppiasse la guerra, va! I banchi sono vuoti: è ufficiale, la gente è impazzita!

E io cucino la polenta. E’ un riflesso condizionato: se sento parlare di neve, mi vien voglia di preparare la polenta. E le zuppe o le vellutate. Siete avvertiti! Se durerà ancora molto il tempo invernale (!), su queste pagine vedrete poco altro, oltre a zuppe e polenta! Forse qualche dolce, per tirarmi su di morale! [Leggi tutto]

Scritto da Patrizia il 10 febbraio 2012 alle 09:33 / 8 Commenti / Link permanente

Un po’ di silenzio, please!

 


Salgo sul treno nella piccola stazione costiera: profumo di mare e di estate che va finendo. Ho un bel libro con me, per ingannare il lungo tempo del tragitto: è un treno di quelli lenti, un po’ vecchiotti, che si fermano ad ogni piccolo paese e hanno il ritmo antico dei viaggi di una volta. Mi siedo accanto al finestrino, contenta di queste ore regalate. Sistemo la borsa, allungo le gambe, apro il libro.
Ed entra lei. Ciao! Ma che piacere rivederti! Ma come stai? Ma come mai qui a ***? Ma i tuoi come stanno? Ma non sei  su feisbucc? Ma no, perché se no ti cerco, eh? Ma come mai ci siamo perse in questi anni?
E non si ferma più. Non ho letteralmente il tempo per rispondere alla sua prima domanda: come tento di aprire bocca, lei è già schizzata ad altri temi, parla, parla…chissà perché inizia tutte le sue frasi con l’avversativa? Smetto di provarci, tanto lei non vuole una chiacchierata, vuole un monologo… E così chiudo il libro e subisco l’onda d’urto dei suoi sproloqui.
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Scritto da Patrizia il 21 settembre 2011 alle 08:35 / 5 Commenti / Link permanente

Una giornata un po’cosi’.

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Ti alzi di primo mattino, che la passata di pomodoro deve essere imbottigliata. E alle 17 dovete essere in città, a portare la piccola ad un ciclo di conferenze. Improrogabili. Imprescindibili.

Passata che sobbolle, vasetti in forno a sterilizzare. Ci sta un caffé.

Arriva il meccanico, che l’auto di tua mamma ha la batteria a terra.

Metti dentro i cani, che se no se lo mangiano vivo. Abbaiano forsennati, mentre lui ti comunica, serafico, che la batteria è defunta. Bisogna cambiarla, certo, ma arriverà, se va bene, tra quindici giorni…ecchecaspita…Il meccanico se ne va, tutto fiero della bella notizia che ha comunicato. I cani escono infuriati. E abbaiano. Tanto per cambiare!

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Scritto da Patrizia il 03 settembre 2010 alle 10:28 / 0 Commenti / Link permanente