Una domenica ai Navigli e una ricetta di Claudio Sadler.
Ieri bellissima giornata al Mercatino dei Navigli, con tante splendide amiche: Simona, Antonia, l’arrivo a (quasi)sorpresa di Cinzia, la meravigliosa presenza di un gruppo di bellissimi ragazzi della Gulliver con Paola e Fiore, le due responsabili della Casa Famiglia!!!
E poi l’incontro con una giovane fata , e inaspettate presenze di ex allieve, amici e tanta, tantissima gente!
Una giornata ricca, ricchissima! Di pioggia, all’inizio, tanta, fastidiosa… ha bagnato le scatole dei nostri libri, ci ha innaffiate abbondantemente, ci ha preoccupate, per un poco.
Poi, davvero, è spuntato il sole: timido, dapprima, poi allegro e caldo, a bagnare di luce i Navigli, languidi e bellissimi, e le bancarelle. Tanta gente si è fermata a parlare, a guardare il nostro libro, alcuni ad acquistarlo, molti hanno lasciato la loro partecipazione affettuosa e concreta per i piccoli della Gulliver.
Oltre al nostro libro, abbiamo offerto anche bellissimi grembiuli, da adulti e da bimbi, con l’immagine della copertina di i-Kitchen.
A sera, davvero stravolte di stanchezza ed emozioni, abbiamo fatto su le nostre carabattole (proprio tutte, davvero! mi son portata via anche tutte le cose di Simona, da tanto eravamo stanche nessuna delle due se ne è accorta fino a sera tardi!) e siam tornate a casa!
Prossimo appuntamento? Il 9 maggio, mercoledì, alle 18, a Genova, Palazzo Ducale. Per la presentazione ufficiale! Ci sarete vero? Comunque ve ne parlerò nuovamente!!
Una ricetta deliziosa, oggi! Un secondo – si lo so i secondi non “vanno” tanto sui blog! Ma questo è buonissimo! E poi, mica si può vivere di pasta e dolci! Ragazzi, tra un po’ è estate: abiti leggeri, ciccetta in vista! Eliminiamo un po’ di zuccheri e carboidrati!
Pesce, ma buono che più buono non ce n’è…o quasi!
Una ricetta di Claudio Sadler. Di nuovo. Perché le sue ricette mi piacciono da pazzi!
Involtini di pescatrice e melanzane farciti con gamberi rossi al forno
(ricetta di Claudio Sadler)
1200 g coda di rospo (rana pescatrice),
ca 150 g gamberi
3 melanzane lunghe
½ bicchiere vino bianco secco
50 g olive taggiasche
1/2 scalogno
20 g farina
½ mazzetto rucola
150 g pomodori ramati
1 spicchio aglio
1 limone
Salsa Worcester
Olio evo, Sale, Pepe
Spellate la coda di rospo, eliminate la spina centrale e ricavatene tanti filetti. Incideteli nella parte più polposa e inseritevi alcuni gamberi sgusciati.
Tagliate le melanzane nel senso della lunghezza a fette sottili, fatele dorare velocemente in un padellino antiaderente con poco olio. Avvolgete i filetti di coda di rospo nelle fette di melanzana, legate gli involtini con spago bianco da cucina e disponeteli in una teglia.
Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per 25 minuti: ritirate la teglia, bucherellate gli involtini e lasciateli riposare 5 minuti, poi toglieteli dal recipiente e teneteli al caldo.
Spolverizzate di farina il fondo di cottura, spruzzate con mezzo bicchiere di vino bianco, il succo di limone filtrato al colino e la salsa Worcester, mescolate. Aggiungete un mestolo di fumetto di pesce e fate addensare la salsa. In una casseruola lasciate appassire gli scalogni tritati con uno spicchio d’aglio, un cucchiaio d’olio, unite i pomodori a cubetti, le olive snocciolate e spezzettate, mezzo mazzetto di rucola tritata, il fondo di cottura del pesce, salate e pepate. Cuocete per 5 minuti. Tagliate gli involtini a rondelle spesse, disponetele sul piatto da portata, copritele con la salsa calda e servite.
Questa ricetta partecipa al Contest di Dauly, per la categoria secondi

Scritto da Patrizia il 30 aprile 2012 alle 10:14 / 9 Commenti / Link permanente
i-kitchen al Mercatino dei Navigli!
E’ nato dal cuore grande di tante mamme e papà, che hanno voluto contribuire alla sua creazione, donando una ricetta e tanto amore per i piccoli di Rocchetta Vara.
E’ nato da un progetto piccolo e forte, che è passato di mano in mano, di computer in computer, di cucina in cucina, di cuore in cuore e si è fatto libro, e si è fatto dono!
Ha un mese e mezzo, i-Kitchen. E domenica lo portiamo a Milano!
Molti di voi lo hanno ordinato e già ricevuto; altri, per inspiegabili e davvero fastidiosi ritardi postali, lo stanno ancora aspettando.
Domenica, torneremo ancora una volta al Mercatino, lo faremo conoscere ai tanti milanesi che passeggeranno lungo i Navigli, alle famiglie, ai ragazzini che curioseranno tra le bancarelle.
Racconteremo la storia della Gulliver, della pioggia rabbiosa che ha provato a scacciare venti ragazzini dall’isola di pace e di rinascita che avevano trovato in Val di Vara. Racconteremo di come si sono messi in salvo, con quanta dignità loro e le loro educatrici hanno ricominciato a sorridere, un po’ più in là, in attesa di poter tornare! Racconteremo di quante persone hanno detto: si può fare, ecco la mia goccia, per costruire un mare! Un mare di solidarietà e di energia, che è racchiuso in i-Kitchen!
Vieni a trovarci, vieni a comprare il libro, ma anche a conoscere tanti autori e autrici di ricette, e soprattutto a conoscere i ragazzi della Gulliver, che con le loro responsabili saranno con noi, qui
DOMENICA 29 APRILE
NAVIGLIO GRANDE, RIPA DI PORTA TICINESE
FRONTE DARSENA
MILANO
dalle 9,oo fino a sera
Potrai contribuire anche tu a questa incredibile gara di solidarietà, comprando un libro bello, allegro e pieno d’amore, e poi grembiuli colorati, per grandi e piccini e segnalibri bellissimi !
Ti aspettiamo!
Non puoi mancare!
Scritto da Patrizia il 27 aprile 2012 alle 07:12 / 5 Commenti / Link permanente
Gnocchetti di olive con gallinella di mare e cime di rape.
Una mattina dal parrucchiere può essere un bel vantaggio: non solo perché ti ritrovi con un taglio corto e comodo, ma anche perché la tua conoscenza del gossip internazionale è aumentata del 300%. Ora so, per fortuna, che la bella argentina ha mollato il suo fidanzato fotografo per il bello di un’altra, che una nota cantante straniera tira di coca e domino con sicurezza un sacco di altre ghiotte notizie, senza le quali non avrei saputo come continuare a vivere.
Rotocalchi colorati e decerebranti vengono contesi da insospettabili signore per bene, che aspettano tu ti distragga un attimo e voilà, ti soffiano le ultime news.: non ti resta che la rivista tristanzuola, dove potrai trovare la novella strappalacrime, i consigli su come riporre il guardaroba invernale, eliminare la macchia di caffè dalla tovaglia antica, cucinare l’agnello pasquale. No, questa volta la ricetta è di buon livello, interessante e curiosa: che faccio, strappo? Non scandalizzatevi, per favore! Vorrei sapere, non mentite, quante di voi non sono cadute in tentazione , parrucchiere o sala d’aspetto di medico o dentista, di “soffiare” un articolo interessante, una ricetta, la bustina della crema miracolosa per le rughe più profonde.
Non ho detto che lo abbiate fatto, ma almeno la tentazione, suvvia!
No, non ho strappato la pagina del rotocalco: ho copiato, pian piano, la ricetta interessante. E voi?
La ricetta “rubata” è in fase di studio e rielaborazione, poi vi dirò. Oggi invece parliamo di questa ricetta di Claudio Sadler, chef che mi piace moltissimo, anzi queste due ricette: gli gnocchetti di olive li conoscete già: con loro ho vinto il contest della Rossa, un paio di anni fa. Questa volta, li ho accompagnati con un condimento tratto da un’altra ricetta dello chef milanese. Ed è stato davvero un matrimonio felice!
A proposito di contest: ma non vi siete mica dimenticati di partecipare al nostro, vero? La data finale si avvicina! Coraggio! Che mettete nel cestino?
Gnocchetti di olive taggiasche, con gallinella di mare e cime di rapa.
( da una ricetta di Claudio Sadler)
Per gli gnocchi:
Pane grattugiato, g 150
farina biologica, 100g
paté di olive taggiasche bio, 75g
uovo bio, 1
rosmarino
aglio
Per il sugo:
gallinella di mare, ca 500g
cime di rapa da agricoltura biologica, g 250
pomodori pelati, g 150
aglio, 1 spicchio
scalogno, ¼
olive taggiasche bio snocciolate, g 30
capperi, g 25
vino bianco, q.b.
basilco, qualche foglia
peperoncino, q.b.
prezzemolo tritato, q.b.
olio bio evo .
Fare la fontana con la farina e il pane grattugiato. Mettere nel centro il paté di olive, l’ uovo, un cucchiaio d’olio evo profumato ( scaldate l’olio in un pentolino e fate rosolare pianissimo, senza friggere, un poco di rosmarino e un pezzettino d’aglio). Impastare con un poco di acqua tiepida e una macinata di pepe. Ricavate degli gnocchetti piuttosto piccoli.
Squamare, eviscerare, diliscare la gallinella di mare, tagliare la polpa a cubetti.In una casseruola fare soffriggere lo scalogno e ½ spicchio d’aglio, aggiungere i pelati, far cuocere il tutto per 20 minuti, poi passare la salsa al frullatore.In una padella antiaderente, far soffriggere ½ spicchio d’aglio tritato, aggiungere le olive, i capperi, la polpa di gallinella. Far cuocere qualche minuto, bagnare con il vino bianco e lasciar evaporare.Aggiungere il prezzemolo tritato, poi la salsa di pomodoro e far bollire il minimo indispensabile.Gettate nell’acqua bollente le cime di rapa, farle cuocere per il tempo necessario ad ammorbidirle, scolarle, conservando l’acqua, e unirle al sugo.
Lessare gli gnocchetti nell’acqua delle cime di rapa. Ripassateli appena in padella con il condimento. Spolverare con peperoncino, basilico spezzettato e servire .
questa ricetta partecipa al contest di Artù

Scritto da Patrizia il 26 aprile 2012 alle 06:30 / 5 Commenti / Link permanente
25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2012: Resistenza !
Il ricordo della Resistenza, il suo valore altissimo, la forza del suo insegnamento sono le radici profonde del mio Paese, della mia vita e sono quelle su cui ho cercato di far crescere la mia famiglia.
Vi lascio oggi un video bellissimo che è stato voluto e creato dalla Perla.
(non so se riuscite a vederlo, al link più sopra…altrimenti lo trovate qui
http://www.facebook.com/photo.php?v=10150811608426276)
Il primo brano musicale che accompagna le immagini è una musica gitana, a ricordo della persecuzione e dello sterminio di tanti zingari, durante il nazi-fascismo.
Il secondo brano musicale, l’avrete riconosciuto senz’altro, è I cento passi, la colonna sonora del bel film di Marco Tullio Giordana, sulla vita e l’omicidio di Peppino Impastato, che resistette alla mafia, e la combatté, con coraggio e sacrificio.
Questa la lettera di un giovanissimo partigiano, Giacomo Ulivi, diciottenne, torturato e poi ucciso dai fascisti in Piazza Grande, a Modena.
Cari amici, vi vorrei confessare innanzi tutto, che tre volte ho strappato e scritto questa lettera. L’avevo iniziata con uno sguardo in giro, con un sincero rimpianto per le rovine che ci circondano, ma, nel passare da questo argomento di cui desidero parlarvi, temevo di apparire “falso”, di inzuccherare con un patetico preambolo una pillola propagandistica. E questa parola temo come un’offesa immeritata: non si tratta di propaganda ma di un esame che vorrei fare con voi. Invece dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. Per abituarci a vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo dei nostri mali. Per riconoscere quanto da parte nostra si è fatto, per giungere ove siamo giunti. Ecco per esempio, quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita? (…) Benissimo, è un sentimento generale, diffuso e soddisfacente. Ma, credo, lavorare non basterà; e nel desiderio invincibile di “quiete”, anche se laboriosa, è il segno dell’errore. Perché in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. È il tremendo, il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale, di diseducazione o di educazione negativa, che martellando per venti anni da ogni lato è riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi. Fondamentale quello della “sporcizia” della politica, che mi sembra sia stato ispirato per due vie. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è un lavoro di specialisti (…) Teoria e pratica concorsero a distoglierci e ad allontanarci da ogni attività politica. (…) Lasciate fare a chi può e deve; voi lavorate e credete, questo dicevano: e quello che facevano lo vediamo ora, che nella vita politica ci siamo stati scaraventati dagli eventi. (…) Credetemi, la cosa pubblica è noi stessi: ciò che ci lega ad essa non è un luogo comune, una parola grossa e vuota. (…) . E, se ragioniamo, il nostro interesse e quello della “cosa pubblica”, insomma, finiscono per coincidere.Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassionassimo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Per questo dobbiamo prepararci.Al di là di ogni retorica, constatiamo come la cosa pubblica sia noi stessi, che ogni sua sciagura è sciagura nostra, per questo dobbiamo prepararci. Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere. Ricordatevi siete uomini, avete il dovere se il vostro istinto non vi spinge ad esercitare il diritto, di badare ai vostri interessi. Avete mai pensato che nei prossimi mesi si deciderà il destino del nostro Paese, di noi stessi: quale peso decisivo avrà la nostra volontà se sapremo farla valere; che nostra sarà la responsabilità, se andremo incontro ad un pericolo negativo? (…) Oggi bisogna combattere contro l’oppressore. Questo è il primo dovere per noi tutti: ma è bene prepararsi a risolvere quei problemi in modo duraturo, e che eviti il risorgere di essi ed il ripetersi di tutto quanto si è abbattuto su di noi. Termino questa lunga lettera un po’ confusa, lo so, ma spontanea, scusandomi ed augurandoci buon lavoro.
Giacomo Ulivi
Scritto da Patrizia il 25 aprile 2012 alle 06:30 / 3 Commenti / Link permanente





















