La Melagranata

 

Il fattore K.

Le mie Kufta: polpettine speziate e piccanti.

 

L’ho detto spesso: quando ho ospiti preparo piatti che conosco bene; non sperimento, non rischio. Se voglio proporre una nuova ricetta, la studio nei giorni precedenti al ricevimento, la provo, la sottopongo al giudizio delle figlie, la perfeziono. Quasi sempre.
Qualche giorno fa, avevo a casa, per un aperitivo-cena in piedi, una cinquantina di amici. Menù studiato con pochissimo preavviso,  alcune ricette per me classiche, intramontabili, con cui vado sul sicuro: mi mancava però un’idea per un piatto a base di carne.
Avevo pensato a delle polpettine, comode da gustare nei buffet, ma quali? Avevo già cucinato le buonissime polpette di Mariella, fritte e poi cotte in un sugo agrodolce: ecco, avrei voluto una cosa simile, ma…
Così, la sera prima del ricevimento, mi metto a sperimentare una ricetta, di più ad inventarla! Aggiungo questo, tagliuzzo quello. Mi piace! Le ragazze assaggiano e approvano. E poi la cena.
Giro tra gli amici, chiacchierando e spiluccando qua e là:  stavo ascoltando, sorridente e apparentemente rapita, un invitato serioso e pontificante, che mi spiegava le regole del buon vivere politico e sistemava il mondo con tre  o quattro frasi ad effetto, quando vengo raggiunta e travolta dal trillo felice di un’amica persiana. Agita per aria la forchetta, mi accusa: Hai fatto le Ciufca!  Oh, ma hai fatto le Ciufca!
Stavo per negare tutto, giurare che no, non ero lì a quell’ora, avevo l’alibi…quando l’amica continua Ma dove ha trovato questa ricetta perfetta? l’ho cercata tanto….
ah, ma di cibo trattasi! Allora se ne può parlare, penso sollevata. Lei ride, gioiosa. E io sbircio nel suo piatto: ci sono le mie polpette, anzi, una dose incredibile di polpette, che si sta divorando.
Ciufca? tento, cauta, io?
no, no…Ciufca, con il k, il piatto turco, buonissimo!Questo tuo stupendo!!No, non Ciufca, ma Ciufca, con il k…
E ora io dove lo metto il k? Kufca? o Ciufka? Ride e inghiotte altre due polpette: no, non ciuf ciuf…con il k… e si allontana a saccheggiare la grande ciotola di polpette con il k!

Queste polpettine non hanno, in verità, moltissimo a che spartire con le Kofta turche, anche perché nella mia ricetta stazionano degli ottimi fagioli messicani, che difficilmente, nonostante le teorie di Thor Heyerdahl,  potremmo ritrovare in un piatto tradizionale mediorientale. Però provatele e fatemi sapere: oltre alla mia amica persiana ne erano entusiasti anche gli altri ospiti!

Polpettine speziate (per noi, ormai, le Kufta, con il K)

Per le polpettine:
500g di carne tritata (meglio mista manzo e maiale)
un uovo
parmigiano grattugiato, tre cucchiai
sale, pepe
1 cipolla piccola, tritata
aglio, 1/2 spicchi0 tritato
masala (misto di spezie mediorientali: cumino, coriandolo, trigonella, zenzero, curcuma, fieno greco, ecc.) q.b.
cumino, q.b.
Per la salsa:
cipolle grandi tritate, 2
aglio, 2 spicchi tritati
Masala, q.b.
cumino, q.b.
peperoncini verdi dolci, tipo friggitelli, 300 g ca
fagioli neri messicani, 1 scatola
aceto di mele, 1 cucchiaio
peperoncino piccante, 1
polpa di pomodoro, 1 l
olio evo
olio per friggere

In una ciotola capace riunite tutti gli ingredienti per le polpettine.  Dosate le spezie secondo il vostro gusto personale. Mescolate bene e confezionate delle polpette grandi quanto una nocciola.
Scaldate abbondante olio per friggere (io friggo di solito con olio evo, ma qui va bene anche dell’olio di arachidi) e tuffatevi le polpette. Fatele ben dorare, scolatele su carta da cucina e tenetele in caldo.
Preparate la salsa:
In una larga padella versate due cucchiai di olio evo,  unite le cipolle e l’aglio tritati e fate stufare pochi minuti, aggiungete i peperoni friggitelli puliti e affettati e fate continuare la cottura per altri 10 minuti. Bagnate con l’aceto, fate ridurre, poi unite il peperoncino piccante, i fagioli messicani e la salsa di pomodoro. Regolate di sale e aggiungete un pizzico di spezie, a vostro piacere.
Lasciate sobbollire per 15 minuti circa, quindi unite le polpette, accomodandole bene nella salsa.
Fatele scaldare, senza cuocere troppo: 5-10 min al massimo.
Servite il piatto ben caldo.

Note:

- Il nome esatto delle polpette turche (che NON sono queste!) è Kofte. Praticamente un piatto nazionale, ne esistono versioni differenti, all’agro, piccanti, con yogurth, ecc..

- Io ho usato una scatola di fagioli neri messicani piccanti, presa al supermercato (mi sento un po’ la Parodi, in effetti…) Se avete tempo, usate i fagioli neri secchi, metteteli a bagno la sera prima, poi fateli lessare senza aggiungere sale, con i sapori che preferite (1/2 cipollina, un gambo di sedano..) Scolate e trasferite in una padella, con olio evo, un peperoncino molto piccante tritato, cipolla, aglio e cumino. Fate stufare fino a che saranno ben morbidi e gustosi (10 min ca). Ora sono pronti da aggiungere al vostro piatto.

- Non indico le dosi esatte delle spezie, perché vanno dosate secondo i gusti personali. Solo un consiglio: non siate timidi, osate. In questo piatto le spezie si devono sentire!

-  Servite il piatto ben caldo, magari con un pezzo di pane simit (pane turco sfogliato) o per lo meno con una piadina sfogliata . Sappiate però che il giorno dopo, anche fredde, queste polpettine saranno buonissime!

Scritto da Patrizia il 13 aprile 2012 alle 07:26 / 13 Commenti / Link permanente

Una vacanza a…

 

Chiudo la valigia: dentro la reflex, qualche abito, scarpe basse, stivali e un tacco 12. Un piccolo ombrello con un gufo luccicante, una mappa molto usata, un cappellino nuovo. Il pc e la sciarpa calda e allegra, una collana e una borsa king size. Sono pronta, parto.
Mentre l’aereo buca deciso le nuvole basse e ritrova il sereno su un mare di panna montata, rileggo i consigli di Edda e Eleonora, aggiungo alla lista già lunga di luoghi da visitare e ricordi da spolverare, qualche bottega in cui non ho mai curiosato, qualche pasticcino che non ho ancora assaggiato, uno store di caccavelle da cui devo assolutamente tornare.
L’aereo plana dolcemente, tocca terra con estrema leggerezza e sono già qui: scendo la scaletta al vento capriccioso che tiene lontane le nubi; non c’è tanto freddo e il taxi corre veloce. Le strade illuminate, affollate, rumorose: suono di risate e musica, cento colori di pelle ai semafori, vetrine luccicanti, ragazzi ovunque: Parigi è la città più giovane che io conosca!
Una vacanza decisa in fretta, con un sorriso monello: una settimana di riposo e allegria. Prendo appunti, non preoccupatevi, poi vi riferisco ogni indirizzo, ogni bistrot, ogni angolo di bellezza e di armonia.
La cucina della Melagranata è chiusa, per qualche giorno, ma continuerò a farmi viva, per  raccontarvi Parigi e non ho certo dimenticato il vostro Cenone di San Silvestro.
Vi lascio qualche suggerimento, pescato tra le ricette che sono in archivio.
À bientôt
Cena di San Silvestro

Auguri!

Scritto da Patrizia il 30 dicembre 2011 alle 10:10 / 11 Commenti / Link permanente

Come scrivere un post e una zuppa delicata ed inebriante.

 

 

Ma voi, come lo scrivete un post? Lo impostate giorni prima, lo limate, lo correggete, ne studiate per giorni aspetto e contenuti? Avete una scrivania apposita e magari un’angolo di libreria dove conservate materiali utili a ricerche e approfondimenti? Vi ritirate nello studio e nessuno dei vostri familiari vi disturba, rispettando religiosamente la vostra concentrazione? Insomma, fate le cose per bene, in tempo utile, programmando i vostri post con giorni di anticipo, data e orario di pubblicazione in automatico, ecc. ecc.?
Perché io, invece, sono più quella dell’ultimo minuto…
I post li penso in auto, in coda. O sempre in coda, ma al supermercato, dribblando le signore anziane che tentano sorpassi improbabili, ficcandoti i carrelli a tradimento tra le caviglie. O al mercato, osservando mazzi di borragini e tentando un approccio ad un’ombrina lucente. O prima di chiudere gli occhi, riassumendo veloce, anni di educazione cattolica hanno lasciato il segno, tutto il non-fatto o il fatto-male della giornata.
Poi mi alzo prima. Prima di tutto e di tutti. Magari alle 5, recuperando le vecchie abitudini di insegnante, quando le ore del mattino, con le bimbe che dormivano quiete, il cane ancora assopito che alzava appena una palpebra al mio passaggio, erano dedicate alla correzione di temi mal scritti, di esercizi infarciti di errori, di recensioni scopiazzate.
In vestaglia, una tazza di caffé, osservo il buio della mia città e il lucore lontano del mare. Al computer foto e parole, quando vengono, se vengono, che vi raccontano cose e persone e sentimenti e affetti. A volte il post arriva in un lampo: è lì, pronto, che aspetta solo il clic dell’invio. Altre volte ci vuole più tempo: la connessione ballerina, le parole che paiono imprigionate nella torre di Raperonzolo, la fantasia ibernata in un’alba più fredda.
Ed allora è un bel guaio: si svegliano le figlie, tutti parlano, chiedono cose, il caffè, dieci euro per uno spuntino, perché ho danza mamma e non torno a pranzo; chi porta Tilly dal veterinario? E l’idraulico oggi ha giurato che arriva, a che ora però non l’ha detto…non posso aspettarlo io, eh!!. Mamma hai visto la mia borsa? (o, in alternativa, le scarpe marroni, gli scaldamuscoli, il quaderno di chimica, la spazzola tonda…) Il computer viene spostato, dal tavolo della cucina: appoggiato, precariamente, nel corridoio, dove attende paziente, il post a metà, la foto da caricare, l’idea che pareva divertente, legata stretta tra le dita…
Sono spesso quella dell’ultimo momento. E voi?

Zuppetta di Cabernet Sauvignon con crostini speziati.      (ricetta dello chef Giorgio Nardelli)

 

Per la zuppa: 500g di brodo di carne, 500g di Cabernet Sauvignon, 120g di tuorli  d’uovo (6), g 200 di panna fresca, 1 presa di noce moscata, 1 cucchiaino di cannella, poco sale fino.
Per i crostini speziati: g 50 burro, g 100 pane a cassetta, 1 presa di noce moscata, 1 cucchiaino di cannella
Erba cipollina, per guarnire.

 

Bollire il brodo e il vino separatamente, per poi addizionare i due composti, aggiungere quindi la panna battuta ai tuorli d’uovo e profumata con la cannella e la noce moscata. Aggiustare con il sale. Continuare la cottura a bagnomaria finché la zuppa diventa schiumosa e cremosa.
Tagliare a piccoli quadrucci il pane a cassetta e rosolarlo nel burro, condire con la cannella e la noce moscata.
Servite la zuppa di vino Cabernet in tazze singole, servendo separatamente i crostini alle spezie, guarnite con l’erba cipollina tagliata finemente.

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Ho spesso apprezzato la zuppa di Terlaner, un vino bianco profumato del Sud-Tirolo. Quando ho assaggiato la prima volta questa versione con il Cabernet Sauvignon ero piuttosto perplessa. E’ stata una scoperta davvero piacevole. La zuppa è cremosa , ma non stucchevole, leggera e profumatissima, gustosa ,ma non pesante. Una vera delizia! Perfetta per il Cenone di Capodanno, buonissima per una cena romantica, magari davanti al fuoco di un camino:

Scritto da Patrizia il 28 dicembre 2011 alle 09:58 / 15 Commenti / Link permanente

Un buon non-matrimonio a te.

 

Una serata bellissima, che ha riunito intorno alla Perla e Yurick tutti gli amici più cari e i parenti più affettuosi e sinceri.
Una festa allegra, gioiosa, piena di fiori, di musica e di tenerezza.
Nel cuore un’infinita gamma di sentimenti, immagini della memoria, voci del passato, luci del presente.  La gioia di vedere lei piena di gioia, gli occhi scintillanti, il sorriso splendente.

 

La cena è riuscita bene, ne sono davvero contenta. Grazie ad Antonia, instacabile generosa amica, che mi è sempre stata al fianco, ho potuto offrire un buffet ricco e variato, con i piatti più amati dai due giovani non-sposi. Questo il menù, in cui riconoscerete alcuni piatti già visti qui sul blog ed altri nuovi, le cui ricette comincio a postare oggi. Potranno essere forse gradevoli suggerimenti per il vostro Pranzo di Natale .

Aperitivi:
Negroni, Mimosa, Cocktail alla frutta
Olive al Martini, di Rossanina, Coquinaria
Frutta secca speziata, di Sigrid
Miniquiche mela e cipolla, di Knamm
Miniquiches trevisana e noci

Tavolo di formaggi, con confetture speziate,
gelatine e chutney fatti in casa e datteri freschi.

Cena:
Gravlax con crostini e salsa all’aneto, burro fresco fatto in casa
Cocktail dei Fjordi
Bicchierini di lenticchie speziate con petto d’anatra
Mini gattò di patate viola su crema di zucca, con bottarga,olio alla nocciola e germogli

Pan di spezie alle albicocche e prugne con pera al Sauternes e foie gras,
servito con accompagnamento di Sauternes Chateau Haute Monteils

Bicchierini di crema di topinambur  con uovo di quaglia e asparago
Pescatrice mango mango
Piccoli flan di cardo gobbo, con bagna cauda

Consommé a l’Impériale
Cannelloni al forno con carciofi

Filet mignon al chinotto di Savona
con marmellata di chinotto e puré al sedano rapa

Semifreddo di marrron glacé con crema al rhum e cialdine.
Casetta di meringa  ripiena di panna e cioccolato

Tra gli invitati, che ringrazio tutti di cuore per la loro calda partecipazione, un sorriso grande a Francesca, deliziosa fan di questo piccolo blog: grazie per l’affetto e la simpatia.
Grazie, infine, all’instancabile, meravigliosa Michela e alla sua squadra (Elisa e Daniel) per la preziosa, irrinunciabile collaborazione.

Questo piccolo antipasto profumato e gustoso è rapido nell’esecuzione e davvero molto gradevole. I grani porte-bonheur lo rendono piacevole sia sulla tavola del Natale che sul buffet di Capodanno.

Lenticchie speziate con speck d’anatra affumicato e chicchi di melagrana.

 

Ingredienti per 20 piccole monoporzioni

400g di lenticchie
1/2 petto d’anatra affumicato (speck)
1 melagrana
olio evo
senape gialla in grani
senape nera in grani
masala (anche home made, il mio: coriandolo, cumino, zenzero, pepe, curcuma, fieno greco, cardamomo)

Mettere a bagno con anticipo le lenticchie: basta qualche ora.
Lessarle in acqua fredda, non salata.
In una larga padella far scaldare qualche cucchiaiata di olio; aggiungere i semi di senape e far profumare, unire il masala e poi le lenticchie. Mescolare e salare.
Suddividere le lenticchie nelle ciotoline individuali, disporre qualche fettina di petto d’anatra affumicato tagliato sottile e i semi della melagrana.
Volendo, potete decorare con una fogliolina di coriandolo.

Scritto da Patrizia il 19 dicembre 2011 alle 10:11 / 12 Commenti / Link permanente